Settimana della fede 2026: nel solco della storia
L’intervento di don Francesco Nigro, vicario episcopale per l’area Liturgia e ministerialità
Sulla 54ª edizione della Settimana della fede, riportiamo l’intervento di don Francesco Nigro, vicario episcopale per l’area Liturgia e ministerialità e direttore dell’istituto superiore di scienze religiose metropolitano ‘San Giovanni Paolo II’:
“Siamo ormai giunti alla 54ª ‘Settimana della fede’ che come un’oasi di riflessione e fraternità si colloca come esperienza rigenerante all’interno del camino diocesano nel periodo forte della Quaresima. Voluta da monsignor Guglielmo Motolese per promuovere lo spirito del Concilio, la ‘Settimana della fede’ si pone nel solco della storia della nostra Chiesa diocesana come esperienza di aggiornamento, in continuità con l’intuizione pastorale che papa Giovanni XXIII volle consegnare all’inizio del Concilio Vaticano II. Queste serate dal profondo sapore ecclesiale ci permettono di leggere alcuni aspetti riguardanti la vita sociale alla luce della fede. Il tema scelto quest’anno è desunto dalle parole con le quali il neoeletto papa Leone XIV si è presentato al mondo intero : “Verso una pace disarmata e disarmante”. L’’intentio princeps’ è quella di affrontare il delicato tema della pace in un frangente storico e culturale segnato dalla violenza e dall’odio. L’architettura dei vari appuntamenti segue la logica dell’apprendimento, ossia si parte dal collocarci nel tema della pace a partire dal nostro vissuto, ci si lascia interpellare dalla testimonianza per capire le dinamiche della guerra e della pace nel concreto e così approdare allo sguardo contemplativo dell’arte che si concretizza in uno stile di condivisione e fraternità.
Nelle prime tre giornate, da un carattere più diocesano, si cercherà primariamente di approfondire il tema della pace con uno sguardo pedagogico, riflettendo sul potere delle parole che possono disarmare ed edificare, ma anche distruggere e uccidere. Un secondo step invece è offerto dalla dimensione prettamente testimoniale, che ci permette di apprendere Il senso della pace attraverso una convivialità delle differenze vissute all’interno dell’esperienza complessa della Terra Santa. Un ultimo contributo è di carattere artistico aprendoci allo sguardo contemplativo nell’essere operatori di pace alla scuola di Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario dalla sua morte.
A completare il quadro di questa settimana ci sono due appuntamenti dal profondo sapore comunionale vissuti nelle vicaria con un momento di adorazione eucaristica e nelle singole comunità parrocchiali con una via crucis, supportati da alcune proposte offerte dall’Ufficio liturgico diocesano.
Il perché di una settimana della fede si può concepire solo alla luce di un senso di appartenenza alla Chiesa diocesana, che diventa condizione previa per vivere questo tempo di conversione come cammino condiviso di fratelli e sorelle nella fede che desiderano radicarsi nel solco della storia come sale della terra e luce del mondo.




