Così sarà la nuova piazza Castello Poi toccherà a piazza Fontana
Un volto nuovo per la Città vecchia. È quanto si propone il progetto di rigenerazione urbana che, partito dal 2018, prosegue entrando ora in una nuova fase esecutiva. Ancora non completamente smaltito il dibattito che aveva caratterizzato la fare progettuale, con le prese di posizione nette contro alcuni interventi, come quello riguardante piazza Fontana, in cui insiste la fontana di Carrino, e che vide una vera a propria sollevazione di associazioni culturali, ora con la giunta Bitetti si dà un’accelerata alla realizzazione delle opere fondamentali che riguardano: 1. Riqualificazione Piazza Castello; 2. Riqualificazione e recupero delle pavimentazioni storiche di Via di Mezzo e via Duomo; 3. Riqualificazione di Piazza Fontana; 4. Ripristino e rifacimento della pavimentazione in basolato di Largo Arcivescovado; 5. Nuovo Waterfront di via Garibaldi; 6. Restyling delle Mura Aragonesi: 7. Realizzazione della linea BRT; 8. Sostituzione del Ponte Girevole.
Anche piazza Fontana, quindi, sarà oggetto di rifacimento, ma non sappiamo ancora se le osservazioni, contenute in un documento sottoscritto da intellettuali e associazioni, furono tenute in conto oppure archiviate.

Il rifacimento di piazza Castello è oggetto ora dell’informativa diffusa dall’Amministrazione. Il finanziamento risale alla delibera Cipe n. 10/2018 – piano operativo cultura e turismo (fondo sviluppo e coesione 2014-2020) elaborato da un gruppo di progettisti e affidato alla i.RES. S.r.l – Infrastrutture & Restauri di Venafro (Isernia), per un importo di circa 2 milioni di euro.
Proprio da un progetto di Nicola Carrino prenderebbe ispirazione, apprendiamo, il disegno della nuova piazza, così com’è spiegato nella scheda progettuale: “Il progetto prende ispirazione dall’intervento progettuale di Nicola Carrino (si tratta di un disegno progettuale conservato nella collezione del Crac Puglia, ndr) che rappresenta un’ipotesi di riassetto dell’area attigua all’antico Tempio Dorico nel quale le colonne diventano il cuore compositivo dello spazio. Disposte in modo da creare una forma ellittica, riorganizzano l’intero ambiente grazie a un fondale circolare che trasforma lo spazio in una sorta di scena architettonica. Si genera, così, un’ampia area pedonale a servizio degli edifici pubblici che vi si affacciano quali il Municipio e il Castello Aragonese”.

Il progetto prevede la creazione di un’area pubblica caratterizzata da una spiccata integrazione tra spazio pubblico, presenze storico architettoniche e paesaggio naturale: è quello che il progetto si propone attraverso l’ampliamento delle aree pedonali, la riorganizzazione della viabilità e la realizzazione di nuovi giardini. Sono cinque giardini tematici che dialogano tra loro e con le emergenze storico-architettoniche. I toponimi pescano nel mito: il Giardino di Falanto, concepito come nuova piazza istituzionale affacciata sul Municipio e sul Castello, ispirato agli studi di Nicola Carrino sulle colonne doriche; il Giardino dei Taras, che funge da filtro verde tra la viabilità e l’area pedonale; e il Giardino degli Ulivi, spazio più raccolto dedicato alla sosta e alla socializzazione, caratterizzato dal recupero delle basole storiche rinvenute sotto le pavimentazioni esistenti.
Spiccano, di fronte a Palazzo di città, i giochi d’acqua ai quali si augurano un destino migliore rispetto a quelli realizzati una ventina d’anni fa sull’affaccio a Mar Grande, sugli spalti sottostanti la Ringhiera.
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