Sport

Mondiali, nessuno fischi la nazionale: per tornare tra i grandi serve unità

14 Nov 2025

di Paolo Arrivo

Doveva essere una squadra aggressiva, capace di cambiare atteggiamento in base alle situazioni tattiche e agli avversari: questo lasciava presagire le scelte di Rino Gattuso, i cambi apportati per le partite contro la Moldavia e la Norvegia. Due appuntamenti da non fallire. Un avversario modesto, il primo; poi lo scontro diretto con la sorprendente Norvegia. Il destino della nazionale italiana era e resta nelle proprie mani. E un imperativo categorico la qualificazione ai Mondiali di calcio, che si terranno in Canada, Messico e Stati Uniti d’America, la prossima estate. La squadra che segnava una caterva di gol, però, non si è vista. Non c’è stata. Un’Italia sterile, per quasi tutta la gara, ha sconfitto la Moldavia solamente nei minuti finali, grazie al colpo di testa di Gianluca Mancini (un tuffo spettacolare) e a quello di Pio Esposito.

Onore alla nazionale italiana

“Ho visto un’Italia che ha giocato: i ragazzi hanno avuto possibilità, loro non hanno mai tirato in porta. Partite facili non esistono”. Così mister Gattuso nell’immediato post gara. “Sono molto soddisfatto, abbiamo fatto quello che dovevamo: abbiamo dato minutaggio a dei ragazzi che hanno giocato meno. Sappiamo qual è l’obiettivo e continuiamo a lavorare”. Il commissario tecnico della nazionale italiana ha difeso i suoi uomini respingendo le contestazioni partite dagli spalti (“Non è il momento di contestare la squadra”), contestando pure la formula moderna alla quale si deve sottostare: “Quando giocavo io, la seconda andava ai Mondiali, oggi no”. Il tecnico inoltre si è dato tutte le attenuanti per aver messo in campo giocatori nuovi. Al punto che alla vigilia contemplava la possibilità di perdere la gara, ha confidato. È giusto guardare ai numeri. Alle sei vittorie consecutive ottenute nelle partite di qualificazione ai Mondiali (le ultime cinque sotto la gestione Gattuso). Le contestazioni allora sono state ingenerose. Si può anche sbagliare una partita, riuscendo comunque a portare a casa il risultato. Quello che non si può fare è contestare in modo incivile (protagonisti gli spettatori presenti allo stadio Zimbru di Chisinau con i cori ai calciatori “andate a lavorare”) spegnendo l’entusiasmo legato a un nuovo inizio, a un nuovo corso da caldeggiare. Così il processo di ricostruzione deve continuare.

I playoff

Premesso che solo l’aritmetica non condanna la nazionale italiana (dovrebbe battere la Norvegia con 9 goal), la qualificazione ai Mondiali passa dagli spareggi in programma a marzo. Vi prenderanno parte tutte le squadre che chiuderanno al secondo posto il raggruppamento in ognuno dei dodici gironi che le ha viste impegnate.  Le altre quattro contendenti invece saranno le migliori 4 vincitrici dei gironi della Nations League. Per conoscere il prossimo avversario dell’Italia bisognerà attendere il sorteggio che si terrà la prossima settimana (giovedì 20, alle ore 13), le 16 squadre sorteggiate in 4 percorsi di spareggi (A, B, C, D) si sfideranno in semifinale e finale. Due match quindi separano l’Italia dal Mondiale. Due partite secche, di sola andata, che non si possono sbagliare. L’importante è vincere. Giocando bene o male: se ne facciano una ragione gli pseudo tifosi che pretendono i miracoli.

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