Giubileo2025 in diocesi

Domenica 16, il Giubileo della salute nella ‘Nostra Signora di Fatima’ a Talsano

L’arcivescovo mons. Ciro Miniero ha presieduto la santa messa solenne, alla presenza di diversi sacerdoti, dei cappellani negli ospedali della diocesi

foto G. Leva
17 Feb 2025

di Angelo Diofano

Domenica scorsa, 16 febbraio, nel santuario della Madonna di Fatima, a Talsano, è stata celebrata la Giornata del malato assieme al Giubileo del mondo della salute. Nella circostanza l’arcivescovo mons. Ciro Miniero ha presieduto la santa messa solenne, alla presenza di diversi sacerdoti, dei cappellani negli ospedali della diocesi, del parroco della Madonna di Fatima don Pasquale Laporta, degli ammalati e dei disabili assieme ai loro familiari e alle figure professionali legate al mondo della sanità. Vi hanno partecipato anche rappresentanze delle seguenti associazioni: l’Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati Lourdes e santuari internazionali), il Cvs (Centro volontari della sofferenza), l’Amci  (Associazione medici cattolici italiani), l’Acos (Associazione cattolica operatori sanitari), l’Ens (Ente nazionale sordi), il Mac (Movimento apostolico ciechi), l’Uic (Unione italiana ciechi), la Croce Rossa italiana, l’Avo (Associazione volontari ospedalieri), l’Ail (Associazione italiana contro leucemie), l’Ant (Associazione nazionale tumori), l’Agtoe (Associazione genitori Taranto oncoematologia), l’Asosciazione Simba. Presenti alla celebrazione anche la scuola in ospedale dell’istituto Volta con la dirigente prof.ssa Teresa Gargiulo e la referente la maestra Santa Balestrieri, tutte le educatrici del reparto di pediatria e oncoematologia pediatrica e tutti gli operatori sanitari medici infermieri e Oss.

Questo l’indirizzo di saluto del direttore dell’ufficio diocesano di pastorale della salute, don Cristian Catacchio: “Il tema scelto per la 33.ma Giornata mondiale del malato richiama l’importanza della cura e dell’attenzione verso i sofferenti, nel nome del Vangelo. Papa Francesco, nel suo messaggio per questa occasione, ricorda che “La malattia fa parte della nostra esperienza umana, ma non deve mai essere vissuta in solitudine. Cristo ci accompagna in ogni prova, trasformando il dolore in un luogo di grazia e redenzione”. Questa celebrazione, segno tangibile della presenza del Cristo consolatore, vuole rappresentare un abbraccio di speranza per tutta la comunità, unita nella preghiera e nella solidarietà. Il giubileo del mondo della salute intende riproporre a tutti i credenti la forza della speranza nel mistero pasquale di Gesù Cristo. In esso si coglie la pienezza dell’annuncio cristiano (cf. At 4,12). Il tempo presente è caratterizzato dalle prove, dalle tribolazioni che segnano l’esistenza dei singoli e delle comunità. Ogni credente è chiamato a fare discernimento sul senso autentico della vita, accogliendo nella fede il dono della grazia divina, costruendo relazioni di amore e lasciandosi guidare dalla «piccola» speranza. In tal modo il «tempo della prova» e della malattia diventa una testimonianza di vita che fa la differenza. La speranza schiude nuovi orizzonti e rende capace di oltrepassare la «prova del tempo».Con questa celebrazione vogliamo affidare tutti i malati, i disabili, i medici, gli operatori sanitari, i volontari e coloro che si prodigano accanto ai sofferenti, a Maria, Madre di misericordia e Salute degli infermi perché sostenga la nostra fede e la nostra speranza, e ci aiuti a prenderci cura gli uni degli altri con amore fraterno”.

Davanti all’altare era stato posto il cartellone realizzato nel reparto di pediatria, nel day hospital e nel reparto di oncoematologia pediatrica del SS.Annunziata, con la collaborazione del direttore, del personale, della psicologa , delle educatrici e delle insegnanti della scuola in ospedale. Vi è rappresentato l’albero della vita che incastona nel suo tronco il logo del giubileo e che su i suoi rami, al posto delle foglie, ha le sagome delle mani di piccoli e giovani pazienti in cura, di pazienti guariti,dei genitori, dei volontari e al centro una mano con un fonendoscopio a forma di cuore a rappresentare tutto il personale sanitario. “L’idea – spiega don Cristian Catacchio – nasce dal desiderio di vivere in comunione anche con chi non è presente questa sera all’evento giubilare: questo tripudio di mani colorate rappresenta tante vite, ognuna con la propria storia, col proprio fardello ed è per questo che con esso abbiamo voluto attraversare la Porta Santa affinché possiamo essere e rimanere davvero ‘Pellegrini di speranza’”.

Nell’omelia, l’arcivescovo mons. Ciro Miniero ha ringraziato tutti gli operatori sanitari e i volontari presenti per la solidarietà e la partecipazione alla vita degli altri e per quello che fanno per far crescere la speranza nel cuore dell’umanità. “La vita è un bene per tutti e partendo dalle Beatitudini – ha detto – dobbiamo fare attenzione a non fare distinzioni a non vivere la nostra vita come se quella degli altri non ci appartenesse. Siamo tutti fratelli e sorelle dell’unico Gesù che si è fatto fratello di tutti. Dobbiamo perciò fuggire la logica del mondo definita da papa Francesco come mondanità. Gesù proclama Beati tutti perché tutti siamo poveri e facciamo esperienza di sofferenza. Il Giubileo ci aiuta a fare L’esperienza di un Dio che solleva ciascuno per farci camminare con speranza, senza lasciarci intimidire dal male perché  in ogni nostro gesto possa trasparire l’amore, la speranza che ci permette di guardare con uno sguardo sempre nuovo all’umanità”.

 

Di seguito, pubblichiamo le foto della serata a cura di G. Leva

 

 

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