Eventi internazionali

Grande entusiasmo e interesse a Napoli per il progetto del Museo delle scienze al 65° deposito A.M. di Taranto

18 Dic 2025

Il Comitato promotore del Museo delle scienze di Taranto è stato invitato a partecipare, venerdì 12 dicembre scorso, alla XIV Giornata internazionale di studi dell’Inu (Istituto nazionale urbanistica), ricevendo sorpresa, interesse ed entusiasmo da parte della comunità scientifica e degli esperti di rigenerazione urbana.
Il contributo, intitolato “Dal bisogno sociale alla rigenerazione urbana: la proposta di un Museo delle scienze nel 65° deposito A.M. di Taranto”, racconta un percorso nato dal basso: iniziato con un gruppo di genitori e cresciuto fino a una petizione con oltre 1.700 firme: il processo di community planning ha coinvolto bambini e ragazzi che hanno condiviso idee e visioni, contribuendo ad immaginare un museo radicato nella comunità.
Il sito scelto, il 65° deposito dell’Aeronautica militare, si estende su 45 ettari affacciati sul Mar piccolo, facilmente accessibile, con pontile e collegamenti a percorsi trekking e cicloturistici. Confina con la riserva naturale Palude La vela e rientra nel Parco regionale del Mar piccolo, garantendo connessione diretta con un contesto di grande valore ecologico.
Secondo l’indagine Istat 2022, l’offerta di musei scientifici in Puglia è molto limitata, rendendo il progetto una risposta concreta a un bisogno culturale e sociale. Il Museo delle scienze a Taranto non dovrà essere solo un’infrastruttura culturale: rappresenta un investimento strategico per la comunità, sull’educazione delle nuove generazioni e sulla rigenerazione urbana. Il Comitato promotore continuerà a coinvolgere istituzioni, scuole, enti scientifici e sanitari, convinto che il museo possa diventare un luogo dove competenze e curiosità nutrano le comunità, costruendo insieme un nuovo immaginario collettivo fondato su conoscenza, cura e futuro.

Ispirazione da Città della Scienza di Bagnoli

Il giorno successivo alla conferenza, il Comitato ha visitato la Città della scienza di Bagnoli (https://www.cittadellascienza.it/), esempio nazionale di rigenerazione urbana e divulgazione scientifica, nato negli anni ’90 grazie all’intuizione dello scienziato Vittorio Silvestrini. Tra gli spazi visitati, Corporea, museo interattivo dedicato al corpo umano e alle scienze biomedicali, ha fornito ispirazione per la concezione di un Museo delle scienze a 360 gradi anche a Taranto, in connessione con il nuovo ospedale San Cataldo e la Scuola di medicina.

   

Un investimento per la comunità

Città come Genova, Trieste e Napoli dimostrano come presìdi culturali e scientifici possano accompagnare le trasformazioni economiche e sociali del territorio. Taranto, città profondamente segnata dalla monocultura industriale, ha oggi l’opportunità di costruire un nuovo immaginario collettivo fondato su conoscenza, cura e futuro.

Il Museo delle scienze nel Parco del Mar piccolo non rappresenta solo un’infrastruttura culturale, ma un investimento strategico per l’intera comunità, sull’educazione delle nuove generazioni e sulla rigenerazione della comunità.

Non immaginiamo un semplice presidio espositivo: il Museo delle scienze di Taranto dovrà dotarsi di esposizioni permanenti e temporanee, un planetario, laboratori interattivi Stem, un giardino botanico con percorsi sensoriali e un playground artistico-scientifico all’aperto. Potranno essere presenti un campus/ostello per ricercatori e attività estive per ragazzi, un centro visite del Parco del Mar piccolo e spazi dedicati ad attività educative e riabilitative in natura, in collaborazione con Asl e ospedale San Cataldo. Completerebbero la dotazione, aree fieristiche permanenti ad oggi assenti.

 

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