Ospedale San Cataldo, l’apertura slitta ancora, forse al 2028
Sono ormai passati sei anni dall’affidamento dei lavori per l’Ospedale San Cataldo, aggiudicati un anno prima, data a cui si era arrivati con una procedura partita almeno altri quattro anni prima, e accompagnata da non poche polemiche sulla individuazione del suolo su cui edificarlo. Scelta che apparve a molti sbagliata. La premessa era quella che il nuovo, grande ospedale di Taranto, per il quale era stanziato un importo di circa 134 milioni di euro, sarebbe stato costruito in un paio d’anni. Ma, come era fin troppo facile prevedere, la data di “inaugurazione” è slittata di anno in anno. Doveva essere il 2026 quello buono, ma invece, stando a quanto dichiarato dall’assessore alla sanità Donato Pentassuglia, non sarà neppure il 2027 l’anno dell’apertura. E si pensa già al 2028.
A rimettere il dito sulla piaga è stato il consigliere regionale di FdI, Giampaolo Vietri, che riferisce quanto appunto dichiarato in commissione dall’assessore tarantino. Mancano i soldi per completare l’opera, per acquistare gli impianti necessari al funzionamento e per collaudarli. Ma manca soprattutto il personale sanitario necessario alla gestione del complesso che dovrà assumere le connotazioni di Policlinico. Allo stato attuale mancano ancora 80 milioni, una cifra pari al 60% dell’investimento iniziale previsto: una cifra enorme, che lascia interdetti rispetto alla complessiva progettazione dell’opera, e che potrebbe ulteriormente lievitare, con passare degli anni. Quello del personale, poi, è un capitolo davvero complicato, non solo per la carenza di risorse ma anche per l’indisponibilità di medici specialisti.
“Le motivazioni – commenta Vietri – sono sempre le stesse: restano da completare le forniture, i collaudi, passaggi tecnici e, non ultimo, l’assunzione di personale tutte cose che continuano a spostare in avanti l’orizzonte facendo ancora attendere un’intera comunità”.
Doveva trattarsi di un’opera strategica per il futuro del territorio, alla luce della condizione sanitaria generale e dell’assoluta inadeguatezza dei livelli di assistenza che proprio a Taranto toccano il livello più basso della regione. Come lo stesso Emiliano ebbe ad ammettere qualche tempo fa. La notizia del conseguimento della laurea in medicina da parte dei primi due dottori che hanno compiuto il loro percorso formativo a Taranto non può che aggiungere perplessità, dal momento che è evidente che la formazione dei futuri medici dovrà proseguire in assenza delle cliniche universitarie.
Se si pensa che all’entrata in funzione dell’Ospedale San Cataldo si guardava con tanta attenzione proprio alla luce della totale inadeguatezza del SS. Annunziata e in particolare del pronto soccorso, assolutamente inadeguato a garantire livelli dignitosa assistenza, non si può che rimanere sconcertati,. Ancor più qui a Taranto, i cui cittadini vedranno aumentare le aliquote contributive Irpef regionali, senza che questo corrisponda a un miglioramento del servizio sanitario.
“Oggi abbiamo chiesto con forza in Commissione – aggiunge Giampaolo Vietri – una cosa semplice: certezze. Tempi chiari, impegni verificabili, responsabilità precise. Perché Taranto non può più aspettare. E perché sulla salute dei cittadini non si può continuare a rinviare”.




