Diocesi

Lunedì 9, alle 19.45, in Cattedrale la consegna dei Cataldus d’argento 2022

09 Mag 2022

Lunedì 9 maggio 2022, alle ore 19:45 nella basilica Cattedrale San Cataldo saranno consegnati i Cataldus d’argento 2022, premio della Camera di Commercio di Taranto e del comitato dei festeggiamenti di San Cataldo.

La cerimonia, sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro e dall’on. Gianfranco Chiarelli, commissario straordinario della Camera di Commercio.

I testi del magistero di papa Francesco saranno affidati alla lettura del noto attore Sebastiano Somma.

Motivo d’ispirazione nell’assegnazione dei premi è stato The Economy of Francesco – movimento internazionale di giovani economisti, imprenditori e change-makers impegnati in un processo di dialogo inclusivo e di cambiamento globale verso una nuova economia.

 

Per le attività imprenditoriali, il premio è stato conferito a Cosimo Varvaglione, proprietario di Vigne e Vini, impresa vinicola di Leporano, fondata nel 1921 da Cosimo Varvaglione, la cui vita è legata, giorno dopo giorno, a quella della sua famiglia: ciascuno ha creato, modificato, lasciato il segno nella storia di un secolo.

L’impresa Varvaglione lavora nel settore da tre generazioni, è una delle realtà emergenti nel panorama del vino pugliese, che racconta nel mondo cento anni di imprenditorialità.

Attualmente Varvaglione vigne e vini è costituita da Cosimo, nipote del fondatore, e dalla sua famiglia, la moglie Maria Teresa e i suoi figli Angelo, Marzia e Francesca. È un segno di continuità generazionale, di chi con tenacia e creatività vuole fare impresa sul territorio. L’espansione dell’azienda ha visto nascere due nuovi siti, di produzione e di imbottigliamento.

Oggi il marchio Varvaglione 1921 è riconosciuto nel mercato nazionale e in quello internazionale ed è supportato da una prestigiosa lista di vini che hanno ottenuto numerosi premi e riconoscimenti.

 

Per le attività culturali, il premio è stato conferito al maestro Giuseppe Gregucci con questa motivazione: “Per essere stato promotore e artefice della salvaguardia e il recupero del patrimonio musicale delle tradizioni tarantine.

Il maestro Giuseppe Gregucci porta a compimento i suoi studi di composizione, di musica corale e direzione di coro, flauto e pianoforte presso il prestigioso Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma. Col massimo dei voti si diploma in Strumentazione per Banda al Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. Ha studiato Direzione d’Orchestra nei corsi di alto perfezionamento presso l’Accademia Superiore di Pescara, l’Istituto Musicale “Pietro Mascagni” di Livorno e l’Accademia Musicale di Foggia.

Si distingue come compositore e, per l’apertura del giubileo dei 950 anni del ritrovamento del corpo di San Cataldo e della ricostruzione della Basilica Cattedrale compone, nel 2021, l’inno Soave 950. Già componente del corpo musicale della Marina Militare Italiana, attualmente è il direttore della Grande Orchestra di fiati Santa Cecilia – Città di Taranto.

Nel 2017 realizza la produzione editoriale e discografica intitolata “Le musiche tradizionali della Settimana Santa e del Natale a Taranto” all’interno del progetto di Salvaguardia del Patrimonio Musicale Tradizionale, promosso e finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Per questo progetto ha elaborato tutte le partiture delle musiche tradizionali tarantine, dalle Pastorali alle musiche della Passione, adattandole agli attuali organici bandistici, incidendole su sette dischi, per un totale di nove ore di musica: un patrimonio musicale tradizionale della città di Taranto che racchiude oltre 200 anni di storia bandistica italiana, eredità preziosa per le nuove generazioni”.

 

foto Studio Renato Ingenito

Per le attività professionali, il premio è stato conferito al dott. Eugenio De Carlo con questa motivazione: “Per la lunga e brillante carriera professionale di Segretario comunale. Approdando a Taranto nel marzo 2015 in qualità di Segretario generale e ricoprendo attualmente anche la carica di Direttore Generale del nostro Comune. Carriera improntata al rigore, alla legalità e alla trasparenza, per ottimizzare al meglio la macchina amministrativa e burocratica del civico ente.

Nel 1992 ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza con il massimo dei voti discutendo la sua tesi in diritto commerciale dal titolo “Controllo e collegamento nel sistema dell’informazione”, all’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma.

Ha rivestito e riveste incarichi molto delicati in qualità di presidente o componente di Commissioni per gare e concorsi, appalti di servizi, forniture, lavori – project financing, concorsi esterni ed interni del personale. Ha ricoperto il ruolo di presidente della Commissione di disciplina di I grado e dell’Ufficio dei procedimenti disciplinari. Oltre ad essere autore di vari regolamenti comunali in materia d’accesso agli atti, di tributi, di contabilità, sul procedimento disciplinare, su concorsi ed appalti per la Maggioli Editore, Noccioli Editore, Halley Editrice, è anche autore di una prestigiosa collana di dodici libri di settore per gli addetti ai lavori.

Di grande valenza sono i molteplici interventi come relatore in convegni e seminari per l’arricchimento professionale degli uditori ma soprattutto dei neodottori in giurisprudenza”.

 

Per le attività di volontariato, il premio è stato conferito al dott. Mariano Bruni con questa motivazione: “Per il lungo impegno e la sensibilità profusa nel campo del volontariato in qualità di medico palliativista e terapista del dolore.

Tra i numerosi impegni professionali si dedica da diciannove anni alla cura degli ospiti terminali dell’Hospice di Martina Franca, dove incontri di sguardi, contatti di mani, ascolto di emozioni lo ripagano di tanto impegno. Le cure palliative domiciliari con l’ANT di Taranto dal 2003, come fondatore e operatore, con l’AIL dal 2013, sono per lui motivo di relazione, emozioni, confronto, condivisione e affetto.

“Gli ammalati riconoscono chi li ama, e anche se non hanno molto da offrire materialmente, i loro piccoli gesti di riconoscenza, valgono quanto tutto l’oro del mondo”: questo scrive di lui un suo paziente e aggiunge: “assiste i suoi pazienti non solo dal punto di vista medico ma soprattutto umano, questo è essere medico”.

Il suo impegno per il futuro sarà quello di lodare il buon Dio ogni giorno per il dono della vita e della professione a servizio degli altri, e continuare ad amare chi ha bisogno con competenza e abnegazione.

Le siamo tutti grati, Dottore!

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