Politica internazionale

L’Ungheria sceglie Magyar, sconfitto Orban

ph Ansa-Sir
13 Apr 2026

L’Ungheria a una svolta e l’Europa tira un sospiro di sollievo. Peter Magyar, ex orbaniano, conservatore europeista, col suo partito Tisza, ha nettamente sconfitto alle elezioni legislative svoltesi il 12 aprile, il longevo premier uscente Viktor Orban e la sua formazione Fidesz, che in 16 anni di governo avevano messo le mani su tutti i rami dell’amministrazione del Paese e portato Budapest lontana dall’Unione europea e sempre più vicina a Mosca. Duro colpo per i sovranisti in vari Paesi europei e persino per Donald Trump, il quale aveva mandato il fidato Vance a tirare la campagna elettorale di Orban.

Le prime voci

“Abbiamo liberato l’Ungheria”. Peter Magyar, vincitore delle elezioni, si è espresso così ieri sera davanti alla folla radunatasi in piazza a Budapest. “Ce l’abbiamo fatta”, ha detto appena i risultati delle urne confermavano la vittoria del suo partito. “Tisza e l’Ungheria hanno vinto queste elezioni. Insieme, abbiamo liberato l’Ungheria e ci siamo sbarazzati del regime di Orbán”. Magyar ha sottolineato nel suo discorso un aspetto particolare, in controtendenza rispetto agli ultimi anni della politica di Budapest: “Gli ungheresi hanno detto sì all’Europa”. Il primo viaggio del vincitore – ha annunciato – sarà a Varsavia, poi si recherà a Bruxelles per chiedere di sbloccare i fondi Ue. E Bruxelles gli chiederà di porre fine ai veti sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina e su ulteriori sanzioni alla Russia di Putin, amico di Viktor Orban, che, dopo aver ammesso la sconfitta, ha parlato di un risultato “chiaro e doloroso”.

I numeri

Tisza, il partito guidato dal leader dell’opposizione Péter Magyar, ha dunque trionfato. Avendo ottenuto 138 seggi in Parlamento, Tisza ha superato quota 133, cioè i due terzi dei 199 seggi e potrà quindi formare un nuovo governo (alle elezioni del 2022, Fidesz con Viktor Orban ottenne 135 seggi). Così le oltre 5,8 milioni di persone che si sono recate alle urne ieri (il 77,8% degli aventi diritto) hanno decretato una nuova fase della politica magiara.

Da Bruxelles

“Il cuore dell’Europa batte più forte stasera in Ungheria”: è stato il primo commento che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affidato ai social.“L’Ungheria ha scelto l’Europa. L’Europa ha sempre scelto l’Ungheria. Insieme, siamo più forti. Un Paese ritrova il suo cammino europeo. L’Unione si rafforza”.“Il posto dell’Ungheria è al cuore dell’Europa”, ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Dal canto suo il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha affermato: “I cittadini hanno parlato e la loro volontà è chiara. Non vedo l’ora di lavorare a stretto contatto con Peter Magyar per rendere l’Europa più forte e prospera”.

I leader europei

La notizia del voto ungherese, nonostante si tratti di un Paese piuttosto piccolo, ha fatto il giro d’Europa e del mondo. “La Francia saluta una vittoria della partecipazione democratica, dell’attaccamento del popolo ungherese ai valori dell’Ue e per l’Ungheria in Europa”, ha detto il Presidente francese Emmanuel Macron. “Non vedo l’ora di collaborare per un’Europa forte, sicura e soprattutto unita”, ha dichiarato il cancelliere tedesco Friedrich Merz. “Questo segna un nuovo passo per l’Ungheria e per l’Ue, con la speranza di un ripristino della democrazia, dello stato di diritto e della cooperazione europea”. La premier italiana Giorgia Meloni ha affermato: “Ringrazio il mio amico Viktor Orban per l’intensa collaborazione di questi anni, e so che anche dall’opposizione continuerà a servire la sua nazione”. Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è congratulato con Magyar e Tisza “per la loro schiacciante vittoria. È importante quando prevale un approccio costruttivo. L’Ucraina ha sempre cercato relazioni di buon vicinato con tutti in Europa e siamo pronti ad avanzare nella nostra cooperazione con l’Ungheria”.

Sui mass media

“Ballano sulle rovine dell’era Orbán” titola oggi il sito tedesco Die Zeit in un reportage da Budapest che racconta la grande festa, nella notte scorsa, degli ungheresi che “hanno cacciato Viktor Orbán dal potere”.“Il cognome del vincitore, Péter Magyar, si traduce letteralmente con ‘ungherese’, e lui afferma di voler essere il primo ministro di tutti gli ungheresi”.“Péter Magyar, l’uomo che ammirava Orbán, lo ha fatto cadere”, racconta invece lo spagnolo El Pais, ricordando come Magyar fosse un ammiratore di Orbán e in Fidesz si sia impegnato, salvo poi uscirne “due anni fa, sbattendo la porta”. Sempre El Pais approfondisce le conseguenze della sconfitta di Orbán che “apre un nuovo ciclo politico in Europa, dove l’estrema destra ha già subito diverse battute d’arresto”. Sul britannico The Guardian si legge: “L’opposizione ungherese estromette Viktor Orbán dopo 16 anni al potere. Il partito Tisza di Péter Magyar vince le elezioni, mentre il primo ministro ammette la sconfitta; un risultato che probabilmente rimodellerà i rapporti con l’Ue”. Su Le Monde, testata francese, si racconta della festa degli ungheresi che “celebrano il loro ritorno in Europa”. “Queste elezioni, che si erano trasformate in un referendum su Orbán e la sua diplomazia filorussa, si sono concluse con una vittoria storica per il suo avversario conservatore e filoeuropeo, Péter Magyar”.

Testate di Usa e Russia

Anche oltreoceano l’Ungheria la fa da padrona. Per esempio sul New York Times: “Orbán, faro della destra, ammette la sconfitta alle elezioni in Ungheria” titola, in un pezzo che spiega come la sconfitta di Orban “punto di riferimento per i sostenitori del movimento Maga e i populisti di destra in Europa, arresti l’ondata di rinascita nazionalista globale promossa dal presidente Trump”. Sempre sul Nyt, si analizza come l’elezione di Peter Magyar potrebbe cambiare le cose, anche se solo in parte, per l’Ue. Da Mosca, la Komsomolskaja Pravda fa una lunga ricostruzione del contesto elettorale e dell’azione di Orbán che negli ultimi anni “si è opposto quasi da solo ai persistenti tentativi della leadership paneuropea di trasformare l’Ue in una sorta di Stati Uniti d’Europa, in cui Bruxelles avrebbe avuto l’ultima parola”. Ora la sconfitta di Orbán “danneggia chiaramente la reputazione di Trump e crea una situazione molto difficile per l’Europa”.

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