Società

Giovani italiani e relazioni sentimentali

Stabilità cercata, ma non per tutti possibile

08 Apr 2026

di Adriano Mauro Ellena * e Francesca Luppi **

Nel corso di cinquant’anni, i significati e le modalità dello stare in coppia dei giovani sono cambiati. Le relazioni sentimentali sono diventate sempre più un luogo di scoperta di sé (dell’altro) e di accrescimento del benessere personale, ma non necessariamente collegate a una progettualità di lungo termine. Non solo i cambiamenti valoriali ma anche le opportunità percepite possono giocare un ruolo fondamentale nel come i giovani vedono e vivono la coppia.

Secondo i dati del Rapporto Giovani 2026, che sarà disponibile in occasione della Giornata per l’Università Cattolica (promossa dall’istituto Toniolo e in programma domenica 19 aprile), fra i giovani italiani la coppia resta un importante spazio di intimità, fiducia e progettualità, ma si inserisce oggi in percorsi di vita sempre più differenziati, segnati da incertezza economica e disuguaglianze sociali.

I dati mostrano un gradiente socioeconomico nella possibilità di vivere una relazione stabile. Poco meno di sei giovani occupati su dieci dichiarano di essere in una relazione stabile, contro appena il 37,5% dei Neet, tra i quali oltre la metà non ha un partner. La stabilità affettiva appare più frequente tra chi dispone di risorse consolidate – un lavoro, un titolo di studio universitario, un reddito adeguato – mentre le condizioni di fragilità rendono più difficile immaginare e sostenere un legame duraturo.

 


Nonostante ciò, il desiderio di relazioni stabili rimane diffuso. Circa la metà dei giovani dichiara di cercare, al momento dell’intervista, una relazione “per la vita”, una quota che cresce tra chi lavora, tra i giovani del Mezzogiorno e tra coloro che dispongono di redditi più elevati. Allo stesso tempo, una parte non trascurabile – quasi il 30% dei Neet e dei giovani con redditi più bassi – afferma di non cercare relazioni, segnalando come l’assenza di sicurezza e prospettive possa tradursi in distanza o disillusione nei confronti della coppia.

Quando i giovani scelgono di investire in una relazione stabile, lo fanno soprattutto per motivazioni intrinseche. Circa due giovani su tre dichiarano entusiasmo e gratificazione all’idea di stare in coppia. Le pressioni esterne – familiari o sociali – giocano invece un ruolo marginale. La relazione, quando desiderata, è vissuta prevalentemente come una scelta personale.

Le relazioni sentimentali, quindi, si confermano uno specchio sensibile delle condizioni materiali e simboliche entro cui i giovani costruiscono il proprio futuro. La stabilità affettiva resta un ideale condiviso, ma la sua realizzazione concreta continua a dipendere dalle opportunità – o dai vincoli – che accompagnano la transizione alla vita adulta.

 

* assegnista di ricerca in Psicologia sociale e di comunità, Ucsc

** ricercatrice di Demografia, Facoltà di Economia, Ucsc

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