Tracce

Riforme costituzionali: cambiare, ma con attenzione

foto Ansa/Sir
16 Mag 2023

di Stefano De Martis

Un Parlamento eletto legittimamente, sia nella forma che nella sostanza (perché purtroppo il mondo è pieno di elezioni solo in apparenza democratiche), ha i titoli per effettuare tutte le operazioni che la Costituzione prevede, sempre nei limiti e secondo le procedure che la stessa Carta stabilisce. Quindi può senza dubbio approvare leggi costituzionali e di revisione costituzionale. Questo vale anche per il Parlamento attuale, eletto con una partecipazione al voto bassa come non si era mai vista, circa il 64%. Dopo di che sarebbe intellettualmente disonesto non tenere conto di questo dato di fondo, nel momento in cui si intende mettere mano a riforme della Costituzione – che è un patrimonio di tutti gli italiani, anche di quelli che non sono andati alle urne – così profonde da investire la stessa forma di governo, almeno nelle intenzioni della maggioranza e in parte di altri soggetti. Analoga riflessione – e in misura ancor più stringente – vale per il mandato che la maggioranza avrebbe avuto dai cittadini per realizzare le riforme istituzionali previste nel programma elettorale della coalizione vincente. E’ bene ricordare, infatti, che si tratta infatti di una maggioranza parlamentare, resa possibile dalla traduzione dei voti in seggi in base a un sistema elettorale con una robusta componente maggioritaria. Tutto assolutamente legittimo, ci mancherebbe. Se però guardiamo ai numeri, su 50,8 milioni di aventi diritto al voto, si sono espressi per il centro-destra 12,5 milioni di elettori. Uno su quattro. Nulla da eccepire sul diritto a governare – stante la normativa in vigore – ma quando si passa alla definizione delle regole della casa comune non si può politicamente prescindere da questi dati.
Il primo passo compiuto dal governo incontrando, persino con una certa solennità, le delegazioni delle opposizioni, va nella direzione giusta. Purché resti chiaro che riformare la Costituzione non è affare di governi, di maggioranze e di opposizioni, ma riguarda l’intero Parlamento in quanto luogo della rappresentanza dei cittadini. Del resto, se le opposizioni sono platealmente divise non solo su questo terreno, anche nella coalizione che sostiene l’esecutivo non mancano i distinguo. La Lega, per esempio, a fronte delle aperture di Giorgia Meloni sul premierato si è affrettata a ricordare che nel programma elettorale della coalizione c’è l’elezione diretta del Presidente della Repubblica e non altre tipologie. Sullo sfondo c’è il nodo del rapporto tra gli interventi sulla forma di governo e il percorso dell’autonomia differenziata delle Regioni, che la Lega vorrebbe accelerare al massimo mentre per la premier dev’essere strettamente associata alle altre modifiche.
Ma allo stato dell’arte è del tutto prematuro soffermarsi sulle soluzioni specifiche. Le riforme della Costituzione richiedono una riflessione lungimirante e tempi adeguati. Almeno in quest’ambito sarebbe auspicabile che si riponessero le bandiere ideologiche e si individuassero con lucidità i problemi che richiedono una revisione di alcune norme della Carta per migliorare il funzionamento della nostra democrazia. E’ di questo che il Parlamento e le forze politiche devono occuparsi. Non siamo all’Anno Zero, non c’è da fondare un’altra Repubblica.

Leggi anche
Editoriale

Quel grande vuoto da riempire

“Per gioco, lo abbiamo fatto per gioco, ci annoiavamo”. Questa è, forse, la dichiarazione più sconvolgente di tutta la vicenda legata alla minicar che, per giorni, ha generato lo spavento nella zona di Monteverde, a Roma. È quasi un rivale da combattere la noia, ma è soprattutto un indispensabile passaggio per la consapevolezza di sé […]

Cisgiordania, gli ulivi sradicati e la terra che grida

Quando mia figlia, prossima alle nozze, mi mostrò la bomboniera per gli invitati fui piacevolmente sorpresa: si trattava di un’ampollina colma d’olio degli ulivi delle nostre colline umbro-marchigiane, verde come la speranza. Ho poi visto anche in Sicilia come molte coppie facciano spesso la stessa opzione col loro olio gravido di sole. Il mio pensiero […]

Padroni anche della morte

L’idea è venuta al ministro della guerra Pete Hegseth, approvata subito con entusiasmo da Trump, il presidente dei moniti globali in punta di mitra: fucilare in diretta streaming Nidal Hassan, reo della strage di Fort Hood, nel Texas, dove aprì il fuoco uccidendo tredici persone. Il 3 dicembre, in mancanza di ricorsi, il ministero della […]
Hic et Nunc

Innovazione, tre fronti aperti su: Ilva, imprese e un concorso internazionale

Taranto punta sull’innovazione seguendo diverse piste. Produzione industriale, finanziamenti locali per le imprese, concorsi internazionali per l’innovazione sono tre fronti diversi che stanno riguardando in questi giorni la città. Proviamo a raccontare con ordine cosa sta accadendo iniziando dalla notizia più recente in ordine di tempo, che viene comunicata dal Comune. Capitale europea dell’innovazione: Taranto […]

Martina, La fragilità tra corpo e mente: incontro alla San Francesco

Per ‘Il Portico di Salomone’, la parrocchia San Francesco d’Assisi-santuario Cristo spirante terrà per venerdì 23 alle ore 20.15 in parrocchia l’incontro sul tema ‘La fragilità tra corpo e mente: opportunità o minaccia?’. Il ‘Portico di Salomone’ spiega il parroco don Vincenzo Annicchiarico, è il luogo d’incontro di credenti e non, nella consapevolezza che “oggi […]

I dialoghi di Lourdes con padre Serighelli, al santuario della Madonna della Sanità di Martina

‘I dialoghi di Lourdes: l’esperienza spirituale di Santa Bernadette a Nevers’ è il tema dell’incontro che padre Giuseppe Serighelli, sacerdote passionista, cappellano di lingua italiana al Santuario di Nostra Signora di Lourdes, terrà venerdì 23 ottobre alle ore 19.30 nel santuario della Madonna della Sanità, a Martina Franca, su invito del parroco don Damiano Nigro. […]
Media
22 Ott 2026