L’accoglienza di Martina Franca a mons. Andrea Ripa
Non sono stati semplici incontri formali, ma veri e propri “giorni di grazia” quelli vissuti dalla comunità parrocchiale Regina Mundi. La parrocchia martinese ha avuto l’onore di ospitare mons. Andrea Ripa, figura di rilievo della curia romana, attualmente segretario del Supremo Tribunale della Segnatura apostolica e presidente della Domus Vaticanae.
La presenza di mons. Ripa ha portato una ventata profondità, offrendo alla comunità l’opportunità di riflettere sul senso profondo della vocazione cristiana in un mondo che cambia.
Uno dei momenti più toccanti della visita è stato l’incontro con i giovani: mons. Ripa ha condiviso un aspetto meno noto ma affascinante della sua biografia, quello della sua formazione come archeologo prima della chiamata al sacerdozio.
Attraverso il racconto degli scavi e della ricerca delle radici, ha saputo trasmettere ai ragazzi un messaggio potente, perché la fede non è un concetto astratto, ma un’esperienza fatta di pietre, persone e bellezza.
“L’arte e la cultura non sono accessori della vita cristiana – ha sottolineato mons. Ripa – ma strumenti essenziali per contemplare il volto di Dio e comprendere la nostra identità”.
Durante le celebrazioni e i momenti di confronto, il segretario della Segnatura apostolica ha insistito sulla necessità di “essere discepoli sempre”. Non si tratta di un titolo acquisito una volta per tutte, ma di una tensione costante, di un desiderio di apprendere alla scuola del Maestro ogni giorno, in ogni stato di vita.
La comunità di Regina Mundi ha risposto con calore e partecipazione, stringendosi attorno a un ospite che, nonostante gli alti incarichi in Vaticano, ha saputo porsi con l’umiltà e l’ascolto di un pastore in mezzo al suo gregge. L’invito è quello di scavare con pazienza nella propria vita, proprio come fa un archeologo, per ritrovare quella “perla preziosa” che è il Vangelo.
La visita si è conclusa con la consapevolezza che la parrocchia può e deve essere un centro di irradiazione culturale. La testimonianza di mons. Ripa ha ricordato a tutti che la Chiesa è custode di un patrimonio di bellezza che va protetto, studiato e, soprattutto, vissuto.





