Diocesi

Da lunedì 26, la Tre giorni biblica 2026

A cura del settore apostolato biblico dell’ufficio catechistico diocesano, in sintonia con il tema scelto da papa Leone per la Domenica della Parola di Dio

ph G. Leva
23 Gen 2026

di Paolo Simonetti

«Porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore» (Ger 31,33): sono le parole con cui il profeta Geremia annunciava la nuova alleanza (v. 31), che il Dio dell’Antico Testamento intendeva stringere con il suo popolo: un patto non più scritto su tavole di pietra, ma inciso direttamente nel cuore; non più una norma esterna, ma piuttosto una dinamica interiore (Sussidio per la Domenica della Parola di Dio, a cura della Cei).

In sintonia con il tema scelto per la Domenica della Parola di Dio di quest’anno, il settore apostolato biblico dell’ufficio catechistico diocesano propone le giornate di approfondimento biblico sul tema ‘Per costruire e piantare (Ger 1,10). Geremia, il profeta al tempo della fine’.

Le relazioni saranno tenute da don Simone Andrea De Benedittis, direttore dell’ufficio catechistico diocesano e biblista.

Gli incontri si svolgeranno nei giorni 26-27-28 gennaio (da lunedì a mercoledì prossimi, ndr), al seminario arcivescovile, dalle ore 17:15 alle 19:30.

Come ricorda lo stesso don Simone nella lettera inviata ai sacerdoti: “L’invito a partecipare è rivolto innanzitutto ai catechisti e a quanti vivono l’impegno diretto dell’evangelizzazione sia nei gruppi che nei movimenti e associazioni presenti in diocesi”.

Il primo giorno, 26 gennaio, dopo l’accoglienza e la preghiera si metteranno a fuoco gli aspetti introduttivi e poi si parlerà del profilo storico e teologico del profeta “più simile” a Cristo. Nella seconda serata si parlerà della vocazione di Geremia e del discorso del Tempio. La terza serata si concentrerà sulle “confessioni” del profeta e si concluderà con una lectio divina dal titolo: “L’alleanza nuova nell’intimità con Dio”.

Nel documento cui si istituiva la Domenica della Parola, papa Francesco, tra l’altro, scriveva: “La Bibbia non può essere solo patrimonio di alcuni e tanto meno una raccolta di libri per pochi privilegiati. Essa appartiene, anzitutto, al popolo convocato per ascoltarla e riconoscersi in quella Parola. Spesso, si verificano tendenze che cercano di monopolizzare il testo sacro relegandolo ad alcuni circoli o a gruppi prescelti. Non può essere così. La Bibbia è il libro del popolo del Signore che nel suo ascolto passa dalla dispersione e dalla divisione all’unità. La Parola di Dio unisce i credenti e li rende un solo popolo” (Aperuit illis 4).

Con questa iniziativa che puntualmente si rinnova di anno in anno l’ufficio catechistico desidera sostenere il cammino dei catechisti e di quanti vogliono dedicare un tempo più disteso alla Bibbia. Come ha recentemente ricordato papa Leone XIV: “La prima attitudine da coltivare è l’ascolto, perché la Parola divina possa penetrare nelle nostre menti e nei nostri cuori”. “Non può mancare, nella giornata e nella settimana del cristiano, il tempo dedicato alla preghiera, alla meditazione e alla riflessione” (Udienza del 14 gennaio 2026).

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