Hic et Nunc

Acciaio, l’incontro a Palazzo Chigi ha chiarito le prospettive e i tempi

30 Ott 2024

di Silvano Trevisani

Spiragli per la vertenza Acciaierie D’Italia, nell’incontro appena conclusosi a Roma, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, tra governo e sindacati. Che ha mostrato il rispetto del cronoprogramma degli interventi e che ha fatto il punto su decarbonizzazione e cassa integrazione, punti sui quali i sindacati hanno chiesto riscontri urgenti. E ha chiarito che per il 2005 la produzione si attesterà trsa i 3 e i 3,8 milioni di tonnellate.

All’incontro hanno partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mantovano i ministri Urso, Picchetto Fratin, Calderone, Giorgetti (in collegamento), i commissari straordinari e i segretari generali di Fim, Fiom, Uilm, Uliano, De Palma, Palombella. Aprendo l’incontro Urso ha confermato il positivo andamento e rispetto del cronoprogramma degli interventi. La Calderone ha annunciato, pur restando ancora in essere una situazione di ammortizzatori, la loro riduzione e gli investimenti nella formazione del personale. Il ministro Pichetto Fratin, da parte sua, ha annunciato la conferma da parte dell’Istituto superiore di Sanità delle verifiche per il prosieguo dell’iter all’autorizzazione dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale.

La Fim, per bocca del segretario Ferdinando Uliano ha dichiarato che la ripartenza di Taranto è fondamentale per l’industria del nostro Paese. Per questo è positiva la ripresa entro i tempi di Afo 1, come pure la gestione degli ammortizzatori sociali. “In questa direzione ci auguriamo che anche gli impianti a valle di Afo delle aree a freddo riprendano quanto prima a lavorare. Ora è fondamentale capire anche i tempi di ripartenza di Afo 2, e l’entità della produzione che ci si aspetta per 2025 e con essa la garanzia e salvaguardia dei livelli occupazionali riguardanti non solo quelli di ADI in AS ma anche di Ilva in As, appalti e indotto”.

Ma importante è la chiarezza del percorso del bando di acquisizione dell’azienda rispetto alle manifestazioni di interesse e capire se queste, ad avviso dei commissari, contengano le necessarie garanzie, a partire da quelle della sostenibilità sociale e ambientale.

Il commissario Quaranta, da parte sua, ha sottolineato come il recupero produttivo che si sta mettendo in atto sia consequenziale a tutta una serie di interventi sugli impianti che non erano stati realizzati e propedeutici alla realizzazione del forno elettrico. “Procederemo ora al riavviamento di Afo 2, ma – ha precisato – questo comporterà non pochi problemi, visto che il precedente gestore lo ha lasciato con la ghisa in pancia. Questo implica che la produzione nel 2025 sarà tra i 3 e i 3.8 milioni di tonnellate colate”.

Per quanto riguarda la decarbonizzazione, Quaranta ha sottolineato che tutto quanto previsto dal punto di vista ambientale è stato fatto. “Abbiamo sostenuto dei costi notevoli, quasi 2.5 miliardi di euro. Ora siamo consapevoli che lo stabilimento a ciclo integrato di Taranto oggi rispetta tutte le leggi Ue sulla normativa ambientale”. Ha inoltre ricordato il recente memorandum tra le tre società Ilva in As, Adi in As e Dri Italia per la produzione di preridotto finalizzato all’abbattimento degli inquinanti e riduzione della Co2.

Il ministro Urso riguardo ai possibili acquirenti ha sottolineato l’importanza della golden power come strategia di tutela dello Stato e che la procedura è ancora nella fase di data room alla quale seguiranno tutte le interlocuzioni possibili.

Rizzo e Colautti della Usb, da parte loro, dichiarano: “Pur avendo ricevuto oggi conferma dal Ministro Urso della volontà di esercitare la golden power, al Governo abbiamo ribadito inoltre che la decarbonizzazione, quindi la piena salvaguardia di tutti i lavoratori, anche quelli Ilva in As, deve essere garantita attraverso l’intervento pubblico. Per USB solo lo stato può farsi da garante, dobbiamo evitare accuratamente gli errori del passato, l’esperienza Mittal è stata catastrofica”.

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