Pianeta verde

Emergenza climatica: un modello di sviluppo più inclusivo sul piano sociale

foto Siciliani-Gennari/Sir
06 Giu 2022

Il 92,2% degli italiani ritiene che siano necessari rapidi e drastici cambiamenti per affrontare l’emergenza climatica in corso negli ultimi anni attribuendo il principale dovere di guidare questo cambiamento alle istituzioni internazionali. (34%), alle imprese che devono modificare i processi produttivi (25,5%) ai cittadini (23,9%) consapevoli che il raggiungimento della transizione ecologica dipende anche dai comportamenti di acquisto.

Dal 1° rapporto Censis sulla transizione ecologica emergono tra i molti questi dati che indicano una crescente e diffusa consapevolezza dell’urgente necessità di un sussulto di responsabilità, fatta di gesti concreti ed efficaci, per salvare il pianeta e l’umanità che lo abita.

Giorgio De Rita, segretario generale del Censis scrive che “La transizione ecologica è più avanti e più matura di quanto forse non avevamo immaginato” anche se il 61% degli italiani ritiene che questo processo è ancora troppo lento e c’è il timore che questa lentezza, dovuta anche alla pandemia e alla guerra, porterà a conseguenze negative.

Nel rapporto è di particolare interesse il quadro relativo alle province italiane dove vengono messe in risalto quelle più avanzate nel processo ecologico non per stilare una classifica ma per stimolare quelle più arretrate ad affrettarsi per raggiungere la situazione ideale.

Chi avanza più velocemente non si pone come primo della classe ma come testimone della possibilità di raggiungere obiettivi per troppo tempo sottovalutati o ritenuti irraggiungibili.

Sono i territori e i governi dei territori a essere stimolati grazie alla crescita di una cultura che sceglie un modello di sviluppo più inclusivo sul piano sociale, più rispettoso dell’ambiente naturale, più deciso a denunciare ogni guerra, più orientato alla qualità della vita delle generazioni che salgono.

Dal rapporto Censis si coglie come sul territorio “non solo la consapevolezza dei cittadini sulle grandi epocali trasformazioni sia in progressiva accelerazione ma lo sia anche la forza concreta dei processi locali di sviluppo”.

Le guerre, le carestie, le diseguaglianze sono nel mondo la prova che il traguardo è ancora lontano e quello che sta accadendo sullo scenario mondiale lo sta allontanando. Riusciranno i territori a cambiare la direzione della storia, riusciranno i piccoli Davide a sconfiggere i giganti Golia? Una risposta potrà venire dalla rete attiva che i territori sapranno tessere e dalla forza che questa alleanza sarà di stimolo alle istituzioni nazionali e internazionali istituite per la tutela della casa comune.

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