Hic et Nunc

Il fallimento dei referendum sulla giustizia chiama la politica alle sue responsabilità

13 Giu 2022

Com’era largamente previsto persino dai suoi promotori, che infatti non hanno sviluppato uno straccio di campagna elettorale, il referendum è stato un disastro. Solo l’election day, cioè la coincidenza del referendum con le amministrative, stabilito grazie al fatto che all’interno del governo sono presenti anche le maggiori forze promotrici, cioè Lega, Forza Italia, Italia Viva, Radicali e parte del PD, ha consentito che il numero di votanti raggiungesse il 20%, altrimenti difficilmente avrebbe superato il 10%. Astrusità dei quesiti, contraddittorietà degli stessi, scarso interesse in un Paese provato da anni di crisi eteroindotte, cioè decise da altri e curate con provvedimenti sbagliati, incombenza di una riforma della giustizia che comunque avrebbe riformato il risultato dei voto, sono i principali, ma non unici, motivi dell’ennesimo fallimento di un referendum abrogativo che mai, come questa volta, era palesemente pretestuoso, ma che è costato comunque, alle casse dello Stato, circa mezzo miliardo di euro, che poteva essere molto meglio speso.

Noi abbiamo cercato, nella scorsa settimana, di presentare le ragioni pro e contro i quesiti, in modo equilibrato ed equidistante, ma ora non possiamo esimerci dal segnalare delle incongruenze interne e ampiamente politiche, a cominciare dall’assoluta impopolarità della richiesta di abolizione della legge Severino. È evidente che i cittadini, di fronte a una corruzione dilagante e al continuo pericolo di infiltrazioni mafiose (più che un pericolo è una realtà) sarebbero addirittura favorevoli a un inasprimento della legge o non certo all’abolizione, che farebbe solo comodo a quella parte della politica che persegue la totale impunità. E infatti, sul questo referendum la Puglia si è schierata comunque per il “no”.

Che dire poi della richiesta di abolizione della carcerazione preventiva avanzata dagli stessi partiti politici che sostengono la liceità assoluta dell’assassinio per legittima difesa? Come dire che i ladri si possono ammazzare anche se girano attorno alla casa, ma che non si possono tenere in galera in attesa del processo, anche se sono stati colti sul fatto! Non vi sembra leggermente assurdo? In realtà lo è, ma siccome chi presentava il referendum pensava alla libertà dei politici arrestati ma, per forza di cose, ha dovuto associarli a ladri e truffatori, ecco spiegata anche questa contraddizione.

Sempre assurda e contraddittoria la giustificazione data alla richiesta di rimessa in libertà di chi delinque: si sostiene, infatti, che siccome molti arrestati vengono assolti perché i giudici sono in disaccordo con i pm gli arrestati vanno liberati, ma con un altro quesito si lamentava invece esattamente l’opposto: che pm e giudici sono così d’accordo che va introdotta la suddivisione delle carriere tra giudicanti e inquirenti. Altra chiara contraddizione.

Non parliamo poi dei collegi giudicanti sugli atti e comportamenti dei giudici, cosa che la quasi totalità degli elettori non ha nemmeno capito. Con un quesito contorto e criptico si tendeva a far sì che tali collegi non fossero limitati ai giudici, per essere allargati anche ad altri, compresi agli avvocati. Cosa che contraddice quanto avviene per tutte le altre categorie, compresi gli stessi avvocati, il cui ordine è l’unico abilitato a sindacare il comportamento degli iscritti.

Ma una delle tante cause del basso numero di votanti è anche la scarsissima convenienza dei fuori sede, soprattutto giovani studenti, ma anche molti lavoratori, e rientrare appositamente e ripartire frettolosamente, solo per questo voto. Insomma: sarebbe il caso che la politica facesse il proprio dovere, evitando di chiamare a consultazione per referendum inutili elettori già disaffezionati, anche perché già assillati dall’interminabile campagna elettorale che investe il Paese.

Ora il governo e il ministro della giustizia dovranno tener conto anche dell’esito del referendum

Leggi anche
Editoriale

Vincoli che sfumano sempre più

È una parola, anzi è un concetto che sopravvive a tutto e a tutti. È la parola superpotenza, che negli ultimi tempi ha subito notevoli mutamenti nel significato a causa delle politiche estere, interne, economiche e militari attuate da Trump. Mutamenti il cui peso si è percepito nel discorso, al forum economico mondiale del 2026, […]

Denatalità in Italia e a Taranto

Riflessioni del Forum associazioni familiari

Non basta più dire “Mai più!”

Aprire il fuoco su piccoli natanti, privi di armamenti, con a bordo solamente persone con abiti civili e senza armi, che trasportano mezzi di sussistenza, medicinali e altri articoli farmaceutici per la popolazione, sottoposta a una vera e propria mattanza, di sicuro è un crimine contro l’umanità. Farlo lontano dalle proprie acque territoriali o, meglio, […]
Hic et Nunc

L’allocuzione di mons. Miniero per il Corpus Domini 2026

Di seguito il testo dell’allocuzione di mons. Ciro Miniero per la solennità del Corpus Domini: Fratelli e sorelle, al termine della nostra processione eucaristica adoriamo ancora per qualche istante il mistero della Presenza reale di Cristo fra noi. Adorare è rivolgere cuore e mente a Colui che ci salva mentre si lascia spezzare e si […]

Leonardo, Natuzzi, porto, C&C: si teme per il futuro di molti posti di lavoro

Altro che record dell’occupazione! La Puglia, con Taranto in prima fila, sta collezionando migliaia di licenziamenti a fronte di poche decine di assunzioni. Ma a soffrire è un po’ tutto il paese. Alla crisi economica e commerciale si unisce una scellerata scelta di delocalizzare gli impianti, spesso anche in altri paesi europei, a partire dalla […]

‘L'eresia di Francesco’: il libro di don Cosimo Schena alla San Francesco di Paola

‘L’eresia di Francesco: storia di un santo che divenne uomo fino in fondo’ è il titolo del libro di don Cosimo Schena che sarà presentato sabato 6 giugno alle ore 20 nella chiesa di San Francesco di Paola, a Taranto. Dialogherà con l’autore il parroco e correttore della comunità dei frati minimi, padre Francesco Cassano. […]
Media
08 Giu 2026