L'argomento

Dopo il femminicidio a Bologna: “Proteggere le donne che denunciano e accelerare indagini e provvedimenti”

Non si ferma la scia di sangue contro le donne: l’ultima vittima massacrata per mano dell’ex compagno che, denunciato lo scorso 29 luglio, non aveva subito alcun provvedimento

foto Siciliani-Gennari/Sir
29 Ago 2022

di Giovanna Pasqualin Traversa

Uccisa la sera del 23 agosto mentre era al telefono con la sorella che ha sentito l’aggressione in diretta. Alessandra Matteuzzi, 56 anni, è stata massacrata a martellate dall’ex compagno, il calciatore Giovanni Padovani, 27 anni, che non accettava la fine della relazione. All’indomani del femminicidio, la ministra della Giustizia Marta Cartabia ha chiesto di “svolgere con urgenza accertamenti” in merito ai provvedimenti non presi dopo la denuncia per stalking fatta dalla vittima contro il suo assassino, lo scorso 29 luglio.

È un torrente in piena Isolina Mantelli, presidente del  Centro calabrese di solidarietà con sede a Catanzaro, all’interno del quale è attivo dal 2012 anche “Mondo rosa”, centro antiviolenza e casa rifugio per accogliere donne vittime di violenza di genere con i loro figli. Impegnata con passione h24 sul campo, Mantelli ci parla di “ennesima morte annunciata”. “Quello che mi colpisce e inquieta è il regime di terrore in cui è vissuta questa donna. Un terrore apparentemente inascoltato – ma l’indagine chiesta dalla ministra Cartabia farà chiarezza – per quasi un mese da chi avrebbe dovuto dare risposte”. Mantelli non si sbilancia in attesa degli esiti di questi accertamenti, ma una cosa è certa, scandisce: “Dopo la sua denuncia del 29 luglio non è successo nulla; eppure Alessandra Matteuzzi aveva allertato la sorella ed anche un vicino di casa. Ammesso che la magistratura abbia i suoi tempi tecnici e che siamo in periodo di ferie, il femminicidio è un grave allarme sociale e questi segnali non dovrebbero mai essere sottovalutati, altrimenti facciamo il gioco degli assassini”.

Il procuratore di Bologna Giuseppe Amato ha escluso un caso di “malagiustizia” ed ha spiegato che per concludere le indagini occorreva attendere il rientro dalle ferie di “alcune persone da sentire”.
È presto per esprimere opinioni su una vicenda ancora da chiarire, ma mi sembra che in casi di emergenza come questo si dovrebbe poter attivare una corsia preferenziale con procedure d’urgenza più agili come l’ascolto di testimoni in videochiamata ma soprattutto, in attesa di concludere le indagini, si dovrebbe mettere in sicurezza la donna che ha sporto denuncia.

Mi metto nei panni di Alessandra: camminare guardandosi alle spalle, avere paura della propria ombra e del minimo rumore, essere costretta a parcheggiare l’auto in strada anziché nel garage per ridurre al minimo il percorso a piedi verso casa, non sentirsi sicura in nessun luogo… un terrore che invade la vita e ti uccide un po’ alla volta, anche se sei ancora viva.

Ci troviamo di fronte ad un copione già visto infinite volte…
Una donna adulta, indipendente, realizzata nella professione a fronte di un “fanciullone” che la considera un oggetto di sua esclusiva proprietà. Per l’ennesima volta, di fronte all’abbandono, scatta nella mente maschile un cortocircuito: o mia o di nessun altro. Una violenza distruttiva legata all’incapacità di gestire la frustrazione del rifiuto. Che educazione avrà avuto questo uomo? Continuiamo a non trovare risposte sul piano culturale, questo è il vero problema. Mancano le uniche risposte utili a tentare di prevenire un fenomeno che non è arginabile solo con misure giudiziarie e provvedimenti punitivi.

Ma il codice rosso? Forse un divieto di avvicinamento avrebbe potuto evitare questa morte?
Credo che il codice rosso lo preveda; in questo caso non so dove sia finito… Le leggi esistono, ma probabilmente vengono applicate in base alla sensibilità delle diverse magistrature. Forse si poteva imporre il braccialetto elettronico…

Misure che però vengono spesso bypassate dagli autori di femminicidio…
Purtroppo, quando un uomo decide di eliminare “l’oggetto di sua proprietà” che non lo vuole più non lo ferma nessuno, ma l’uccisione di una donna è sempre preceduta da campanelli d’allarme, troppo spesso sottovalutati, che consentirebbero invece di identificare un probabile futuro assassino.

In quei casi come intervenire?
Bisogna tentare di fermarli in tempo inviandoli in comunità di recupero per uomini maltrattanti. Esistono strutture chiuse nelle quali, durante le fasi di indagine e ascolto dei testimoni, i magistrati potrebbero inviarli costringendoli, intanto, ad iniziare un percorso riabilitativo. Questo metterebbe in sicurezza anche la donna che ha denunciato dal momento che il periodo successivo alla denuncia è il più pericoloso. Per fermare la violenza contro le donne dobbiamo educare quelle che saranno le prossime generazioni, ma nel frattempo dobbiamo tentare di recuperare per quanto possibile i violenti di oggi, mettere in sicurezza le vittime e accelerare i tempi di indagine. Altrimenti continueremo a fare il gioco di questi assassini.

Lei sottolinea l’importanza di educare al rispetto della donna fin da piccoli.
Ci vorrebbe una rivoluzione culturale. Noi siamo impegnate con “Mondo rosa” in un’attività capillare di prevenzione andando a parlare nelle scuole, nelle parrocchie, in Comune, nei servizi sociali. Il potere maschile sulle donne si esprime in tanti modi. Qui in Calabria ve ne sono alcune sottoposte a violenza di tipo economico: donne che lavorano e sono costrette a consegnare i loro guadagni al marito al quale debbono poi chiedere 10 euro per andare dal parrucchiere… Come possiamo pensare ad un cambiamento se permangono ancora sacche nelle quali una certa cultura maschilista  e prevaricatrice è accettata e considerata “normale” dalle stesse donne? Abbiamo tanto lavoro da fare anche con loro per aiutarle a sviluppare un’autocoscienza, ma nel momento in cui aprono gli occhi e si ribellano esponendosi al rischio di ritorsioni e violenze, debbono sapere a chi rivolgersi per chiedere protezione. Se Alessandra avesse chiesto aiuto ad un centro antiviolenza, se fosse entrata nel loro sistema di protezione, si sarebbe salvata? Non lo so, ma non posso fare a meno di interrogarmi.

Leggi anche
Editoriale

La donna, il serpente e il sospetto: una nuova caccia alle streghe nell’era dell’indignazione

Può una domanda diventare una negazione? Può una precisazione esegetica essere trasformata in una dichiarazione contro la fede? E può accadere che una riflessione dedicata alla donna finisca per sottoporre a giudizio proprio la donna che l’ha formulata? È quanto sembra essere avvenuto intorno all’articolo Il serpente, la donna e il frutto. E Satana?, pubblicato […]

Quello scontro sulla grazia

In ogni Stato di diritto, in qualsiasi Stato di diritto, vige un confine insuperabile, che non dovrebbe mai essere oltrepassato: è quello che fa da palizzata fra il diritto e la convenienza politica. Tuttavia, nel dibattito sulla inconcepibile concessione della grazia a Mario Roggero, – il gioielliere di 72 anni di Grinzane Cavour (in provincia […]

Soldi, armi e cortesie

Al vertice della Nato di Ankara, Trump è passato, in men che non si dica, dalla tragedia della ripresa della guerra contro l’Iran, degli insulti agli alleati e della minaccia alla Spagna di rompere subito ogni relazione commerciale, all’idillio del siamo tutti d’accordo su tutto e dell’amore ostentato alla fine dei lavori. L’altalena dei suoi […]
Hic et Nunc

Al Museo un mostra sui “Giochi”: dall'Atleta di Taranto a Iacovone

“L’arte della vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo” è il titolo della mostra che celebra l’atletismo ma anche la virtù dello sport come elemento di costruzione di pace, cooperazione e dialogo. Presentata dalla direttrice Stella Falzone, la mostra 25 luglio al 10 gennaio 2027, celebra i Giochi del Mediterraneo, a poche settimane, tra l’altro, dal […]

Autonomia: il governo ci riprova ma accentra la gestione di porti. Con gravi rischi

Fra poco meno di un mese avranno inizio i Giochi del Mediterraneo, ma tra circa un mese e mezzo i Giochi termineranno e l’entusiasmo per un evento la cui portata sarà dimostrata dai fatti, lascerà il posto alla realtà del “dopo”. Qualche impianto sportivo nuovo, di cui la città aveva uno “storico” bisogno, non potrà […]

San Lorenzo da Brindisi, un pieno di energia d’amore

Martedì 21 luglio, memoria di san Lorenzo da Brindisi, nell’eucarestia presieduta dal ministro provinciale dei frati cappuccini di Puglia, fra Ruggiero Doronzo, è stata evidenziata l’organizzazione mentale del santo frate, formatasi attraverso lo studio capillare della Glossa ordinaria, un commentario biblico composto di rimandi.  Una rete di collegamenti biblici che, grazie anche alle sue capacità […]
Media
26 Lug 2026