Messaggio per la pace

Papa Francesco: “La vera pace nasce da un cuore disarmato”

foto Vatican media-Sir
12 Dic 2024

“La vera pace potrà nascere solo da un cuore disarmato dall’ansia e dalla paura della guerra”. Lo ribadisce papa Francesco, nel messaggio per la Giornata mondiale della pace, che si celebra il 1° gennaio 2025 sul tema “Rimetti a noi i nostri debiti, concedici la tua pace”.
“Che il 2025 sia un anno in cui cresca la pace!”, l’auspicio del Papa, che nel messaggio invita a combattere quelle che S. Giovanni Paolo II ha definito “strutture di peccato”, in occasione di un evento – l’Anno santo – che è sempre stato per la Chiesa “un evento che riempie i cuori di speranza” da far “riecheggiare in tutto il mondo” per “ristabilire la giustizia di Dio in diversi ambiti della vita: nell’uso della terra, nel possesso dei beni, nella relazione con il prossimo, soprattutto nei confronti dei più poveri e di chi era caduto in disgrazia”. “Ciascuno di noi deve sentirsi in qualche modo responsabile della devastazione a cui è sottoposta la nostra casa comune, a partire da quelle azioni che, anche solo indirettamente, alimentano i conflitti che stanno flagellando l’umanità”, la prima consegna del messaggio, in cui si citano le “sfide sistemiche, distinte ma interconnesse, che affliggono il nostro pianeta: “Mi riferisco – spiega – alle disparità di ogni sorta, al trattamento disumano riservato alle persone migranti, al degrado ambientale, alla confusione colpevolmente generata dalla disinformazione, al rigetto di ogni tipo di dialogo, ai cospicui finanziamenti dell’industria militare”.

“I beni della terra sono destinati non solo ad alcuni privilegiati, ma a tutti”, ribadisce il Papa: “Come le élites ai tempi di Gesù, che approfittavano delle sofferenze dei più poveri, così oggi nel villaggio globale interconnesso, il sistema internazionale, se non è alimentato da logiche di solidarietà e di interdipendenza, genera ingiustizie, esacerbate dalla corruzione, che intrappolano i Paesi poveri”. Il riferimento è alla crisi del debito che affligge diversi Paesi, soprattutto del Sud del mondo ed è frutto della “logica dello sfruttamento del debitore”.
“Il debito estero è diventato uno strumento di controllo, attraverso il quale alcuni governi e istituzioni finanziarie private dei Paesi più ricchi non si fanno scrupolo di sfruttare in modo indiscriminato le risorse umane e naturali dei Paesi più poveri, pur di soddisfare le esigenze dei propri mercati”, la denuncia di Francesco: “A ciò si aggiunga che diverse popolazioni, già gravate dal debito internazionale, si trovano costrette a portare anche il peso del debito ecologico dei Paesi più sviluppati”. Per il Papa, “il debito ecologico e il debito estero sono due facce di una stessa medaglia”: di qui l’invito alla comunità internazionale, in vista del Giubileo, a “far di tutto per condonare i debiti di quei Paesi che non sono nella condizione di ripagare quanto devono” e allo  sviluppo di “una nuova architettura finanziaria, che porti alla creazione di una Carta finanziaria globale, fondata sulla solidarietà e sull’armonia tra i popoli”.

“Un impegno fermo a promuovere il rispetto della dignità della vita umana, dal concepimento alla morte naturale, perché ogni persona possa amare la propria vita e guardare con speranza al futuro, desiderando lo sviluppo e la felicità per sé e per i propri figli”. È la seconda richiesta concreta per il Giubileo. “Senza speranza nella vita, infatti, è difficile che sorga nel cuore dei più giovani il desiderio di generare altre vite”, argomenta Francesco, che rilancia la sua richiesta per l’eliminazione della pena di morte in tutte le nazioni. Altra richiesta rinnovata nel messaggio, quella di utilizzare “almeno una percentuale fissa del denaro impiegato negli armamenti per la costituzione di un Fondo mondiale che elimini definitivamente la fame e faciliti nei Paesi più poveri attività educative e volte a promuovere lo sviluppo sostenibile, contrastando il cambiamento climatico”.
“Dovremmo cercare di eliminare ogni pretesto che possa spingere i giovani a immaginare il proprio futuro senza speranza, oppure come attesa di vendicare il sangue dei propri cari”, l’appello sulla scorta di san Paolo VI e Benedetto XVI: “Il futuro è un dono per andare oltre gli errori del passato, per costruire nuovi cammini di pace”.

“Cerchiamo la pace vera, che viene donata da Dio a un cuore disarmato”, l’indicazione di rotta del Papa: “un cuore che non si impunta a calcolare ciò che è mio e ciò che è tuo; un cuore che scioglie l’egoismo nella prontezza ad andare incontro agli altri; un cuore che non esita a riconoscersi debitore nei confronti di Dio e per questo è pronto a rimettere i debiti che opprimono il prossimo; un cuore che supera lo sconforto per il futuro con la speranza che ogni persona è una risorsa per questo mondo”. “Il disarmo del cuore è un gesto che coinvolge tutti, dai primi agli ultimi, dai piccoli ai grandi, dai ricchi ai poveri”, garantisce Francesco: “A volte, basta qualcosa di semplice come un sorriso, un gesto di amicizia, uno sguardo fraterno, un ascolto sincero, un servizio gratuito”. Perché la pace “non giunge solo con la fine della guerra, ma con l’inizio di un nuovo mondo, un mondo in cui ci scopriamo diversi, più uniti e più fratelli rispetto a quanto avremmo immaginato”.

Leggi anche
Ecclesia

Presentato il libro che racconta monsignor Motolese negli ultimi 20 anni di scritti

“Oggi è il tempo del sì” è il titolo eloquente del libro che contiene, come spiega il sottotitolo “scritti di monsignor Motolese Arcivescovo emerito di Taranto (1987-2005) nel XX anniversario della morte”. Il volume, curato dallo storico Vittorio De Marco e edito da Scorpione, è stato presentato nella chiesa inferiore della Concattedrale, fornendo l’occasione per […]

Il passaggio di consegne del Serra club di Taranto alla presenza dell’arcivescovo Miniero

Giugno, in tutti i club è tempo di bilanci e di brevi passaggi di spillette che segnano l’avvicendarsi del servizio. Il Serra di Taranto ha vissuto il passaggio di testimone fra Maria Cristina Prampolini Scapati, storica figura del club, e Luigi Romandini, a sua volta decano della nostra associazione, con una intensa festosa serata giovedì […]

Il messaggio dei vescovi della metropolia ai turisti per l’estate 2026

Pubblichiamo integralmente il messaggio che i vescovi della Metropolia di Taranto hanno scritto per il turisti all’inizio dell’estate 2026: Carissimi amici turisti, con gioia vi accogliamo nelle terre di Taranto, Oria e Castellaneta, luoghi ricchi di storia, fede e umanità. Qui, tra le pietre antiche e i volti della gente, si custodisce un patrimonio che […]
Hic et Nunc

Presentato il libro che racconta monsignor Motolese negli ultimi 20 anni di scritti

“Oggi è il tempo del sì” è il titolo eloquente del libro che contiene, come spiega il sottotitolo “scritti di monsignor Motolese Arcivescovo emerito di Taranto (1987-2005) nel XX anniversario della morte”. Il volume, curato dallo storico Vittorio De Marco e edito da Scorpione, è stato presentato nella chiesa inferiore della Concattedrale, fornendo l’occasione per […]

Bitetti: “La stagione del Fusco dimostra quanto vogliamo aprirci alla città”

Sedici date, dieci per il teatro e sei per la musica, compongono il doppio cartellone della stagione 2026-2027 del Teatro comunale Fusco, con una novità importante: per il teatro, le date degli spettacoli salgono da due a tre per venire incontro alle richieste di un pubblico sempre più numeroso, che in massima parte coincide con […]

Christian Cesario ricordato con un attestato dall'Ordine dei giornalisti della Puglia

La seduta del Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti della Puglia, venerdì 19 giugno, si è aperta con una cerimonia commemorativa, durante la quale il presidente Maurizio Marangelli, le consigliere e i consiglieri dell’Ordine si sono stretti intorno alla famiglia di Christian Cesario, prematuramente scomparso il 4 marzo scorso. Erano presenti il papà Aldo, anch’egli pubblicista […]
Media
24 Giu 2026