Tracce

Dagli amici mi guardi Iddio …

Reuters/Avvenire
06 Ott 2025

di Emanuele Carrieri

La attuale è la fase più delicata delle dinamiche geopolitiche che interessano l’Europa, la Russia e gli Usa. Che cosa sta accadendo nei cieli del nord Europa in uno scenario che ha una strategia più che articolata e più che complessa? La destabilizzazione politica ed economica dell’Ue? Già da tempo l’Europa è teatro di attacchi telematici che rientrano nelle mosse di guerra ibrida, addebitate, in tanti casi e dopo aver valutato le circostanze, alla Russia. Non è anomalo se queste mosse si sono incrementate in tempi di terza guerra mondiale a pezzi, come diceva papa Francesco. L’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale ha comunicato un aumento, nel 2025 in Italia, del cinquanta per cento rispetto al 2024 di attacchi che hanno colpito la pubblica amministrazione, i siti istituzionali e le telecomunicazioni. Mentre alcuni paesi europei sono punti di riferimento internazionale nel campo della sicurezza telematica, alcuni non sono provvisti di un coordinamento organizzativo e di un regime legislativo capace di integrare la sicurezza telematica con la difesa. Ecco, perché diversi attori internazionali tentano di indebolire l’Ue sul fronte economico: in primis, gli Stati Uniti con l’applicazione di dazi al quindici per cento sui prodotti europei, di recente codificata dal registro federale americano. A ciò si unisce il rischio di ridurre il grado di competitività europea per i costi di acquisto di gas naturale liquefatto americano, i cento miliardi di finanziamenti europei per comprare armi americane da dare alla difesa ucraina e i timori di una maggiore dipendenza economica dell’Ue a causa del progetto cinese della Nuova Via della Seta. Ma sul piano politico-militare, qual è lo stato di salute dell’Ue? Molto verosimilmente le istituzioni europee riusciranno ad affrontare le diverse prove economiche, ma rischiano di più in altri settori per colpa di un difetto costitutivo di cui alcune superpotenze stanno approfittando: l’Ue non è una nazione e ha una struttura che non consente veloci decisioni, spesso vincolate dal voto all’unanimità, con interessi non sempre convergenti fra i suoi stati membri che possono mettere in pericolo il processo di integrazione europea. In virtù della sua architettura istituzionale e dei fattori particolari di questi ultimi anni, è un’ottima occasione per ridurre all’angolo l’Ue da parte dei concorrenti dell’ordine internazionale? Trump si sta sempre più disimpegnando dalla guerra in Ucraina, perché è chiaro che richiederà ancora molto tempo prima di essere risolta, e sta scaricando le responsabilità di un possibile fallimento all’Ue e ai paesi europei della Nato per concentrarsi sulla competizione con la Cina e la zona geopolitica indo-pacifica. A sua volta, la Cina è nella condizione che può essere facilmente riassunta “fra i due litiganti il terzo gode”: qualsiasi scenario si prospetterà in Ucraina o in altre parti del mondo, cercherà di trarne benefici economici da capitalizzare anche in ambito politico contro gli Usa. La Russia di Putin? Seguendo le vicende di questi tre anni, la Russia senza armi che non vince la guerra in Ucraina, stuoino economico della Cina, con una crisi strutturale che sfiora il collasso per le sanzioni occidentali. Allora, perché la Russia non è stata ancora sconfitta? Nel tempo, i fatti hanno dimostrato che le tesi di Putin erano solo auspici propagandistici che non avevano riscontri reali ma quello che sta succedendo nell’Europa orientale rischia di diventare un “crinale in cui, anche senza volerlo, si può scivolare in un baratro di violenza incontrollata”, come ha detto il presidente Mattarella, il 10 settembre scorso, a Lubiana, durante la visita in Slovenia. La storia della Guerra fredda è costellata da vari esempi di incidenti aerei civili e militari che non hanno provocato reazioni impulsive, ma alzato le tensioni fra le superpotenze e il peggioramento dei rapporti bilaterali fra gli Usa e l’Urss. In queste ultime settimane, si assiste a una serie di fatti che hanno alternato le notizie di mig russi nello spazio aereo estone e lettone a quelle di droni sospetti in Polonia, Danimarca e Romania. Come interpretare tale serie di fatti? Al di là delle molte ipotesi, da parte della Russia può essere un test sulla reattività della Nato e le sue contromisure, evitando un coinvolgimento diretto, per misurare fino a che punto Trump intenda sostenere gli alleati. Sul caso dei mig russi sull’Estonia, va detto che nell’ultimo anno si sono registrate quaranta, se non di più, violazioni russe dello spazio aereo in quella regione, ma non hanno mai avuto l’attenzione mediatica di questi giorni. Ciò non vuol dire che la Russia non sia coinvolta in tali provocazioni: anzi, è un chiaro atto di destabilizzazione per indebolire la coesione di tutti gli stati europei. Conviene evitare di cadere in una trappola, indipendentemente da chi l’abbia organizzata e con quali scopi: Trump, Putin e Xi Jinping e altri – anche nell’Ue – hanno interesse a indebolire l’Europa che, da sola, non ha le forze militari utili per imbattersi in uno scontro con le superpotenze. Ma se si esamina il fatto che diversi leader europei – ormai sono sempre meno! – si affannano ad affermare che Trump è un amico affidabile e a dire che è un alleato sincero, allora è meglio ricordarsi di quel vecchio proverbio che recita più o meno così: dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io. Sarà bene prenderne atto e tenerlo presente, quel vecchio proverbio.

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