Amici della musica, per il centenario apertura alla grande con Ughi e Canino

Coi loro 163 anni in due, Uto Ughi (77) e Bruno Canino (86) hanno portato un’ondata di freschezza al pubblico che ha gremito (finalmente) il Teatro Fusco in ogni ordine di posti, per il concerto d’apertura della stagione n.78.

06 Dic 2021

di Silvano Trevisani

Coi loro 163 anni in due, Uto Ughi (77) e Bruno Canino (86) hanno portato un’ondata di freschezza al pubblico che ha gremito (finalmente) il Teatro Fusco in ogni ordine di posti, per il concerto d’apertura della stagione n.78. Un inizio che più azzeccato non poteva essere per un anno da record, per l’Associazione Amici della musica “Arcangelo Speranza” che celebra il centenario dalla nascita, avvenuta nel 1922. L’attività concertistica si avviò, in quell’anno, con un recital del pianista e compositore Amilcare Zanella e dell’allora quindicenne violinista martinese Gioconda De Vito, destinata a diventare una delle più grandi interpreti dell’archetto di tutto il Novecento.

Un evento che è stato sottolineato, in una piccola cerimonia che ha preceduto il concerto, dal presidente dell’associazione musicale, Paolo Ruta che, chiamati tutti i soci, ha voluto sottolineare l’importanza dell’evento che fa degli Amici della musica una delle compagini associative di cultura musicale più antiche d’Italia. Ha quindi ricordato come, a partire dal dopoguerra, l’attività organizzativa dell’”Arcangelo Speranza”, interrotta negli anni precedenti per gli eventi bellici, non si é più interrotta, ma come si è andata invece arricchendo di altri eventi, come il Concorso pianistico internazionale Arcangelo Speranza, divenuto dei dei più importanti d’Italia, o il Festival Giovanni Paisiello, che precede la stagione concertistica che, nel corso degli anni, è andata modificandosi. Per rispondere al gusto del pubblico e al progresso della musica, infatti, si è andata arricchendo di concerti dedicati alla musica “leggera”, pur sempre d’autore, o al jazz.

Ruta ha ricordato alcuni dei nomi più importanti che si sono succeduti, nel corso degli anni, sui palcoscenici tarantini, tra i quali figurano un po’ tutti i maggiori artisti del XX e XXI secolo.

Accolti da un lungo applauso, Uto Ughi, uno dei più grandi e più noti musicisti italiani, che Taranto conosce benissimo per le sue numerose presenze in città, anche in occasione di vari eventi, e Bruno Canino, che oltre ad essere un grande esecutore e compositore, è considerato forse il maggiore tra gi accompagnatori al piano, avendo collaborato con Severino Gazzelloni, Salvatore Accardo, Victoria Mullova (che tra l’altro terrà un concerto a marzo proprio nell’ambito della stagione degli Amici della musica), Oleksandr Semchuk e tanti altri.

 

Facendo cantare il suo Stradivari con una voce acuta e irripetibile, Ughi ha incantato il pubblico, con un virtuosismo che non concede mai nulla all’istrionismo ed è un piacere, oltre che per gli orecchi anche per gli occhi, che seguono anche la passione sobria con la quale insegue le dita danzare sullo strumento. Il repertorio presentato dal “duo”, con qualche variazione sul programma della serata era composto da Mozart e Beethoven, la cui Sonata n.7 è stata più volte interrotta dagli applausi di un pubblico non sempre avvezzo al repertorio classico, ma senza che i due artisti ne facessero alcun conto. Nella seconda parte, Ughi e Canino hanno presentato la Suite popolare spagnola di Manuel de Falla, rielaborazione del ciclo di sette canzoni con cui il compositore iberico utilizzò il folclore della sua terra, secondo un processo di reinvenzione del canto popolare. Quindi: la “Méditation” per pianoforte di Ciaikovskij e, invece della “Fantasia da concerto sulla Carmen” di Pablo de Sarasate, una fantasia delle aree della “Carmen” di Bizet, forse per andare incontro al “gusto” del pubblico, e che infatti ha manifestato un gradimento enorme.

Prossimo appuntamento per il concerto di Natale con il Gospel Brothers & The Voice of Worship (22 dicembre).

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