Azione cattolica

Orizzonti Mediterranei: diario di bordo giorno 1

Aperta la strada al dialogo e alla speranza

ph Ac Taranto
31 Lug 2026

di Daniele Panarelli

C’è una sensazione profonda che abbiamo condiviso fin dalle prime strette di mano nel teatro Petruzzelli: non quella di essere semplici ospiti di un grande evento, ma di ritrovare una casa comune.
Eravamo oltre settecento tra responsabili diocesani, delegati regionali e assistenti ad aprirci a questa prima giornata dell’Incontro Nazionale, accolti con il calore tipico della terra pugliese.
Dopo la preghiera iniziale guidata dall’assistente generale mons. Claudio Giuliodori, ci siamo lasciati guidare dalle parole dell’arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Giuseppe Satriano. Nel ricordarci la vocazione di Bari come città di San Nicola e ponte tra Oriente e Occidente, l’arcivescovo ci ha invitato a guardare al Mediterraneo non come a un confine che separa, ma come a uno spazio di incontro capace di orientare i nostri passi verso Cristo. Un senso di accoglienza e di comunità confermato anche dai saluti del questore Annino Gargano, del delegato regionale Piergiorgio Mazzotta e della presidente di Bari-Bitonto, Monica Del Vecchio, che ci ha raccontato la bellezza e le contraddizioni di questa terra ricca di valori.

ph Ac Taranto

Con la sessione inaugurale «Allargare lo sguardo», guidata dalla presidenza nazionale, abbiamo messo a fuoco il senso del nostro essere qui. In una storia segnata da disimpegno e frammentazione, scegliere di ritrovarsi per riflettere sulla convivialità delle differenze è un gesto di grande responsabilità, un modo concreto per provare a lasciare, insieme, quell’impronta di speranza a cui tutti aspiriamo.
A toccarci il cuore è stata in particolare la testimonianza di frate Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa e Guardiano del monte Sion, che ci ha raccontato cosa significa stare ‘in mezzo’ a verità contrapposte, provando a custodire le relazioni umane con la pazienza e lo stile del Vangelo.
Tra la prospettiva del cammino verso l’itinerario assembleare 2026/2027 («E vi fu grande gioia in quella città») e gli sguardi scambiati tra noi, abbiamo poi concluso la giornata con la cena comunitaria, il momento più semplice e vero per celebrare la gioia di camminare insieme.

 

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