Finalmente si parte: il 20 novembre l’avvio dei lavori a Palazzo Frisini
Il 20 novembre partiranno i lavori per il recupero e la rifunzionalizzazione di Palazzo Frisini, destinato a diventare residenza universitaria e non solo. I lavori, che dovrebbero durare due anni, restituiranno a Taranto, dopo un’attesa lunghissima, durata oltre vent’anni, un palazzo storico da anni emarginato al centro della città. Mentre sono già passati due anni dalla presentazione pubblica del progetto, avvenuta nel corso di un convegno svoltosi nella sede universitaria di via Duomo. Un tempo che si è reso necessario, evidentemente, per il completamento della progettazione, per le verifiche e le autorizzazioni. (Nelle immagini tavole del progetto)
Ma ora finalmente si è giunti all’attuazione del cronoprogramma che la Provincia di Taranto così ha delineato: il 19 ottobre 2026: avvio delle attività di cantierizzazione, con le prime operazioni di messa in sicurezza e pulizia dell’immobile; 20 novembre: avvio effettivo dei lavori; 730 giorni: durata prevista per la realizzazione dell’intervento.
Il 29 settembre 2026, la Provincia, che è proprietaria dell’immobile, che fu concepito e utilizzato come brefatrofio ma ha poi svolto varie funzioni, in ultimo quella della sede del Liceo scientifico Ferraris, ha promosso una riunione di coordinamento con Regione Puglia e Adisu Puglia, dedicata allo stato di avanzamento del progetto e alle prossime fasi operative.
Nel corso del confronto sono state inoltre approfondite le attività e gli adempimenti che hanno accompagnato la definizione del progetto, tra cui i pareri e le prescrizioni della soprintendenza e le verifiche svolte da Asset. Un percorso necessario anche in considerazione della particolare rilevanza storico-artistica di Palazzo Frisini, bene culturale che sarà recuperato nel rispetto delle sue caratteristiche architettoniche.
Nei giorni scorsi, a tale proposito, si era svolto un convegno nell’auditorium Calliope, per iniziativa di Italia Nostra, che aveva per tema proprio il progetto di ristrutturazione del Palazzo Frisini e, in quell’occasione, molte erano state le voci di tecnici e operatori culturali, di dissenso verso il progetto e la destinazione d’uso prevista, soprattutto conseguenti alla collocazione urbana del palazzo e alla mancanza assoluta di parcheggi. Problema che, il realtà, affligge tutta la città e viene acuito in questi mesi dal progetto del Brt sul quale abbiamo da sempre espresso non poche perplessità.
L’intervento prevede la realizzazione di una residenza universitaria da 92 posti, ma non si limita all’accoglienza degli studenti. Contempla, infatti, spazi per la didattica, la ricerca, la cultura e la socialità, oltre ad aree dedicate all’arte e alla lettura, coworking, attività laboratoriali e una caffetteria.
Particolare attenzione, sottolinea la Provincia, è stata riservata al rapporto con la città, infatti il piano terra sarà uno spazio aperto e permeabile, con una corte concepita come “piazza protetta”, mentre la terrazza sarà destinata a diventare un nuovo spazio urbano per eventi e attività.
“Palazzo Frisini – le parole del presidente della Provincia Gianfranco Palmisano – rappresenta un’opera strategica per Taranto e per il suo futuro universitario. Recuperare questo edificio significa restituire alla città un importante pezzo della propria storia, ma anche creare nuovi servizi e nuove opportunità per gli studenti e per l’intera comunità. La Provincia continuerà a seguire con attenzione ogni fase dell’intervento, mantenendo il confronto con Regione Puglia e Adisu e assicurando alla cittadinanza tutte le informazioni ufficiali in nostro possesso. L’obiettivo è accompagnare il cronoprogramma affinché si proceda regolarmente verso la restituzione di Palazzo Frisini alla città”.
Ci auguriamo che l’apertura della cantierizzazione rappresenti una dato che segni un nuovo slancio sociale e culturale per una città che sta vivendo un periodo complesso di ripensamento, dopo l’effimero entusiasmo dei Giochi del Mediterraneo. In attesa che si possano finalmente sbloccare anche i lavori per l’altro grande palazzo pure nato come brefatrofio: Palazzo degli Uffici (impropriamente ribattezzato Palazzo Archita).



