L'argomento

Fondi regionali per bonificare discariche a cielo aperto: il parere delle associazioni

30 Giu 2022

di Marina Luzzi

Due milioni di euro da destinare ai Comuni per la rimozione di rifiuti  abbandonati su aree pubbliche, con interventi di risanamento ambientale e paesaggistico. Si tratta dello stanziamento della giunta regionale, su proposta dell’assessora all’Ambiente Anna Grazia Maraschio per arginare il fenomeno di intere aree, spesso anche a ridosso di splendidi paesaggi costieri o in aperta campagna, in cui materiali di risulta e domestici vengono impropriamente abbandonati. Come se valesse la massima “occhio non vede, cuore non duole”. Duole però il nostro ecosistema e le temperature che stiamo raggiungendo, i fiumi in secca, la mancanza d’acqua e di elettricità, ce lo dimostrano. Ai Comuni con Raccolta Differenziata sotto il 65%, come per Taranto, potrà essere riconosciuto un rimborso dell’80% dei costi sostenuti per la rimozione dei rifiuti. “Noi in parte abbiamo realizzato delle bonifiche con la collaborazione di aziende private e del Comune di Taranto – commenta Francesca Boccardi, dell’associazione SiAmoTaranto – che ha provveduto a scaricare in discarica materiali inerti che abbiamo ritrovato in un’area naturalistica. Mi auguro che questi fondi vengano stanziati quanto prima perché noi avremmo diverse aree da segnalare e potremmo, come volontari, dare un contributo. Ovviamente bisognerebbe anche agire alla base con il controllo del territorio o questi gesti da parte di incivili continueranno ad essere perpetrati e magari si potrebbero affidare le aree bonificate a rischio di essere nuovamente trasformate in discariche a cielo aperto a volontari in grado di tenere la guardia alta e preservarle e con dei progetti renderle fruibili ai cittadini”.  “Pensare che potremmo usufruire a costo zero di queste rimozioni, se avessimo una raccolta differenziata funzionante che non si attestasse sul 27% –  è il commento di Giuseppe Interno, dell’associazione Plasticaqquà, che promuove la raccolta volontaria di rifiuti e tante belle iniziative come libri in regalo in cambio di bottiglie in plastica –  invece a Taranto il sistema di raccolta differenziata è completamente da rivedere e attendiamo ancora che la differenziata venga estesa a tutta la città. L’estensione della differenziata ed eventuali ulteriori fototrappole poi, faranno aumentare gli sversamenti abusivi in strade e campagne, perché non c’è un minimo di lungimiranza che spinga i decisori ad introdurre tutta una serie di interventi. Basterebbe darsi come obbiettivo anche solo 1.000 multe al mese per queste infrazioni nei prossimi due anni, vedremmo cambiare rapidamente moltissime cose. Servono mezzi di contrasto forti per chi di “lavoro” commette crimini contro l’ambiente, come il sequestro dei veicoli o la sospensione della patente e l’obbligo al ripristino dei luoghi o l’addebito dei costi di bonifica. Perché devono continuare a pagare sempre anche le persone civili? Queste andrebbero premiate, piuttosto. In assenza di interventi mirati, infatti, sono certo che tra pochi mesi sarà nuovamente necessario spendere altri milioni di euro per rimuovere gli stessi rifiuti, abbandonati dagli stessi soggetti negli stessi luoghi. Ogni cosa si può modificare, migliorare o interrompere, anche lo sversamento di rifiuti, come è stato per il contrabbando di sigarette, per esempio. Un intervento come quello promosso adesso va benissimo ma a patto che serva a mettere un punto e che il problema dell’abbandono dei rifiuti venga analizzato a 360° e le misure per contrastarli anche. Altrimenti servirà solo a qualche società di trattamento rifiuti per aumentare il fatturato ed ai volontari delle tante associazioni come la nostra a sentirsi sempre più frustrati ed inutili”.

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