Politica internazionale

Crisi economica, questione nordirlandese, carenza di lavoratori: il 58% dei britannici vuole tornare nell’Ue

foto d'archivio Afp/Sir
16 Feb 2023

Un nuovo accordo su Brexit, mentre la maggioranza dei britannici, ormai, il 58%, vuole rientrare nella Ue. Le due notizie occupano le prime pagine dei giornali britannici e segnalano novità importanti sul fronte dei rapporti tra Bruxelles e Londra. Un patto concordato tra il premier britannico Rishi Sunak e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen potrebbe essere annunciato nei prossimi giorni e risolverebbe la questione del protocollo nordirlandese. Parte dell’accordo sull’uscita della Gran Bretagna dalla Ue, il “Northern Ireland Protocol” prevedeva che l’Irlanda del nord rimanesse dentro il mercato unico europeo. Una soluzione che non è stata mai accettata dal partito nordirlandese “Dup” che ha boicottato, fino ad oggi, il parlamento di Belfast. Di questi temi abbiamo parlato con il politologo Alan Bairner, docente all’università di Loughborough, nel centro d’Inghilterra.

Professor Bairner perché nel Regno Unito, per la prima volta dal referendum del 23 giugno 2016, con il quale la Gran Bretagna è uscita dalla Ue, esiste una nuova maggioranza per il rientro in Europa?
È la nuova crisi nel costo della vita. Il governo conservatore, al quale dobbiamo l’uscita dalla Ue, cerca di dare la colpa per la crescente povertà e il declino economico del Regno Unito, alla guerra in Ucraina e alla pandemia. Tuttavia, a sette anni dal referendum, molti si sentono imbrogliati perché si sono accorti che il partito “Leave”, che ha voluto Brexit, ha mentito. Sui milioni di euro che il Regno Unito avrebbe risparmiato, non mandandoli più alla Ue, per esempio, e che sarebbero stati investiti nel servizio sanitario nazionale. Oggi la sanità pubblica è in uno stato molto peggiore rispetto a quando la Gran Bretagna era in Europa. Inoltre la stretta sull’immigrazione ha privato il Paese di lavoratori essenziali come camerieri, chef, badanti e anche raccoglitori di frutta e verdura. Secondo il Fondo monetario internazionale il Regno Unito è l’unico Paese, tra i G7, condannato, quest’anno, alla recessione, con un Pil in diminuzione dello 0,6%. Persino la Russia farà meglio della Gran Bretagna.

Vede la possibilità, nei prossimi anni, di un rientro della Gran Bretagna nella Ue, visto il cambiamento nell’opinione pubblica?
No. L’unico partito a favore è quello liberaldemocratico che controlla soltanto circa il 10% dell’elettorato. Il partito conservatore, che ha voluto Brexit e che conta molti euroscettici, non intende certo rientrare nella Ue. Quello laburista ha paura ad affrontare l’argomento perché la Gran Bretagna è ancora profondamente divisa tra chi è a favore e chi contro la Ue. Il “Labour” vuole recuperare i voti delle regioni povere del nord d’Inghilterra che, per la prima volta, alle ultime elezioni, hanno votato conservatore, anziché laburista, proprio perché erano per Brexit.

Che cosa pensa di questo nuovo accordo che, secondo i media britannici, verrà annunciato nei prossimi giorni tra Gran Bretagna e Unione Europea?
E’ importante risolvere la questione nordirlandese perché il ritorno del terrorismo è sempre dietro l’angolo. Lo “Sinn Fein”, il partito che rappresenta la parte cattolica della popolazione, ha vinto le ultime elezioni e dovrebbe formare il nuovo governo, un fatto che indispettisce i partiti unionisti che rappresentano i protestanti. Per la prima volta il potere, in Irlanda del Nord, si sta trasferendo dai partiti unionisti, che vogliono che l’Irlanda del Nord rimanga dentro il Regno Unito, a quelli repubblicani che guardano alla Repubblica d’Irlanda. Sono stati proprio i partiti unionisti a rifiutarsi di formare un governo perché insoddisfatti del protocollo nordirlandese, che introduce controlli sulle merci che entrano in Irlanda del nord dalla Gran Bretagna. Per la maggior parte delle aziende questo non è un problema ma le difficoltà alle dogane sono diventate uno strumento politico, un modo per protestare per la perdita di potere. Penso che accontentare i partiti unionisti sia importante, per garantire la pace in Irlanda del Nord, anche se, per anni, questi partiti hanno abusato del potere che avevano.

Leggi anche
L'argomento

Stati Uniti, prof. Faggioli: “Un’onda blu senza precedenti”

“È un’onda blu che ha pochi precedenti. Tuttavia, si tratta più di una sconfitta del trumpismo che di una vera e propria vittoria del Partito democratico”. Massimo Faggioli, professore a Villanova University di Philadelphia, commenta così i risultati delle midterm elections che hanno sfondato il muro repubblicano di Trump. “Più che un’onda, è uno tsunami […]

Uno tsunami blu travolge le elezioni di metà mandato Usa

Dalle piccole città alle aree rurali, dai sobborghi alle metropoli, dagli Stati in bilico a quelli che da quasi un secolo votano repubblicano, dalle urne americane si è levato un messaggio per Donald Trump: Enough is enough. Il troppo è troppo. Il presidente che aveva promesso una nuova età dell’oro per l’America si ritrova davanti […]

L'Ilva si spegne ma per Federacciai Taranto resta una grande opportunità

Mentre martedì 3 novembre l’unico altoforno ancora in funzione è stato avviato allo spegnimento definitivo, si accendono i riflettori su un futuro che pone molti interrogativi e che già nel giro di una settimana toccherà altre tappe importanti: venerdì prossimo, 6 dicembre è stato convocato al ministero del Lavoro un incontro per l’esame congiunto relativo […]
Hic et Nunc

Il confine: da separazione a incontro. Il convegno organizzato dalla diocesi al Mudi

Si è svolto nel Museo diocesano il convegno sul tema: ‘Il confine: soglia, limite, orizzonte dell’incontro’, curato dall’ufficio diocesano per la Cultura in collaborazione con MuDi e Museion. Si tratta, come ha spiegato don Francesco Simone nell’introdurre l’iniziativa da lui ideata, del primo incontro di una trilogia, che ha denominato “trilogia della percezione” che, nelle […]

L'Ilva si spegne ma per Federacciai Taranto resta una grande opportunità

Mentre martedì 3 novembre l’unico altoforno ancora in funzione è stato avviato allo spegnimento definitivo, si accendono i riflettori su un futuro che pone molti interrogativi e che già nel giro di una settimana toccherà altre tappe importanti: venerdì prossimo, 6 dicembre è stato convocato al ministero del Lavoro un incontro per l’esame congiunto relativo […]
Media
06 Nov 2026