Mostra

Gli abiti di Capucci e i reperti archeologici in una straordinaria mostra al MarTa

19 Mar 2026

di Silvano Trevisani

Una sapienza sartoriale mitica, che affonda le radici nella classicità e un museo che di quella classicità è il simbolo si incontrano nella mostra ‘Forme senza tempo – Roberto Capucci dialoga con il MArTa’, inaugurata delle sale del Museo archeologico nazionale. La mostra racconta, all’interno del percorso espositivo museale, allestito soprattutto nell’area delle rassegne temporanee, ma che investe anche le sale superiori, con inserimenti straordinariamente mirati, il mondo femminile attraverso il genio sartoriale dello stilista ”architetto della moda” e il mondo dell’arte antica che lo ha sempre ispirato.

Si affiancano, in questo percorso, sculture tessili accanto a mosaici, dipinti su anfore, ori, per una esposizione che arriva nel Museo tarantino grazie alla collaborazione tra il MArTa, la direzione della Fondazione Roberto Capucci e l’organizzazione di Civita Sicilia.

La mostra è stata inaugurata, dalla direttrice del MArTa, Stella Falzone, del direttore della Fondazione Capucci, Enrico Minio Capucci e del direttore generale Musei Italiani, Massimo Osanna.

Riportando una delle frasi emblema dello stesso maestro italiano Roberto Capucci, classe 1930, Stella Falzone ha detto: “I vestiti qui selezionati prendono a prestito dalla natura foglie, corolle, farfalle insieme ai pepli delle statue antiche”. E ha poi sottolineato: “Così nel Museo archeologico nazionale di Taranto, grazie ai bozzetti creativi, a venti abiti di alta sartoria che hanno fatto la storia della moda italiana nel mondo, si realizza concretamente il dialogo artefice dell’opera di Capucci”.

I vestiti, che sono stati selezionati dalla collezione museale della Fondazione Capucci, che raccoglie anche alcune donazioni di attori e personalità che li hanno indossati, coprono un lungo arco di tempo che parte dai primi anni Cinquanta, dagli esordi della bottega sartoriale a Roma, ma non seguono un ordine cronologico, quanto un ordine artistico e cromatico, che privilegia l’accostamento delle forme, dei colori con i reperti archeologici presenti nel museo. Un accostamento che i visitatori potranno approfondire attraverso i Qrcod collocati in prossimità degli abiti e che offre suggestioni davvero notevoli.

“Il maestro Capucci ha fatto del tessuto delle opere d'arte, con una sapienza tutta contemporanea che però parte dallo studio dell'antico, e infatti molte forme richiamano l'antico. Ma è la sapienza sartoriale eccezionale offre la possibilità di realizzare questa  bella sperimentazione. Che il museo archeologico di Taranto sta facendo già da un po' di tempo. Che è anche quella di mettere insieme il contemporaneo con l'antico”. Ha detto Stella Falzone, che ha anche voluto sottolineare come tutte le mostre temporanee realizzate sotto la sua direzione si avvalgono del repertorio museale inedito, di reperti, cioè, conservati ma mai esposti fino ad ora al pubblico.
E proprio la ricerca tra i reperti conservati negli scantinati del museo ha offerto l'occasione per individuare quelli che meglio potevano garantire l'affiancamento alle opere d'arte sartoriale. 
“L'abito svela sorprendenti connessioni con i diademi greci in oro conservati al Museo – ha sottolineato Enrico Minio Capucci - E tengo a  dire che questo è un bellissimo omaggio alla città di Taranto. Abbiamo realizzato questa mostra grazie alla disponibilità e alla collaborazione della Maison e della Fondazione Capucci, che ha curato anche importanti mostre internazionali, ma qui la modernità e l'ispirazione classica trovano un compendio eccezionale”.
La mostra “Forme senza tempo. Roberto Capucci dialoga con il MarTa” sarà visitabile fino al 12 luglio negli orari d'ingresso del Museo dalle 9,30 alle 19,30.

Leggi anche
Otium

È morto Sandro Mazzola, simbolo della Grande Inter e della Nazionale

Talento, eleganza e gol hanno segnato un’epoca del calcio italiano

Il Taranto non brilla in Coppa Italia: con l’Ostuni finisce pari

È la strada più complicata. Pure la meno affidabile, quella della Coppa Italia, per salire di categoria bypassando il campionato e i playoff promozione: lo abbiamo visto nella scorsa stagione. Nessun dramma quindi se il Taranto non è riuscito ad andare oltre il pareggio con l’Ostuni. Allo stadio “Italia” di Massafra, nella gara d’andata del […]

La quiete dopo la tempesta: il Taranto di Tiozzo ritrova la vittoria

  Dal primo passo falso al pronto, lauto e illusorio riscatto, dalla debacle al nuovo corso: quattro partite in 14 giorni. Quattro giornate per capire in quale direzione andrà il Taranto nel torneo di Eccellenza pugliese. Con lo sguardo rivolto inevitabilmente alla classifica, che vedeva gli ionici ripartire da meno 2 punti, a inizio torneo. […]
Hic et Nunc

Intelligenza artificiale: due scienziati ci spiegano l'allarme di papa Leone

L’enciclica “Magnifica humanitas” di Leone XIV, nel sottolineare i pericoli che accompagnano i progressi dell’intelligenza artificiale (Ai), ha implicitamente sensibilizzato la Chiesa ad approfondire l’argomento di vitale importanza. A questa impostazione ha risposto il convegno “Capire l’intelligenza artificiale, custodire l’umanità” svoltosi venerdì scorso nell’ex cinema Bellarmino, nell’ambito dei festeggiamenti di san Roberto Bellarmino. L’iniziativa, organizzata […]

La domenica del Papa - Abbandoniamo le vie distorte e i pensieri iniqui

È il profeta Isaia che ci invita a cercare il Signore e attraverso le sue parole ci dice anche la sua diversità: “i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie… Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri […]

A colloquio con l'arcivescovo Miniero: l'intelligenza artificiale e i rischi per il Creato

“Capire l’intelligenza artificiale, custodire l’umanità”, è il tema di un incontro svoltosi venerdì scorso, nell’ex cinema Bellarmino, nell’ambito dei festeggiamenti di san Roberto Bellarmino. (https://www.nuovodialogo.com/2026/09/21/capire-lintelligenza-artificiale-custodire-lumanita/) L’incontro è stato introdotto da don Antonio Panico, direttore dell’ufficio diocesano di pastorale sociale, lavoro, giustizia, pace e custodia del Creato, che ha sottolineato come il pontificare di Leone XIV […]
Media
22 Set 2026