Acli: a Taybeh, intimidazioni inaccettabili da parte dei coloni israeliani

chiesa di san Giorgio attaccata dai coloni israeliani - ph Nabd ElHaya.jpg
16 Lug 2025

Le Acli si uniscono al patriarca latino card. Pizzaballa e a tutti i patriarchi ed i capi delle Chiese cristiane di Terrasanta nel denunciare l’ennesimo episodio di prevaricazione, avvenuto qualche giorno fa a Taybeh, che rientra nell’ormai evidente strategia dell’estremismo di destra israeliano di voler cacciare gli arabi – indipendentemente dalla loro fede religiosa – dai territori che abitano da secoli, rendendo impossibile  l’aspirazione ad una Terrasanta che, come scrivono i capi delle Chiese cristiane in un comunicato congiunto, sia finalmente “un mosaico di fedi diverse, che vivono insieme pacificamente con dignità e sicurezza.”
Il 7 luglio, infatti, un gruppo di coloni israeliani radicali ha assaltato il villaggio di Taybeh, l’unico insediamento interamente cristiano rimasto in Cisgiordania, incendiando il cimitero e lambendo l’antica chiesa di San Giorgio: l’incendio è stato domato grazie al pronto intervento dei residenti e dei vigili del fuoco (mentre la polizia israeliana, pur sollecitata ad intervenire, è rimasta inerte), ma questo è solo l’ultimo di una serie di episodi persecutori che sono sintetizzati da uno dei cartelli inalberati dai coloni: “Per voi qui non c’è futuro”.
La sicurezza della popolazione israeliana ci sta a cuore quanto quella dei palestinesi, ma non è certo da Taybeh che partono i terroristi: in ogni caso la sicurezza, quella vera, non nasce dalla violenza e dall’intimidazione, ma dal dialogo e dal rispetto della legge.
Chiediamo quindi alle autorità israeliane, se davvero hanno a cuore il profilo del loro Paese come una democrazia basata sui principi dello Stato di diritto, di voler mettere un freno a queste violenze che contraddicono tutti gli accordi siglati fra Israele e l’Autorità Nazionale Palestinese sotto l’egida delle organizzazioni internazionali, tutelando la libertà religiosa e l’incolumità della popolazione di Taybeh e di tutta la Cisgiordania, facendo cessare i quotidiani attentati alle poche proprietà di persone già impoverite .
Leone XIV ha ricordato recentemente che la Chiesa è impegnata alla profezia anche e soprattutto quando essa “esige l’audacia di opporci al potere distruttivo dei prìncipi di questo mondo”: chiediamo quindi che sia udita la voce  veramente profetica di coloro che rappresentano tutti i credenti in Cristo in Terrasanta, affinché cessi ogni violenza e finalmente la parola torni  alla diplomazia, alla ragionevolezza, alla costruzione della pace.

Hic et Nunc

Per l'Osservatorio di Antoniano la povertà aumenta tra chi lavora

La povertà in Italia aumenta cambiando il volto. Se fino a qualche anno fa era soprattutto legata alla disoccupazione e all’emarginazione sociale, adesso vi si affaccia una quota sempre più consistente di “working poor”, ovvero: “lavoratori poveri”, le persone e i nuclei familiari, cioè, che pur avendo un lavoro, restano nel bisogno. Un fenomeno che […]

Grottaglie, esercizi spirituali alla Santa Maria in Campitelli

Da ieri, lunedì 30 marzo, al primo aprile alla parrocchia di Santa Maria in Campitelli, a Grottaglie,  si terranno gli esercizi spirituali in preparazione al triduo pasquale col seguente programma quotidiani: ore 8, santa messa presieduta da mons. Salvatore Ligorio; dalle ore 9 alle 11.30, celebrazione delle lodi mattutine ed esposizione solenne del Santissimo Sacramento […]
Media
01 Apr 2026