Tracce

Quella frattura profonda

foto Ansa-Sir
13 Dic 2024

di Emanuele Carrieri

Negli ultimi tempi, la situazione dei diritti umani in Bielorussia si è oltremodo deteriorata. La persecuzione sistematica e l’arresto di oppositori politici, giornalisti, attivisti e individui appartenenti alle minoranze sono ormai una prassi del regime di Lukashenko. È la denuncia di Leonid Soudalenko, attivista-militante di Viasna Human Rights Centre, organizzazione non governativa con sede in Bielorussia, attiva nel campo dei diritti umani. Incarcerato fino all’estate del 2023, fuggito in esilio per evitare altre persecuzioni, è stato, di recente, protagonista di un ciclo di incontri nel nostro Paese. Negli scorsi mesi, in Bielorussia, sono state arrestate oltre un migliaio di persone, per aver espresso sostegno all’Ucraina. E fra queste, oltre duecento hanno ricevuto delle condanne fino a venticinque anni di detenzione, con la accusa di “estremismo” e “cospirazione contro lo Stato”. La azione repressiva, decretata da Lukashenko, è stata portata a termine in condizioni disumane e con trattamenti psichiatrici imposti. La Bielorussia è alleata della Russia e ha concesso il proprio territorio alla aviazione russa per bombardare l’Ucraina. Ancora da lì sono partiti i battaglioni russi che nel marzo 2022 compirono l’eccidio di Bucha (a soli sessanta chilometri dai confini) e tentarono di conquistare Kiev. Nel mese di ottobre Lukashenko, al potere dal 1994, ha dichiarato: “Alcune persone nelle alte sfere della Russia sono ansiose di annettere la Bielorussia, ma il tentativo di farlo si trasformerà in una guerra”. Il leader di Minsk teme le reiterate minacce di Putin, per il quale “è giunta l’ora di rimediare agli errori del ’91 e di rifare la unità del popolo trino, russo, ucraino e bielorusso”. Il fine non è la rinascita della Unione sovietica ma la formazione di un impero pan-russo, che ricopierebbe la Rus’ di Kiev, entità monarchica del Medioevo alla quale il nazionalismo russo fa risalire la origine della odierna Russia. Come affermò il filosofo Norberto Bobbio, “l’umanità non ha affatto raggiunto la “fine della storia”. Forse è solo all’inizio”. E quella fine era stata pronosticata, come esito del crollo del Muro di Berlino, dal politologo Francis Fukuyama nello studio “La fine della storia e l’ultimo uomo” del 1992. Errato, tutto errato: quello in corso nell’Europa orientale è solamente il secondo tempo dei subbugli, figli dello scioglimento della Unione sovietica. Si è resa meno invisibile la linea superficiale della frattura profonda fra il desiderio spasmodico di rivincita dell’establishment putiniano e le giovani, fragili democrazie nate all’indomani del disfacimento della Unione sovietica. È una frattura inguaribile fra chi desidera riportare la storia indietro e chi avanti, che attraversa Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Georgia, fino a Romania, Serbia e Bosnia. Solo qualche giorno fa la Corte costituzionale rumena ha annullato il primo turno delle elezioni presidenziali, tenutosi il 24 novembre scorso: i documenti desecretati certificano ingerenze russe nella campagna elettorale di Calin Georgescu, il candidato sovranista indipendente di estrema destra, dichiaratamente sostenitore di Putin e tifoso di Trump, vincitore a sorpresa del primo turno. Le inchieste hanno accertato decine di migliaia di falsi account pro Georgescu sui social, ottantacinquemila tentativi di hackeraggio contro il sistema informatico elettorale, quasi quattrocentomila dollari pagati da un ignoto investitore straniero per dare ottanta dollari “a chiunque fosse disponibile a promuovere l’immagine del candidato deciso a demolire il sostegno di rumeni e Unione europea all’Ucraina” è scritto negli atti. La Russia non ha mire sui paesi confinanti, ma solo su Ucraina e Bielorussia. Cerca, invece, di esercitare il controllo sugli altri stati in cui sono presenti delle minoranze etniche russe o russofone o di orientamento politico filorusso. La strategia è quella della cosiddetta guerra ibrida che inquina i processi informativi ed elettorali, suscitando le reazioni delle opinioni pubbliche, specie se filoeuropee, che sono scese e scendono in piazza a decine di migliaia in Moldavia, in Romania, in Georgia. Anche le repubbliche indipendentiste filorusse, ossia la Transnistria, la Abcasia e l’Ossezia del Sud, non vogliono certo essere annesse alla Russia, per non capitare sotto quel regime. E anche nel Donbas i filorussi cercavano di passare da una grande autonomia alla vera indipendenza, all’autodeterminazione, ma il risultato finale ha deluso le loro attese: la regione ucraina è stata annessa alla Russia nel settembre 2022. Il mondo occidentale – i paesi europei, quelli dell’America settentrionale, dell’Oceania e il Giappone – non fanno neanche uno sforzo per vedere e capire la linea di frattura che sta per scuotere l’Est europeo e l’Asia. Riuscì solo a addobbarsi da vincitore per festeggiare la vittoria alla fine della Guerra fredda, dimenticando che non era un successo per i propri meriti, ma per demeriti altrui, per cedimento strutturale dell’oltrecortina. Il nocciolo centrale è che, in Russia, è radicato il sentimento di appartenere a una storia imperiale e il fallimento, il dissolvimento, non è stato mai digerito, non è stato rielaborato. Non ha giovato affatto la considerazione del grande Stato come potenza regionale da parte degli Stati Uniti, per via di un quadro economico che non ha un peso globale ma un prodotto interno lordo pari a quello dell’Australia. La storia nell’Est non solo non si è mai fermata ma si è rimessa in moto e con esiti imprevedibili.

Leggi anche
Editoriale

La donna, il serpente e il sospetto: una nuova caccia alle streghe nell’era dell’indignazione

Può una domanda diventare una negazione? Può una precisazione esegetica essere trasformata in una dichiarazione contro la fede? E può accadere che una riflessione dedicata alla donna finisca per sottoporre a giudizio proprio la donna che l’ha formulata? È quanto sembra essere avvenuto intorno all’articolo Il serpente, la donna e il frutto. E Satana?, pubblicato […]

Quello scontro sulla grazia

In ogni Stato di diritto, in qualsiasi Stato di diritto, vige un confine insuperabile, che non dovrebbe mai essere oltrepassato: è quello che fa da palizzata fra il diritto e la convenienza politica. Tuttavia, nel dibattito sulla inconcepibile concessione della grazia a Mario Roggero, – il gioielliere di 72 anni di Grinzane Cavour (in provincia […]

Soldi, armi e cortesie

Al vertice della Nato di Ankara, Trump è passato, in men che non si dica, dalla tragedia della ripresa della guerra contro l’Iran, degli insulti agli alleati e della minaccia alla Spagna di rompere subito ogni relazione commerciale, all’idillio del siamo tutti d’accordo su tutto e dell’amore ostentato alla fine dei lavori. L’altalena dei suoi […]
Hic et Nunc

Al Museo un mostra sui “Giochi”: dall'Atleta di Taranto a Iacovone

“L’arte della vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo” è il titolo della mostra che celebra l’atletismo ma anche la virtù dello sport come elemento di costruzione di pace, cooperazione e dialogo. Presentata dalla direttrice Stella Falzone, la mostra 25 luglio al 10 gennaio 2027, celebra i Giochi del Mediterraneo, a poche settimane, tra l’altro, dal […]

Autonomia: il governo ci riprova ma accentra la gestione di porti. Con gravi rischi

Fra poco meno di un mese avranno inizio i Giochi del Mediterraneo, ma tra circa un mese e mezzo i Giochi termineranno e l’entusiasmo per un evento la cui portata sarà dimostrata dai fatti, lascerà il posto alla realtà del “dopo”. Qualche impianto sportivo nuovo, di cui la città aveva uno “storico” bisogno, non potrà […]

San Lorenzo da Brindisi, un pieno di energia d’amore

Martedì 21 luglio, memoria di san Lorenzo da Brindisi, nell’eucarestia presieduta dal ministro provinciale dei frati cappuccini di Puglia, fra Ruggiero Doronzo, è stata evidenziata l’organizzazione mentale del santo frate, formatasi attraverso lo studio capillare della Glossa ordinaria, un commentario biblico composto di rimandi.  Una rete di collegamenti biblici che, grazie anche alle sue capacità […]
Media
26 Lug 2026