A proposito delle ’15 visite’…
Lettera aperta del parroco di Pulsano don Davide Errico
Come ogni anno nella chiesa di Santa Maria La Nova di Pulsano una grande folla di devoti ha partecipato con immutato fervore alla pia pratica delle ‘15 visite’ alla Madonna di Lourdes. Sono stati giorni molto intensi (ha commentato il parroco don Davide Errico), con tanta gente che ogni giorno dal 27 gennaio all’11 febbraio ha sostato in preghiera davanti alla maestosa riproduzione della grotta di Lourdes. Per 15 giorni, dalle ore 5,30 del mattino fino alle ore 22, il santuario è stato meta di pellegrini da tutta la provincia di Taranto e anche oltre, con ammirevole partecipazione alle cinque celebrazioni eucaristiche svoltesi ogni giorno. Sono stati giorni di grazia anche perché tantissimi fedeli si sono accostati al sacramento della Confessione, amministrata dai sacerdoti della vicaria che si sono alternati nelle varie giornate.
Come avvenuto lo scorso anno, il parroco don Davide Errico, ha inviato una lettera aperta a quanti hanno partecipato a queste indimenticabili giornate contenente alcuni spunti di riflessione.
Eccome il testo:
“Carissimo devoto della Madonna di Lourdes, al termine dell’intensa esperienza spirituale delle ‘15 visite’, desidero rivolgermi nuovamente a te con particolare affetto. È stato bello in queste due settimane ritrovarti ogni giorno per poco più di un’ora sempre lì al solito posto. Ti ho osservato attentamente e, dal modo con cui partecipavi alla preghiera del rosario, della visita e alla celebrazione eucaristica, traspariva una profonda vita spirituale. Certo forse anche la tua vita, come la mia, è spesso segnata da ferite, fratture, scelte che poi si rivelano sbagliate. Proprio come è successo per i personaggi biblici di cui in questi giorni abbiamo ascoltato le storie. Uno fra tutti è il grande re Davide. La Bibbia, ti sarai accorto, non è un libro di pie esortazioni o di pensierini spirituali, contiene invece l’inventario delle migliori possibilità e delle peggiori bassezze che l’essere umano possa raggiungere. Al tempo stesso, niente può sottrarlo alla premura amorevole di un Dio che si prende cura di lui. Probabilmente anche tu l’avrai sperimentato di tanto in tanto nella tua vita o invece proprio adesso stai attraversando momenti in cui fai fatica a sentirti amato perfino da Lui. Ti capisco, ci siamo passati tutti e chissà ancora quante altre volte ci capiterà. È questo comune tratto della fragilità che ci rende tutti un po’ più vicini. In questi giorni ti ho sentito, infatti, particolarmente vicino e, nelle parole scambiate, nei sorrisi e nei saluti, ho percepito che quel sentimento fosse condiviso. Non che nella Chiesa e per la fede ci siano vicini e lontani. Purtroppo queste assurde categorie le abbiamo inventate noi uomini di Chiesa. Servono solo a tranquillizzarci, convincendoci di stare dalla parte giusta. Così ci illudiamo di aver ridotto la distanza che ci separerebbe da Dio e, allo stesso tempo, releghiamo gli altri, “comuni mortali”, in luoghi lontani, raggiunti solo da briciole di grazia divina. In realtà non è affatto così. Tutti siamo vicini, perché Dio si è fatto prossimo, venendo ad abitare la mia e la tua vita, perfino le mie e le tue lontananze.
Infine, caro amico, anche se non sei un habitué di questi ambienti, non sentirti mai a disagio o fuori posto qui dentro, proprio com’è stato in queste quindici visite. Per quindici giorni ti sei sentito ‘a casa’: qui hai scelto di cominciare o chiudere le tue giornate oppure semplicemente di sostare per interrompere la routine quotidiana. Ora, vieni quando vuoi. E se io, noi preti o qualsiasi operatore pastorale rendessimo questo ambiente meno ospitale, non esitare a rinfacciarcelo e a perdonarci. Ti assicuro che ce la metteremo tutta per farti sentire a tuo agio.
Allora all’anno prossimo, caro amico, oppure a domani per la sedicesima visita.
Tuo, don Davide e la comunità Santa Maria La Nova




