Festeggiamenti patronali

San Giorgio, festa patronale: il coraggio della fede contro i ‘draghi’ della modernità

20 Apr 2026

Il 23 aprile segna per la comunità di San Giorgio jonico il ritorno di un appuntamento che ha radici in tradizioni secolari: la festa di San Giorgio martire. La ricorrenza quest’anno si carica di una valenza simbolica particolare, ponendosi come un argine spirituale e sociale davanti alle complessità di un momento storico delicato, segnato da conflitti globali e incertezze profonde.

Il messaggio spirituale che emerge è chiaro: la figura di San Giorgio che sconfigge il drago non appartiene solo all’iconografia sacra, ma rappresenta una sfida quotidiana per l’uomo contemporaneo. I ‘draghi’ di oggi sono identificati nella violenza che ferisce i popoli, nell’indifferenza che isola i deboli e nella paura del futuro. In questo contesto, la devozione al martire diventa un invito a non rassegnarsi, combattendo per la verità con ‘cuore puro’. Il richiamo trova una solida base nel magistero di mons. Pierino Galeone, figura storica del territorio, la cui eredità spirituale continua a indicare una strada precisa: non fuggire il dolore, ma abitarlo con amore. L’invito ai fedeli è quello di trasformarsi in ‘cavalieri di carità’, capaci di difendere la dignità umana e di farsi prossimi a chi soffre, seguendo il principio del ‘soffrire amando’.

Se il versante religioso punta alla redenzione, quello civile sottolinea il valore della festa come pilastro dell’identità collettiva. Il sindaco Mino Fabbiano ricorda che le celebrazioni di aprile rappresentano il momento del ricongiungimento: è il tempo in cui le famiglie si riuniscono e le generazioni si incontrano, contrastando l’individualismo della società moderna. L’auspicio istituzionale è che la festa possa alimentare la forza di non cedere alla disperazione o al ricatto della paura. L’obiettivo dichiarato è la costruzione di una città viva e solidale, dove il diritto al lavoro, all’istruzione e alla cultura sia garantito a tutti, con una particolare attenzione verso le fasce più fragili della popolazione.

Il calendario dei festeggiamenti si articola attraverso un cammino di preparazione spirituale che sfocia nelle grandi tradizioni popolari. Il percorso avrà inizio lunedì 20 aprile con l’apertura del triduo solenne. Questo itinerario di tre giorni permetterà alla comunità di accostarsi alla solennità con una consapevolezza rinnovata. Le tre giornate di preghiera e riflessione avranno il culmine nelle celebrazioni eucaristiche presiedute, sera dopo sera, da don Giuseppe D’Alessandro, parroco della chiesa Maria SS. Immacolata, don Angelo Baldassarre, parroco della chiesa SS. Patroni d’Italia Francesco e Caterina e don Cosimo Rodia, parroco della chiesa S. Carlo Borromeo di San Marzano di S. Giuseppe.

Giovedì 23 aprile segnerà il cuore dei festeggiamenti. Nel pomeriggio, alle ore 16.30, il simulacro di San Giorgio percorrerà in processione le vie del paese, in un rito che unisce preghiera corale e testimonianza pubblica. Al rientro del corteo, la centralissima piazza San Giorgio ospiterà la messa solenne presieduta da don Ettore Tagliente, parroco della chiesa Santa Maria del Popolo, arricchita dal panegirico di don Mimmo Sergio, parroco di Sant’Antonio a Martina Franca.

A coronamento della giornata, alle ore 20.30, l’atmosfera si farà festosa con il concerto bandistico del prestigioso ‘Gran concerto musicale municipale Città di Francavilla Fontana’, un appuntamento che storicamente suggella il clima di condivisione cittadina e con i fuochi pirotecnici alle ore 21 della ditta Di Muoio, in via Moscatelli-zona panoramica.

La festa patronale di quest’anno intende offrirsi come occasione per riscoprire il valore della prossimità. In un’epoca che spinge verso l’isolamento, il passaggio di San Giorgio tra le case e il ritrovarsi della comunità in piazza non sono solo atti di devozione, ma gesti di resistenza civile e spirituale. Queste giornate lasciano al territorio un invito preciso: non restare spettatori del tempo presente, ma farsi, come il martire, coraggiosi custodi del bene comune e della speranza condivisa.

 

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