Crisi economica

Trattori a Strasburgo: più incentivi, meno burocrazia

foto Sir/Marco Calvarese
07 Feb 2024

di Gianni Borsa e Marco Calvarese

La protesta degli agricoltori arriva a Strasburgo. Mentre nell’emiciclo dell’Europarlamento si discuteva – martedì 6 febbraio – del presente e del futuro della Pac (Politica agricola comune), una trentina di trattori e un centinaio di agricoltori hanno bloccato la strada che porta alla “torre” dell’Assemblea. Polizia schierata in tenuta anti sommossa, barriere mobili a fermare i trattori: ma si è trattato di una protesta pacifica, a tratti rumorosa, per ribadire quanto sostenuto in altre manifestazioni avvenute in diverse città europee: costi crescenti, concorrenza, burocrazia, norme eccessivamente stringenti nell’ambito della difesa dell’ambiente e della lotta al cambiamento climatico (Green Deal).

La voce della protesta
Parlando con gli stessi agricoltori, giunti dalle campagne dell’Alsazia, emerge tutto il disagio di un settore economico essenziale per la vita di tutti, ma in forte sofferenza. Perché siete arrivati fin qui? – chiede il Sir a un manifestante appena sceso da un gigantesco trattore. “È un simbolo il Parlamento europeo. Da qui dipende tutto. È l’Europa che decide la politica agricola”. Cosa domandate ora all’Unione europea? “Uscire dall’Unione europea” – interviene un altro agricoltore. Uscire dall’Ue, è una buona opportunità? – incalziamo. Gli interlocutori ridono tra loro. Il primo riprende: “no, non vogliamo uscire. Ma chiediamo che la politica agricola sia più equa verso gli agricoltori europei, che l’Ue elimini le troppe distorsioni della concorrenza tra i Paesi, perché questo non è normale”. E meno burocrazia… più fondi europei? “Sì certo, meno burocrazia ‘sovietica’”. Altri colleghi contestano apertamente il Green Deal e la lotta al cambiamento climatico, altri se la prendono con i loro governi. A una domanda sui fondi comunitari al settore un altro manifestante afferma: “noi ci spacchiamo la schiena tutti i giorni. Ma chi protegge i nostri prodotti e i nostri animali? Bisogna controllare la concorrenza straniera. E poi i fondi non bastano. Tutti gli anni il clima ci fa brutti scherzi, i raccolti sono sempre a rischio. E poi non capiamo perché a noi i prodotti della terra vengono pagati pochissimo e poi al supermercato li troviamo a prezzi decuplicati. Chi ci guadagna?”.

“Angosce e preoccupazioni”. Nel corso del dibattito al Parlamento europeo, le istituzioni Ue si sono interrogate sul “disagio”, le “angosce e le preoccupazioni” che portano nelle piazze i produttori del settore primario. Il tema è stato affrontato da Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, da Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, e da numerosi eurodeputati. Purtroppo la discussione ha preso, in alcuni interventi, una deriva elettorale, con gruppi politici e parlamentari intenti a cavalcare la stessa protesta in vista del voto europeo del 6-9 giugno.

“Cibo di qualità”. Ursula Von der Leyen ha riconosciuto che “gli agricoltori si sentono messi all’angolo”, mentre sperimentano nel loro lavoro “e sulla propria pelle gli effetti del cambiamento climatico. Siccità e inondazioni hanno distrutto i raccolti e minacciato il bestiame. Pagano il peso degli aumenti dei costi di produzione – in particolare energia e fertilizzanti – anche in relazione alla guerra in Ucraina”. “Eppure ogni giorno producono ciò di cui abbiamo bisogno, portando sulle nostre tavole cibo di qualità. Meritano dunque il nostro rispetto e di essere ascoltati”. “Gli agricoltori hanno bisogno di un vero e proprio incentivo che vada oltre la semplice perdita delle rese. I sussidi pubblici possono fornire tali incentivi”.Von der Leyen è poi passata ad alcune proposte operative, ribadendo il sostegno Ue (l’agricoltura è peraltro il settore che beneficia di maggiori aiuti economici dall’Unione europea), incentivi “per perseguire obiettivi ambientali e climatici, consentendo a loro di continuare a lavorare e a guadagnarsi da vivere”. Nei giorni scorsi era già stata decisa una proroga di una delle regole Ue più contestate: il riposo periodico dei terreni. La stessa presidente ha annunciato il ritiro della proposta legislativa sui pesticidi, “divenuta elemento di polarizzazione”, che sarà sostituita in futuro da una “nuova proposta, più matura”.

Il nodo del Green Deal. Nel suo intervento nell’emiciclo del Parlamento europeo, Ursula von der Leyen ha affermato inoltre: “forse la Commissione non è stata abbastanza convincente” nel mostrare agli agricoltori che le misure del Green Deal, a protezione dell’ambiente e per il contrasto al cambiamento climatico, “convengono anche agli stessi agricoltori”. Ha poi insistito su incentivi e approccio “dal basso”, aprendo un dialogo con i produttori e tutto il settore della trasformazione dei prodotti agricoli. La Pac, Politica agricola comune, è uno degli ambiti di maggior intervento finanziario tramite il bilancio Ue, “ma dobbiamo fare di più” mentre “la protezione efficace della natura deve offrire incentivi generosi” agli stessi agricoltori. “I sussidi pubblici possono fornire questi incentivi. Insieme ad etichettature premium, ad esempio, in collaborazione con rivenditori e trasformatori”.

Reddito e regole. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, a sua volta ha affermato in aula: “gli agricoltori meritano di essere rispettati per il lavoro che fanno a nostro servizio e per il ruolo che svolgono nella lotta al cambiamento climatico”. L’agricoltura “è fondamentale per la sicurezza alimentare”, anche per questo i produttori hanno “bisogno di un reddito dignitoso”, “riduzione della burocrazia, e avere regole del gioco eque”.

Video Player

Leggi anche
Emergenze sociali

Malattie rare: parte oggi la campagna #UNIAMOleforze

Bus, billboard, paline e impianti pubblicitari in molte città italiane si colorano per la Giornata delle malattie rare, che ricorre il 28 febbraio, portando all’attenzione di istituzioni e cittadinanza il lungo e complesso ‘viaggio’ vissuto dalle persone con malattia rara e dalle loro famiglie. L’iniziativa rientra nella campagna Out of Home #UNIAMOleforze, promossa da Uniamo […]

Fermarsi nel corridoio dell’indifferenza per spezzare il silenzio del bullismo

Domani, sabato 7 febbraio, Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, non è solo una data da ricordare. È un invito a fermarsi. A guardarci attorno. A chiederci, con onestà, che posto occupiamo quando qualcuno viene ferito: siamo tra quelli che passano oltre o tra quelli che scelgono di restare? C’è un corridoio che […]

Davide, dieci anni e un dolore indicibile

A seguito del femminicidio di Anguillara, il bimbo ha perso madre, padre e nonni paterni in poche ore. Un trauma enorme che mette a rischio il suo equilibrio emotivo
Hic et Nunc

Parcheggi: nuove proteste e tensioni Ne parliamo con l'assessore Cataldino

Non c’è pace per i parcheggi! Risolta la questione della gratuità del parcheggio per i disabili, che però rivendicano altre questioni, ora si passa all’annullamento del pass gratuito per i residenti delle zone D/E/F/G. In segno di protesta, domani, sabato 14, dalle 10 alle ore 12, Adoc Taranto e Uil Taranto scenderanno in piazza per […]

Oggi, venerdì 13, la Madonna di Fatima in processione

Si avvia alla conclusione la tappa tarantina della peregrinatio della Madonna di Fatima, la cui immagine da venerdì 6 febbraio è esposta nella chiesa del Sacro Cuore, in via Dante. «In un tempo segnato da inquietudini, paure e ferite profonde – dice il parroco don Francesco Venuto – Maria ci indica la strada: tornare al […]

Domani, venerdì 13, a Latiano una giornata speciale per San Bartolo Longo

Domani, venerdì 13 febbraio, a Latiano, la città natale di San Bartolo, sarà celebrata una giornata speciale in occasione del 185° anniversario del battesimo del fondatore del santuario di Pompei, avvenuto esattamente l’11 febbraio 1841, nella parrocchia di Santa Maria della Neve, nella natia Latiano, in provincia di Brindisi. Alle 17, nella chiesa matrice, l’arcivescovo […]
Media
15 Feb 2026