Discorso del Santo padre

La speranza come prassi educativa:
il messaggio di papa Francesco agli operatori educativi

foto Vatican media-Sir
07 Gen 2025

di Giada Di Reda

Papa Francesco, sabato 4 gennaio, nell’aula Paolo VI, ha ricevuto in udienza, in occasione dei rispettivi anniversari di attività, l’Associazione italiana maestri cattolici (Aimc), l’Unione cattolica italiana insegnanti, dirigenti, educatori, formatori (Uciim) e l’Associazione genitori scuole cattoliche (Agesc). Un’occasione per rilanciare a tutti gli operatori pedagogici e culturali, in particolare in quest’anno giubilare, l’invito ad essere, concretamente, uomini e donne di speranza.

Francesco ha esordito con un richiamo alla pedagogia di Dio, sottolineandone gli aspetti della vicinanza, della compassione e della tenerezza di Dio che si è fatto uomo tra gli uomini, scegliendo e tramandando il linguaggio dell’amore, come ogni maestro dovrebbe fare nel mondo dei suoi alunni. Vicinanza, ovvero prossimità e relazione, nodi cruciali per la costruzione delle relazioni e dell’identità del singolo.

Il richiamo del pontefice, nella prima parte del suo discorso è stata al tempo liturgico che stiamo vivendo: “Gesù è nato in una condizione di povertà e di semplicità: questo ci richiama a una pedagogia che valorizza l’essenziale e mette al centro l’umiltà, la gratuità e l’accoglienza. La pedagogia distante e lontana dalle persone non serve, non aiuta”.

Poi, un richiamo alla famiglia: “Quella di Dio è una pedagogia del dono, una chiamata a vivere in comunione con Lui e con gli altri, come parte di un progetto di fraternità universale, un progetto in cui la famiglia ha un posto centrale e insostituibile. La famiglia! Inoltre, questa pedagogia è un invito a riconoscere la dignità di ogni persona, a cominciare da chi è scartato e ai margini, come duemila anni fa erano trattati i pastori, e ad apprezzare il valore di ogni fase della vita, compresa l’infanzia. La famiglia è il centro, non dimenticatelo!”.

Ma il cuore dell’intervento di papa Francesco è stato l’invito agli educatori a tener viva la speranza, affinché essa non si riduca a mera teoria, ma si configuri come vera e propria prassi. La speranza, paragonata ad un motore che sostiene gli educatori nel quotidiano, quando sono chiamati a fare i conti con le difficoltà e gli insuccessi, in particolare nei contesti socio-culturali più difficili, in una scuola che rappresenta la prima agenzia di socializzazione dopo la famiglia, che ha il dovere di collaborare con la stessa.

L’invito del pontefice è stato indirizzato a trasmettere una nuova cultura basata sull’inclusione, l’educazione al bello e al buono, sulla verità e sulla responsabilità, valori necessari per fronteggiare le sfide globali come le crisi ambientali, sociali ed economiche, e soprattutto la grande sfida della pace. Tra le sfide educative più urgenti, quelle legate al bullismo, che il Papa mette in relazione con i concetti di guerra e pace: “A scuola voi potete immaginare la pace, ossia porre le basi di un mondo più giusto e fraterno, con il contributo di tutte le discipline e con la creatività dei bambini e dei giovani. Ma se a scuola voi fate la guerra fra di voi, se a scuola voi fate i bulli con le ragazze e i ragazzi che hanno qualche problema, questo è prepararsi per la guerra non per la pace! Per favore, mai fare il bullying! Avete capito questo? Mai fare il bullying! Lo diciamo tutti insieme? Dai! Mai fare il bullying! Coraggio e avanti. Lavorate su questo!”.

La parole pronunciate dal santo padre, si sono poste in continuità con gli scopi che la scuola persegue: ogni giorno, docenti, educatori, operatori culturali, sono costantemente impegnati nella costruzione di una scuola realmente inclusiva, che possa formare i cittadini di domani, veicolando valori quali la pace, la giustizia e la democrazia. Una scuola che possa formare persone, in grado di vivere insieme e costruire la società di domani. Una sfida, quella a cui sono chiamati gli educatori, che richiede pazienza, forza e costanza, accompagnate da una speranza chiamata ad entrare costantemente in gioco.

Leggi anche
Messaggio del Santo padre

La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell’altro

In occasione della Giornata del malato 2026 che sarà celebrata l’11 febbraio in Perù, papa Leone XIV ha divulgato un messaggio che riportiamo testualmente:   Cari fratelli e sorelle! La XXXIV Giornata mondiale del malato sarà celebrata solennemente a Chiclayo, in Perù, l’11 febbraio 2026. Per questa circostanza ho voluto riproporre l’immagine del buon samaritano, […]

Leone XIV: “Chiederci non solo cosa può fare l’Ai, ma chi stiamo diventando attraverso le tecnologie che sviluppiamo”

“Non solo cosa può fare l’Ai, ma chi stiamo diventando attraverso le tecnologie che sviluppiamo”: è questa, per papa Leone, una “questione importante” del nostro tempo su cui interrogarsi. “L’intelligenza artificiale, come ogni invenzione umana, scaturisce dalla capacità creativa che Dio ci ha affidato”, ricorda il papa nel messaggio, in inglese, inviato ai partecipanti al […]

Leone XIV: “A Gaza, fame e dolore; servono aiuti oltre le parole”

“Non possiamo diventare insensibili e ignorare” ciò che sta succedendo a Gaza. Lo dice il Papa, in un’intervista rilasciata alla giornalista Elise Ann Allen di Crux per il libro “León XIV: ciudadano del mundo, misionero del siglo XXI”, in uscita nello scorso fine-settimana. “Anche con alcune dichiarazioni molto chiare fatte dal governo degli Stati Uniti, […]
Hic et Nunc

Il discorso dell’arcivescovo Miniero per San Cataldo dal balcone del Carmine

Durante la grande processione con tutte le confraternite per le vie della città vecchia e del Borgo, la sosta in piazza della Vittoria per l’allocuzione di mons. Ciro Miniero dal balcone del Carmine, che riportiamo integralmente: Si rinnova l’appuntamento del saluto prima della benedizione apostolica e vorrei soffermarmi proprio sul significato simbolico di quel che […]

Giorno 10, la conclusione della festa patronale di San Cataldo

Nella giornata di domenica 10 si concludono i festeggiamenti patronali in onore di San Cataldo con un programma denso di appuntamenti. S’inizierà con il giro per le vie della città vecchia del complesso bandistico ‘Lemma’, in occasione dei 75 anni di fondazione, per accompagnare i tarantini all’appuntamento dell’’Invenctio Corporis Sancti Cataldi’. Il programma della commemorazione […]

Palazzo Archita: via le impalcatura ma... non prima di altri due anni!

Ancora due anni… almeno. Chi si era illuso che la città avrebbe mostrato il volto rifatto del palazzo più grande e importante del Borgo si sarà da tempo disilluso. Non sono bastati nemmeno i Giochi del Mediterraneo a sollecitare lo ‘sfasciamento’ del Palazzo degli uffici, che ora si chiama ‘Palazzo Archita’, per la volontà di […]
Media
11 Mag 2026