Amministrazione locale

Cambi di casacca e fusioni tra gruppi in un Comune con tanti problemi

25 Mar 2026

di Silvano Trevisani

Tempi complicati per l’amministrazione comunale. Ipotesi di privatizzazione dell’Amiu, vicenda parcheggi ancora in sospeso, servizi comunali resi inadeguati dalla carenza ormai insostenibile di dipendenti, che sono agli sgoccioli e più volte trasferiti: sono alcune delle questioni più spinose che la giunta Bitetti deve affrontare, dopo aver approvato con molte difficoltà un bilancio che rasenta il dissesto. E questo mentre prendono quota le fibrillazioni, ormai prassi consolidata nelle compagini territoriali, all’interno dei partiti che sostengono la maggioranza. Dopo i distinguo della prima ora espressi dalla consigliera Boshnijaku, che abbandonava il gruppo Pd da subentrante, il primo ad aver cambiato casacca è il consigliere Vincenzo Di Gregorio, che ha abbandonato il Pd per approdare ad Azione, pur garantendo il suo sostegno al sindaco.

Sulle decisioni di Di Gregorio ha pesato certamente la mancata rielezione al Consiglio regionale, per la quale ha imputato la maggiore responsabilità alla candidatura del vicesindaco Mattia Giorno, anche lui rimasto a terra a tutto vantaggio di Cosimo Borraccino, rientrato alla Regione dopo la bocciatura del quinquennio precedente. Ma è di queste ore la notizia dell’unificazione dei gruppi consiliari di Con e Unire Taranto. La fusione, si legge nella nota diffusa alla stampa, “nasce per rafforzare l’azione amministrativa e garantire un supporto leale e stabile al Sindaco, come fattore di efficienza e non di instabilità. Con questa scelta, il nuovo gruppo ribadisce il proprio impegno nell’attuazione del programma di mandato, lavorando con determinazione per una Taranto più moderna, sostenibile e inclusiva”. In realtà si intuisce che la fusione dei due gruppi, entrambi liste di sostegno al sindaco, intende creare un polo più forte all’interno della maggioranza, per fare da contrappeso al Pd, dal quale è uscito Di Gregorio, ma nel quale potrebbe rientrare, secondo voci di corridoio, Gianni Azzaro, che era stato eletto nelle liste di sostegno a Francesco Tacente.

Per quanto riguarda i problemi che la giunta si trova ad affrontare la prima patata bollente è quella dell’Amiu, o Kyma Ambiente come è stata purtroppo ribattezzata nel tentativo di mascherarne il passato l’azienda municipalizzata cui è affidata la gestione dei servizi ambientali sul territorio jonico.

In merito alle voci, sempre più insistenti, che circolano su un’eventuale privatizzazione interviene il Partito socialista, che esprime netta contrarietà: “Una scelta simile rappresenterebbe un errore strategico di portata grave: significherebbe consegnare a interessi privati un servizio essenziale per la comunità tarantina, rinunciando a quella leva di governo pubblico che, al contrario, deve essere potenziata e resa più efficiente”.

Ma sull’ipotesi di privatizzazione intervengono duramente Adriano Tribbia e Francesco Tacente, i due consiglieri comunali di Prima Taranto che stigmatizzano quella che definiscono “l’incoerenza del sindaco Piero Bitetti rispetto agli impegni assunti in campagna elettorale”. E chiedono che ogni eventuale decisione venga preceduta da un passaggio formale di confronto in Consiglio comunale e nelle commissioni competenti, garantendo piena informazione e partecipazione a tutte le forze politiche. “Il sindaco Piero Bitetti ha il dovere politico ed etico di venire in Consiglio comunale a riferire e fare chiarezza!”.

Un incontro urgente al sindaco Bitetti, all’assessora Fulvia Gravame e al presidente di Kyma Ambiente è stato chiesto dalle segreterie territoriali e di categoria di Cgil, Cisl e Uil Taranto: “Riteniamo doveroso entrare nel merito delle motivazioni che spingono l’amministrazione comunale a compiere una scelta del genere”. I sindacati hanno indetto, per martedì 31 marzo 2026 dalle ore 10 alle ore 14, un’assemblea sindacale delle lavoratrici e dei lavoratori con contestuale sit in di protesta.

Per quanto riguarda i parcheggi, poi, a due settimane dall’incontro svoltosi a Palazzo di città, l’Adoc Taranto torna a incalzare l’amministrazione comunale sulla spinosa questione della sosta a pagamento e dei permessi per i residenti. L’associazione dei consumatori sollecita un riscontro ufficiale e urgente alle proposte consegnate direttamente nelle mani del sindaco Piero Bitetti lo scorso 12 marzo, necessarie per alleviare il pesante carico economico imposto alle famiglie tarantine. “La prolungata assenza di risposte da parte dell’amministrazione rischia ora di inasprire ulteriormente gli animi, aprendo la strada a nuove forme di mobilitazione cittadina”.

Infine, a sollecitare il Comune ad assumere iniziative urgenti per lo stato collassale degli uffici comunali era stata la Fp Cgil, con una lettera inviata al sindaco, al direttore generale Marco Lesto e al segretario generale Eugenio De Carlo. Nella lettera il sindacato denuncia “le condizioni ormai insostenibili in cui opera il personale del Comune di Taranto”. “La carenza cronica di personale, mai affrontata con misure adeguate, sta compromettendo la qualità dei servizi e mettendo a rischio concreto di stress lavoro-correlato i lavoratori, in violazione delle norme sulla sicurezza. A fronte di una pianta organica prevista di 1500 dipendenti, l’ente ne conta meno di 700 effettivi – al netto dei 270 tra nidi e Polizia locale”. L’O.S. inoltre diffida il Comune dall’effettuare una ennesima riorganizzazione della macrostruttura. Soprattutto alla luce della situazione insostenibile dell’ufficio tributi.

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