Giovanni Rossetti, il trionfo preannunciato del campione italiano dei pesi medi
Eccellenze nostrane. Ne ha sfornati di talenti il territorio ionico negli sport individuali: da Antonella Palmisano a Benedetta Pilato, da Silvia Semeraro a Giovanni Rossetti. Quest’ultimo nel pugilato si è laureato campione italiano dei pesi medi. E ha riacceso l’entusiasmo in riva allo Jonio, con l’ultima gesta.
Il grande esempio
“Questa vittoria è un traguardo personale di Giovanni, ma rappresenta anche un motivo di orgoglio per tutta la comunità savese. Giovanni Rossetti è un esempio di disciplina e dedizione per i giovani del nostro territorio: la sua determinazione può ispirare le nuove generazioni a perseguire i propri sogni con passione e determinazione”. Sono le parole congiunte dell’onorevole Dario Iaia e del sindaco di Sava Gaetano Pichierri. All’indomani del trionfo, arrivato al PalaTiziano di Roma sabato scorso, il sentimento dominante era il giubilo, accompagnato dall’orgoglio.
Giovanni Rossetti, il pugile che pensa
Nell’ultimo incontro il pugile savese ha espresso una boxe esemplare. Infatti, ha avuto sempre in mano le redini del gioco e l’iniziativa, nel confronto con il romano Francesco Faraoni, che combatteva in casa. Lo ha fatto sin dalla prima ripresa. Nella seconda aveva rallentato il ritmo, per poi riprendere l’iniziativa a partire dalla terza ripresa gestendo sino all’ultimo gong. Nulla ha potuto il suo avversario. Un vero capolavoro di tattica.
“Nino” aveva già conquistato il titolo italiano dei pesi medi nel dicembre 2022. Allora si è messo in evidenza – è professionista dal 2020. Successivamente ha continuato a combattere e a vincere. Il suo score è di 18 vittorie (7 per KO), 4 sconfitte e 0 pareggi. Ne ha fatta di strada il pugile nato a L’Avana il 2 novembre 2000 e cresciuto sportivamente nella storica palestra Quero-Chiloiro di Taranto… Un atleta che può considerarsi tarantino a tutti gli effetti, legato a doppio filo alla città dei due mari. Il pugile vincente ha conosciuto anche la delusione. Ricordiamo la sconfitta per KO, che gli era stata inflitta da Luca Chiancone, capace di strappargli il titolo nel 2023 brutalmente: da quella è ripartita il neo campione italiano dei pesi medi.
La sua formazione nasce a Cuba. E questo emerge dal suo stile, che il Maestro Aldo Quero ha cercato di non stravolgere: semmai di modificare con alcuni accorgimenti tecnici, utili al professionismo. L’allievo ha recepito. Egli tende a boxare con ordine, a usare bene il gioco di gambe, a non esporsi inutilmente e a costruire le azioni prima di forzare lo scambio. Lui stesso si definisce un pugile tecnico, capace di trasformarsi all’occorrenza in un picchiatore.
Lo chiamano Nino. E oltre al nome, cos’ha in comune con il grande Benvenuti? Sicuramente alcuni tratti tecnici e tattici. Ambedue sono pugili che pensano, che antepongono la tecnica alla forza, che sono capaci di cambiare ritmo e di leggere l’avversario. Ne parliamo al presente: Nino Benvenuti (1938-2025) continua a vivere e rivivere, in quanto leggenda. Nino Rossetti continuerà a confrontarsi con i migliori pugili viventi portando sul ring la propria personalità con l’obiettivo di affermarsi sui più grandi palcoscenici.




