Libri

Maria nella storia della salvezza

30 Gen 2026

di Roberto Cavallo

Mons. Mauro Carlino, leccese, parroco della Basilica di Santa Croce nel capoluogo salentino, è autore di molti articoli scientifici in campo storico. L’anno scorso ha scritto per le Edizioni VivereIn di Monopoli un testo di apologetica mariana: “Maria, Madre dell’Altissimo nella storia della salvezza.”. Un altro libro su Maria? Sì, perché, come ricordava tanti anni fa mons. Francesco Ruppi nella sua introduzione all’iniziale lavoro dell’autore, concluso nel 2025, “de Maria, nunquam satis…”. Ma questo libro ha una molto originale peculiarità, perché mostra Maria attraversare il tempo e la storia della salvezza, dalla Genesi al Nuovo Testamento; perciò tutta la Sacra Pagina biblica. Né poteva essere altrimenti, racconta mons. Carlino, visto che uno solo è il vero Autore della Sacra Pagina – lo Spirito Santo – e Maria è la sua Sposa. È come se Dio avesse chiamato Maria dall’eternità per accompagnare ciascuno di noi nel viaggio della salvezza: dunque è socia Cristi, fatta non solo a sua immagine ma pure a sua somiglianza. Se Dio è Re, Maria è regina; se Dio è salvatore, Maria è causa di salvezza; se Dio è onnipotente, Maria è l’onnipotente per grazia. Così la presenza di Maria viene pian piano svelata non solo dalle scarne notizie contenute nelle pagine dei Vangeli, ma da tutti i libri biblici, iniziando dalla Genesi, nell’Eden, dove la donna, che pure aveva precorso l’uomo nel peccato, in Maria si fa prima alleata di Dio: “Alleata perfetta di Dio e nemica del diavolo, ella fu sottratta completamente al potere di Satana nell’immacolato concepimento …”. Nell’Antico Testamento, Maria è riverbero di alcune figure femminili (Rebecca, Rachele, Deborah, Giaele, Rut, Ester, Anna, ecc. …) ma anche, per esempio, di Abramo, lui padre nella fede come lei madre nella fede. Nei Profeti, Maria con la sua maternità verginale diviene compimento esatto delle profezie. Nel Nuovo Testamento, i riferimenti a Maria si fanno più precisi e evidenti, anche se avvolti dal nascondimento: dall’Annunciazione al primo miracolo del Figlio da lei sollecitato a Cana di Galilea; dallo “stabat Mater” sotto la Croce alla prima apparizione del Figlio risorto alla madre, anche se in questo caso nessun Vangelo, quasi per soprannaturale pudore, ne riferisce in modo esplicito. La visibilità e l’opera di Maria non si esauriscono con le due versioni testamentarie, perché la Vergine – ora Madre della Chiesa – prosegue la propria missione nella storia, tant’è che, evidenzia l’autore, anche per uno storico non dovrebbe essere difficile, per esempio, far memoria della battaglia di Lepanto. L’anniversario della vittoria cristiana contro la flotta turca diventa l’occasione per festeggiare Maria Regina del rosario. L’autore sottolinea: “La Chiesa ha sempre ricordato con ammirazione tale evento, per cui non smette di pregare: O augusta regina delle Vittorie, o Madre nostra cara”. Soprattutto il novecento, con l’avanzare del secolarismo, è stato il tempo di Maria nella storia: dalle apparizioni di Fatima alle lacrime di Siracusa, dall’intervento provvidenziale in piazza San Pietro – salvò da morte sicura San Giovanni Paolo II – al giorno del crollo del muro di Berlino in cui la Chiesa festeggia la Dedicazione della Basilica Lateranense, madre di tutte le chiese del mondo… Pure nei nostri giorni, che ci vedono tutti ondeggiare fra sconforto e speranza, per l’autore il segreto è sempre quello di rivolgersi a Maria, specie perché protegga tutti da falsi profeti e falsi maestri. E se mai troppo fosco fosse il quadro tinteggiato, va ricordato: “In questi tempi, il Demonio sembra essersi scatenato, ma questo egli fa, perché sa che la sua fine è vicina. Non scoraggiamoci quando tutto sembra andare male. Maria, unita al suo Figlio, ci apre le porte che conducono alla vittoria sul Maligno: laddove si contorse, là ricadde finito!”. Non a caso, citando padre Gabriele Amorth, l’autore ricorda che il demonio negli esorcismi è più infastidito dal nome di Maria che dal nome di Gesù, perché è “… più umiliato ad esser vinto da una semplice creatura”. Da una così confortante consapevolezza, conclude l’autore, deriva la necessità, ma anche la gioia, di riprendere in considerazione – con nuovo  rispetto – tutta la serie di pie pratiche tradizionali che sono state abbandonate. Prima fra tutte, c’è la devozione mariana: “Nonostante si cerchi di diminuire il ruolo, ieri come oggi, la fede cristiana esprime le sue filiali devozioni alla Madre, ne riconosce le materne cure che esercita su ciascuno dei suoi figli e ne esalta la fede…”. In una recensione, non sono riproponibili tutte le citazioni dei Padri della Chiesa e degli scrittori ecclesiastici richiamate nel libro, che nel tempo hanno contribuito a cogliere i caratteri mariani nascosti nei versetti della Scrittura. Li lasciamo così alla meditazione del lettore, con questa peculiare biografia di Maria, che nella Sacra Pagina trova la sua fonte principale.

 

Mons. Mauro Carlino, “Maria, Madre dell’Altissimo nella storia della salvezza. Meditazioni mariane sulla Sacra Pagina”, Edizioni VivereIn, Monopoli, 2025, pagg. 240

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