Giubileo2025 in diocesi

Celebrato anche a Taranto il Giubileo del mondo della politica

ph G. Leva
09 Dic 2025

di Angelo Diofano

«Vi guidi non la logica del potere e dell’interesse privato, dell’arroganza e del disinteresse, ma la logica del servizio, della prossimità come lodevolmente già fate. Per realizzare questo progetto, è indispensabile fare ricorso alla politica, all’economia, alla scienza, alla tecnica, ma credo sia soprattutto necessario metterci il cuore che si lascia pervadere dall’amore di Cristo, dalla passione per il bene dell’intera comunità»: queste le parole pronunciate l’altra sera dall’arcivescovo di Taranto, mons. Ciro Miniero, nell’omelia della messa celebrata in occasione del Giubileo degli amministratori locali e del mondo della politica più in generale. L’evento è stato organizzato dalla commissione diocesana per la pastorale sociale, guidata dal direttore dell’Ufficio don Antonio Panico, d’intesa con l’arcivescovo Ciro Miniero.
Prima della celebrazione della santa messa, i partecipanti si sono riuniti in piazza Madonna della Salute, in città vecchia, da dove si è snodato un breve pellegrinaggio giubilare verso la Cattedrale San Cataldo. Numerosi gli amministratori, gli esponenti politici delle diverse forze politiche, giunti anche da altri comuni della provincia ricadenti nella diocesi di Taranto, proprio nel giorno in cui alcuni di loro si trovavano a Roma per cercare di trovare una soluzione alla vertenza ex Ilva.

 

ph G. Leva


«Per il mondo della politica, in rappresentanza di tutti, ha preso la parola, in qualità di delegata del presidente della Provincia di Taranto, la consigliera Angelita Salamina che ha letto il documento scritto da Gianfranco Palmisano.

Nella lettera, nel ringraziare l’arcidiocesi per aver organizzato l’evento giubilare, Palmisano ha affermato: «Desidero innanzitutto porgere le mie più sincere scuse per non poter essere fisicamente con voi qui a Taranto, in occasione di questo significativo Giubileo che ci vede tutti riuniti. Come sapete, nella giornata di oggi, insieme al sindaco di Taranto e al presidente della Regione, siamo a Roma, impegnati nel vertice interistituzionale sull’ex Ilva, una delle vertenze più importanti della storia d’Italia. So che la mia assenza sarà da voi compresa, perché la situazione dell’acciaieria è al centro delle nostre più grandi preoccupazioni e impone a noi, uomini e donne delle Istituzioni, di affrontare un nodo storico che non è più eludibile. Dobbiamo rompere, una volta per tutte, la terribile equazione che ci ha costretti fino a oggi a scegliere tra il diritto alla salute e il diritto al lavoro.
Ricordo – ha poi affermato il presidente dell’ente, rivolgendosi ai suoi colleghi – innanzitutto a me stesso e poi a tutti voi, cari colleghi amministratori, un monito: siamo solo di passaggio nel nostro ruolo. Il tempo che ci è concesso è una parentesi preziosa. A noi è affidato il compito di lasciare un segno positivo del nostro passaggio».

Don Antonio Panico, nel suo intervento, ha sottolineato: «Questo è il giubileo della speranza e noi vogliamo credere che il Signore e la Madre Celeste, che a Taranto veneriamo come copatrona con il titolo di Immacolata, sostengano gli sforzi di chi si impegna nel servire le nostre comunità. Noi speriamo con tutto il cuore che le ragioni di chi difende il suo posto di lavoro e quelle delle migliaia di abitanti che subiscono le ripercussioni di una produzione che altrove non è più da anni gravemente impattante sulla salute e sull’ambiente trovino finalmente, senza ulteriori ritardi, un modo perché possano essere rispettate».

 

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