Qualità della vita

Ecosistema urbano: Taranto continua a peggiorare anno dopo anno

26 Ott 2026

di Silvano Trevisani

Taranto continua a puntare sull’immagine invece che sulla sostanza. È l’impressione che si ha mettendo in parallelo gli entusiasmi che hanno accompagnato i Giochi del Mediterraneo, quelli che si registrano, giustamente, per la designazione a città dello sport del Mediterraneo e altri riconoscimenti simili, con il posto che le graduatorie nazionali per la qualità della vita le assegnano, e che la vedono sempre in coda. Ultima fra queste il rapporto sull’‘ecosistema urbano’, più esattamente il ‘Rapporto sulle performance ambientali delle città 2026’ di Legambiente, pubblicato oggi dal quotidiano Il Sole 24 ore, che collabora alla sua realizzazione, che vede Taranto scivolare al 94° posto, 12 posizioni in meno rispetto all’anno scorso e 35 in meno rispetto a quattro anni fa.

Raccolta differenziata, spreco di acqua e di suolo pubblico, numero eccessivo di auto circolanti scarso utilizzo dei mezzi pubblici, poche zone a traffico limitato, poche piste ciclabili (per altro inutilizzate secondo un’abitudine consolidata da sempre), pochi alberi e pochissimi impianti eolici anche negli edifici pubblici sono realtà presenti sotto gli occhi di tutti, di noi tarantini in primi luogo. Mentre stranamente i parametri riguardanti la qualità dell’aria non sono i peggiori, se si pensi che Taranto condivide il primo posto con altre città per i giorni caratterizzati dal superamento dall’ozono, che sono pari a zero. Mentre nella classifica “Che aria si respira”, la nostra città è nel gruppo ‘sufficiente’. Pessimi, invece, i risultati relativi alla depurazione delle acque, che ci vedono in fondo alla classifica relativa.

A commentare il rapporto annuale, con una nota analitica dettagliata è la sezione tarantina di Legambiente che sottolinea come l’indice di sostenibilità scende per Taranto al 40,78%, 5,3 punti percentuali in meno rispetto al Rapporto 2025, con una performance che è la metà di quella realizzata dalla prima in classifica, Mantova, che registra un indice pari all’81,29%, e quasi 15 punti in meno rispetto alla media delle città italiane, che si attesta al 55,72%.

La classifica è il compendio dei risultati ottenuto basandosi su 20 parametri, basati su dati relativi in modo prevalente al 2025, che prevedono l’assegnazione di un punteggio massimo teorico di 100 punti, Ne scaturisce il tasso di sostenibilità della città reale rispetto a una città ideale agendo su sei componenti ambientali presenti nelle città: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. In base all’evoluzione dei temi ambientali e delle politiche urbane, il peso di ogni indicatore viene modificato di anno in anno, a seconda dell’edizione, per cui le graduatorie si modificano annualmente, ma per Taranto riscontrano un ininterrotto trend negativo che peggiora negli ultimi quattro anni.

Molto meglio si colloca Lecce, che al 56° posto col punteggio finale di 54,76/100, mentre Bari è al posto 71°, con 50,29/100. Solo Foggia, in Puglia, sta peggio: un gradino dietro Taranto (è infatti 95° con 40,63/100).

“Il risultato peggiore, come avviene oramai da molti anni – sottolinea Legambiente Taranto, che pubblica l’intero rapporto sul suo sito – si registra per la raccolta differenziata dei rifiuti. Taranto, infatti, col suo 30,3% segna un miglioramento rispetto al 23,1% dell’anno precedente, ma è comunque terzultima nella specifica classifica, precedendo solo Palermo e Foggia. La percentuale raggiunta è meno della metà del valore medio delle città monitorate, pari al 66,15%, meno della metà dell’obiettivo di legge del 65% fissato per il 2012 e raggiunto da 61 città, e resta inferiore persino alla soglia del 35%, il cui raggiungimento era previsto per il 2006, la bellezza di 20 anni fa. I risultati migliori, raggiunti da ben 18 città che hanno superato la soglia dell’80%, tre in più rispetto allo scorso anno a dimostrazione che è possibile ottenere miglioramenti importanti in questo campo, restano lontanissimi.

Le altre note maggiormente negative del Rapporto, che collocano Taranto tra le ultime dieci nelle specifiche classifiche, si registrano per la estensione delle aree ZTL , pari a soli 5,4 metri quadrati ogni 100 abitanti, contro una estensione media nei 76 capoluoghi italiani che hanno comunicato il dato di 368,3 m² ogni 100 abitanti,  e per le energie rinnovabili,  per le quali si è scelto di considerare, oltre la diffusione del solare termico e fotovoltaico su strutture pubbliche, anche altre tipologie di impianti pubblici alimentati da fonti rinnovabili come il geotermico e l’idroelettrico,  pari a soli 0,54 kw di potenza installata su edifici pubblici ogni 1000 abitanti, contro un valore medio dell’indicatore di 7,25 kW per 1.000 abitanti, mentre sono già  23 le città che vantano almeno 10 kW ogni 1.000 abitanti”.

Sotto elenchiamo i dati tarantini del rapporto 2026, desunti da Legambiente Taranto, rapportati alla migliore performance registrata nei 106 capoluoghi monitorati: numeri che parlano da soli e che testimoniano della necessità di intervenire in diversi settori, dai rifiuti al verde urbano, dal trasporto pubblico alla mobilità dolce, dalle energie rinnovabili al consumo di suolo, dall’efficienza della rete idrica alla qualità dell’aria.

ARIA
– NO2 concentrazione media in ug/mc: 14 – contro i 4 di Enna
– PM 10 media valori annui in ug/mc: 20 – contro i 12 di Oristano
– PM 2,5 media valori annui in ug/mc: 10 – contro i 4 di Catanzaro
– Ozono giorni superamento media mobile 120 μg/mc: 0 – come Reggio Calabria, Catanzaro, Terni, Caserta, Sassari, Cagliari, Salerno, Messina

ACQUA
– consumi idrici domestici [l/ab giorno]: 133 – contro i 69 di Isernia
– dispersione idrica (differenza % immessa/consumata): 48% – contro il 6,8% di Pavia

RIFIUTI
– rifiuti urbani pro capite (kg/ab/anno): 531 – contro i 371 di Campobasso
– raccolta differenziata (% su totale)*: 30,3% – contro l’88,8% di Ferrara *nella classifica specifica, terzultima tra le città che hanno fornito dati*

TRASPORTO
– passeggeri trasporto pubblico (viaggi/ab/anno): 39 – contro i 367 di Trieste (tra le città “medie”, come Taranto)
– offerta trasporto pubblico (vetture-km/ab/anno): 36 – contro i 70 di Trieste (tra le città “medie”. come Taranto)

AMBITO URBANO

– isole pedonali (mq/100ab): 10,3 – contro i 679 di Lucca
– ztl (mq/100ab)*: 5,3 – contro i 1910 di Rimini *nella classifica specifica, tra le ultime 10 città che hanno fornito dati*

– piste ciclabili equivalenti (metri equivalenti/100ab): 1,7 – contro i 44,8 di Reggio Emilia

VERDE

– alberi (alberi aree pubbliche /100 abitanti): 13 – contro i 114 di Trieste
– verde accessibile in area urbana (mq/ab): 10,4 – contro i 138 di Gorizia

MOTORIZZAZIONE

– auto (auto/100ab): 61 – contro i 46 di Venezia e i 49 di Genova.

ENERGIA
– solare pubblico (kw installati su  ed. pubblici/1000 ab)*: 0,54 – contro i 32,9 di Pordenone *nella classifica specifica, tra le ultime 10 città che hanno fornito dati*

SUOLO
– variazione consumo di  suolo (mq/abitante 2019-2024): 10,5 – contro il – 7,4 di Ragusa

– uso efficiente del suolo (indice sintetico  scala 0-10): 6

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