Giornata mondiale

Verso una pace “disarmata e disarmante”. Il tema della Giornata mondiale 2026

ph Marco Calvarese-Sir
27 Ago 2025

di Giada Di Reda

La pace sia con tutti voi: verso una pace “disarmata e disarmante”: il tema del messaggio di papa Leone per la Giornata mondiale della pace 2026, reso noto dal comunicato del dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale del 26 agosto 2025, è un richiamo ad una responsabilità condivisa, che parte dalle parole per tramutarsi in azioni concrete. Questo è il tema riguardo al quale, papa Leone, a partire dai primi giorni di pontificato, ha raccolto il testimone.

La pace, quel filo conduttore che a partire dalle prime parole pronunciate dal pontefice quell’8 maggio 2025, dalla loggia esterna della benedizione della Basilica vaticana, rappresenta un monito di speranza, azione, per il bene e per il futuro dei popoli; una delle grandi sfide che Leone XIV sin dal primo istante ha scelto di abbracciare: “Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente”.

Una pace disarmata, libera da minacce, paure, logiche di potere; ma anche disarmante, in grado di bussare alle porte del cuore, stupire, abbattere i muri delle ostilità, seminando speranza, fiducia ed empatia; un traguardo che solo attraverso azioni concrete guidate da umiltà e perseveranza può essere raggiunto. Perché non è sufficiente invocarla, ma “bisogna incarnarla in uno stile di vita che rifiuti ogni forma di violenza, visibile o strutturale”. Una pace, che si costruisce “dal cuore e a partire dal cuore, sradicando l’orgoglio e le rivendicazioni, e misurando il linguaggio, poiché si può ferire e uccidere anche con le parole”.

Il potere delle parole, l’invito a ripartire dalle parole per costruire una cultura della pace, attraverso una comunicazione fatta di un linguaggio mite, dialogo e ascolto. Raccontare la verità, per essere uomini liberi e difendere “la dignità, la giustizia e il diritto dei popoli a essere informati, perché solo i popoli informati possono fare scelte libere”, ribadiva il santo padre, già in occasione del primo incontro con gli operatori della comunicazione del 12 maggio 2025, nell’aula Paolo VI.
Mettere da parte, attraverso la comunicazione, ogni aggressività, competizione, per continuare a cercare umilmente e con amore, la pace.
Un invito, quello del santo padre, rivolto a tutte le genti, credenti, non credenti, che rappresenta l’universalità della Chiesa che si esplica nell’impegno per la costruzione del bene autentico.

In questo senso, è evidente la continuità con il messaggio di papa Francesco, contenuto nella Fratelli tutti, in cui egli invitava tutti gli esseri umani ad essere architetti e artigiani di pace. Così come nella società e nella famiglia, ognuno deve svolgere un ruolo, così nei processi di pace ognuno deve svolgere deve svolgere la propria parte. Le istituzioni hanno il compito di intervenire nell’architettura della pace, mentre c’è tutto un artigianato di pace che coinvolge la gente comune, i vari settori e tutta la comunità.

L’appello di Leone XIV è strettamente legato al tempo presente, e sviluppato attraverso le sue parole in diversi contesti. Nel messaggio ai partecipanti alla settimana ecumenica di Stoccolma nel centenario dell’Incontro Ecumenico del 1925 (18-24 agosto 2025), egli ha ribadito che “Il nostro mondo presenta le cicatrici profonde del conflitto, della disuguaglianza, del degrado ambientale e di un crescente senso di disconnessione spirituale. Tuttavia, in mezzo a queste sfide, ricordiamo che la pace non è meramente un conseguimento umano, bensì un segno della presenza del Signore tra noi”.

E ancora, parlando ai giovani, sentinelle di speranza, in occasione della veglia di preghiera a Tor Vergata del 2 agosto, coloro che più di tutti desiderano, cercando, bramano la pace, egli ha indicato la via più semplice, quella autentica, a volte dimenticata, ovvero quella della relazione, dell’amicizia: “Cari giovani, vogliatevi bene tra di voi! Volersi bene in Cristo. Saper vedere Gesù negli altri. L’amicizia può veramente cambiare il mondo. L’amicizia è una strada verso la pace”.

Il tema della prossima Giornata mondiale della pace, non si limita all’analisi degli scenari geopolitici ma vuole andare oltre, toccando la vita quotidiana di ciascuno; perché è a partire dalle azioni e dalle scelte quotidiane di ciascuno, ripartendo dall’autenticità che è possibile, seppur lentamente, sviluppare i più grandi cambiamenti. È un vero e proprio richiamo a coltivare l’amicizia, il dialogo e riscoprire l’alterità, come semi di futuro; un invito a custodire e far fruttare il dono della libertà, attraverso la scelta del bene autentico.

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