Fari di pace

Tutto in un abbraccio

All’Arsenale della pace di Torino c’è un luogo particolare: una piccola chiesa progettata da fra Costantino Ruggeri, un artista e un uomo di Dio che costruì la croce dei dolori del mondo con le traversine della vecchia ferrovia dell’arsenale

foto Sermig
11 Apr 2023

di Ernesto Olivero

All’Arsenale della Pace di Torino c’è un luogo particolare: una piccola chiesa progettata da fra Costantino Ruggeri, un artista e un uomo di Dio che sapeva vedere lontano. Volevo che il primo spazio ristrutturato delle mura sbrecciate del vecchio arsenale fosse dedicato a Dio e alla preghiera. Lui non fece fatica ad immaginare un cenacolo lì dove c’erano solo rovine, uno spazio di bellezza dove si costruivano armi. Costruì la croce dei dolori del mondo, semplicissima, creata con le traversine della vecchia ferrovia dell’arsenale, simboli che parlano: i vecchi chiodi conficcati nel legno a segnare i punti della crocifissione, il colore rosso della passione, ma anche il bianco della speranza e della luce della risurrezione. Una croce che parla contemporaneamente di una morte atroce e di una vita senza fine: la sintesi perfetta del mistero della Pasqua e anche della vita. All’Arsenale lo abbiamo capito sulla nostra pelle, tenendo la porta aperta per accogliere il mondo così com’è. Nella croce della nostra chiesa è come se fossero inchiodate le storie che abbiamo incrociato. Penso a quel bambino di pochi mesi ucciso barbaramente, che mi ritrovai davanti dopo il genocidio del Rwanda. Ai giovani uccisi dalla droga, dal nonsenso, da dipendenze infami. Agli uomini e donne di strada morti in solitudine, nell’indifferenza. Alle persone come noi, condannate a vivere una vita indegna a causa della fame, della mancanza di cure, dell’ingiustizia. Alle vittime innocenti di tutte le guerre della storia, schiacciate dalla violenza cieca, dalla corsa agli armamenti, dall’avidità di chi si arricchisce sulla morte.
Nella croce vedo davvero tutti i dolori del mondo, ma al tempo stesso contemplo anche tutte le risurrezioni del mondo.Vedo la speranza di chi non si risparmia, l’esempio di chi ha dato la vita per amore, per asciugare una lacrima, per combattere contro un’ingiustizia, per risollevare chi è caduto. Vedo l’esempio di chi ha cambiato vita, di chi non è rimasto prigioniero dei propri errori, di chi non si è fatto bloccare dal dolore, dalla fatica, dalla disperazione. Vedo la forza umile di chi con la propria debolezza ha cercato strade di pace e le ha disseminate di fatti concreti, magari nel silenzio, senza riflettori. Vedo angoli di terra in cui è iniziato il cambiamento e dove, nella semplicità, si respira già la pace.
La gioia della Pasqua è questa, è un annuncio che illumina di speranza tutto il bene e tutto il male del mondo. Non a parole, ma nella concretezza estrema. Non con una bacchetta magica, ma con il contributo di ogni uomo e di ogni donna di buona volontà. Perché è vero, noi abbiamo bisogno di Dio, ma anche Lui ha bisogno di noi per portare nel mondo la pace. Possiamo farlo se accettiamo fin da oggi di vivere da risorti, anche se ci sentiamo indegni, inadeguati, incapaci. Possiamo farlo se desideriamo con tutto noi stessi di convertirci, di cambiare vita, guardando la realtà che ci circonda con amore, con compassione, facendo della commozione non un semplice sentimento, ma una direzione da seguire per cambiare le cose.
Qualche tempo fa, ho riassunto in alcune righe il mistero di fede che stiamo vivendo in questi giorni: “Mai cieli e terra sono stati così uniti come quando Gesù è stato deriso, insultato, ucciso. Con lui la Madonna che lo incoraggiava con la sua presenza. C’era anche il Padre con le sue lacrime senza fine. Quando Gesù è stato deposto nella tomba Dio lo ha vegliato, era lì vicino e dopo tre giorni lo ha abbracciato per dargli vita. È questa la Risurrezione: l’abbraccio di Dio”.
La speranza in un abbraccio! Diventiamo veri testimoni di pace quando proviamo a comunicarlo ai feriti e agli ultimi della Terra.

Leggi anche
Ecclesia

San Giorgio jonico, nuove campane per custodire memoria, fede e tradizione

Un suono antico che torna a vivere, carico di significato e spiritualità. La parrocchia di Santa Maria del Popolo, a San Giorgio jonico,, accoglie con emozione le nuove campane, segno tangibile di continuità tra passato e presente, tra memoria e speranza. Le campane, da sempre simbolo di annuncio, richiamo e identità collettiva, non rappresentano soltanto […]

Tragedia a Catanzaro, mons. Maniago: “Non si può rimanere indifferenti”

“Davanti a una tragedia così grande non possiamo restare indifferenti. Siamo chiamati a custodire chi soffre, a riconoscere il dolore nascosto che abita tante vite e a costruire comunità capaci di ascolto, vicinanza e amore”. Sono le prime parole di mons. Claudio Maniago, arcivescovo di Catanzaro-Squillace, a commento della tragedia che questa mattina si è […]

Gruppo RnS Nostra Signora di Fatima: giornata di effusione

Riceviamo e pubblichiamo questa nota proveniente dal gruppo del Rinnovamento nello Spirito della Nostra Signora di Fatima di Talsano che domenica scorsa, 19 aprile, ha celebrato la giornata di preghiera per una nuova effusione di Spirito Santo, con insegnamento sulla Parola di Ezechiele 36,26 ‘Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno Spirito […]
Hic et Nunc

La Coseco rileverà la Hiab di Statte con progetti ambiziosi per veicoli elettrici

Si è chiusa positivamente a Roma, al ministero delle Imprese, la vertenza della Hiab che sarà acquisita dalla Coseco. L’azienda multinazionale – che aveva la sede a Statte e realizzava gru per l’edilizia – ha deciso tre anni fa di chiudere l’attività lasciando senza lavoro i dipendenti e aprendo una lunga fase di ricerca di […]

Ilva, battaglia mediatica di Michael Flacks: “Sono l'unico che la può salvare”

Mentre le notizie non proprio rassicuranti sul futuro dell’ex-Ilva continuano ad accumularsi, a partire dalla risorse insufficienti per la cassa integrazione, l’ordinanza di chiusura della centrale a carbone emanata dal sindaco e subito opposta, e mentre riprende a Potenza il processo ‘Ambiente svenduto’, Michael Flacks, l’imprenditore americano che vuole prendere il mano l’azienda, intensifica la […]

Tragedia a Catanzaro, mons. Maniago: “Non si può rimanere indifferenti”

“Davanti a una tragedia così grande non possiamo restare indifferenti. Siamo chiamati a custodire chi soffre, a riconoscere il dolore nascosto che abita tante vite e a costruire comunità capaci di ascolto, vicinanza e amore”. Sono le prime parole di mons. Claudio Maniago, arcivescovo di Catanzaro-Squillace, a commento della tragedia che questa mattina si è […]
Media
24 Apr 2026