Politica italiana

Un appello della società civile in prossimità delle elezioni di settembre

foto: presidenza del Consiglio dei ministri
03 Ago 2022

di M. Michela Nicolais

Per le elezioni del 25 settembre, “andremo a votare e invitiamo tutti a farlo, senza ordini di scuderia e con libertà di coscienza”. È quanto dichiarano esponenti della società civile, in un appello – rilanciato dal quotidiano Avvenire – in vista delle elezioni politiche. “Faremo la nostra parte il 25 settembre andando a votare ed invitando tutti a farlo, senza ordini di scuderia e con libertà di coscienza, da persone libere quali siamo, non rinunciando a collaborare con chi, in modo credibile, riteniamo si avvicinerà di più all’idea di Paese per cui ci impegniamo ogni giorno attraverso le nostre attività e su cui crediamo fermamente si giochi il futuro del nostro Paese”, annunciano i firmatari del documento, che “a chi si sta attivando per diventare parte della classe politica eletta nel nostro Parlamento” chiedono – tra l’altro – di rispettare il principio della sussidiarietà, il primato della persona e di ” tutti quei processi di cittadinanza attiva e di mutualismo che oggi rendono vivo e vitale il Paese: dalla co-programmazione e coprogettazione tra amministrazioni pubbliche, società civile e reti del terzo settore, promossa come approccio più generativo dalla Corte costituzionale in una recente sentenza, che costruisce welfare e servizi di cura del futuro, allo sviluppo delle comunità energetiche ai percorsi di consumo e risparmio responsabile”. In campo internazionale, la richiesta è di “un ancoraggio e un contributo attivo a quella politica europea, costruita nel tempo grazie al contributo prezioso di tanti nostri esponenti e statisti, che negli ultimi tempi ci ha offerto lo scudo solidissimo di una Banca centrale e di istituzioni che hanno guidato il Paese attraverso le tempeste dello shock pandemico con una navigazione sicura sui mercati finanziari, e hanno messo a disposizione con il Pnrr nel periodo economico più difficile dal secondo dopoguerra ad oggi risorse ingenti superiori a quelle del piano Marshall, unite ad uno stimolo prezioso e fondamentale per noi ad usare in modo intelligente e a non sprecare gli investimenti realizzati. Risorse da non sprecare e attorno alle quali si giocano molte importanti partite del nostro futuro nel campo delle infrastrutture, dell’energia, del lavoro e della cura”.

“Promuovere un’alleanza trasversale e inclusiva per connettere movimenti sociali, esperienze civiche, energie imprenditoriali, risorse intellettuali e morali e le migliori esperienze politiche locali – continua l’appello -. La crisi e le settimane di campagna elettorale che ci aspettano rischiano da una parte di alimentare odio, rabbia e conflitti partigiani tra i più militanti e dall’altra di spingere ai margini le persone ragionevoli e sensibili generando disaffezione e rassegnazione”. Di qui la proposta di “un’alleanza trasversale e inclusiva per connettere movimenti sociali, esperienze civiche, energie imprenditoriali, risorse intellettuali e morali e le migliori esperienze politiche locali”: “Un luogo politico di relazioni inclusive e di pensiero in cui poter sognare e guardare lontano come Paese insieme a quelle aree politiche del mondo che scommettono sulla pace e i diritti umani, dove le tensioni sociali vengano ricomposte con scelte concrete”. “Occorre costruire qualcosa di più grande, che recuperi la fiducia, ormai perduta, dei cittadini”, la tesi dei firmatari del documento, secondo i quali “la politica deve essere pensata nelle forme del terzo millennio, abbandonando schemi e procedure novecentesche, ormai morte per sempre. In questa ora della storia occorre essere forti e lucidi. La mèta è (ri)partire. Ciascuno porti il proprio mattone per costruire la casa comune. La classe politica ha bisogno di nuove persone”.

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