Ecclesia

Firmata a Roma la nuova Charta Œcumenica: “Un passo storico verso l’unità dei cristiani in Europa”

ph Ccee
11 Nov 2025

di Maria Chiara Biagioni

Con “un passo storico verso l’unità dei Cristiani”, la versione aggiornata della Charta Œcumenica è stata presentata nei giorni scorsi a Roma nella Chiesa del martirio di San Paolo nell’Abbazia delle Tre Fontane a Roma, dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e dalla Conferenza delle Chiese europee (Cec). Frutto di “un lungo e meticoloso processo di revisione iniziato nel 2022”, “questo documento congiunto – scrivono i due organismi europei in un comunicato – segna una tappa fondamentale nel cammino ecumenico delle Chiese europee, rinnovando il loro impegno a camminare insieme nel dialogo, nella comprensione reciproca e nella testimonianza condivisa in risposta alle sfide del nostro tempo”. La Charta aggiornata è stata firmata dall’arcivescovo Nikitas di Thyateira e Gran Bretagna, presidente del Cec, e da mons. Gintaras Grušas, arcivescovo di Vilnius e presidente del Ccee. Insieme, hanno rinnovato “il loro impegno a costruire ponti tra le Chiese in Europa”.

Arcivescovo Nikitas di Thyateira e Gran Bretagna (Cec) e mons. Gintaras Grušas (Ccee) – ph Ccee


“Questa Charta Œcumenica è una chiamata alla coscienza e alla cooperazione”, ha affermato l’arcivescovo Nikitas. “Il nostro impegno reciproco come Chiese non è astratto, ma si fonda su una fede condivisa, vissuta nel dolore, nella divisione e nella speranza. In un’Europa frammentata e secolarizzata, la Charta ci spinge a riscoprire la forza della nostra comunione e l’urgenza della nostra missione.
Dobbiamo proclamare insieme il Vangelo, sostenere la dignità umana e lavorare fianco a fianco per la giustizia, la pace e la cura del creato. Questa è la nostra vocazione ecumenica: non solo parlare di unità, ma viverla”.

L’arcivescovo Grušas ha sottolineato che l’aggiornamento della Charta arriva in un momento cruciale per il cammino dell’Europa. “Le nostre Chiese sono chiamate a essere segni di unità e di speranza, non solo a parole ma anche nei fatti. Questa Charta ci permette di rispondere insieme alle ferite della guerra, agli sfollamenti e alle sfide etiche poste dalle nuove tecnologie. Ci esorta a camminare con umiltà, ad affrontare i fallimenti del passato ed a creare spazi di guarigione e riconciliazione. Ci invita, inoltre, ad ascoltare le voci dei giovani e a coinvolgerli nell’ideazione del percorso futuro. Siamo più forti quando siamo uniti”.

Roma, 5 novembre 2025, firma della Charta Oecumenica – ph Ccee/Cec


Il documento affronta le urgenze del mondo di oggi, tra cui la ricerca di pace e della riconciliazione, l’accoglienza dei migranti e dei rifugiati, la salvaguardia urgente del creato e il rafforzamento delle relazioni con le comunità ebraiche e musulmane. Firmata per la prima volta nel 2001, a Strasburgo, questa versione della Charta è stata sviluppata attraverso un ampio e inclusivo processo di consultazione che ha coinvolto Chiese, conferenze episcopali e organizzazioni ecumeniche in tutta Europa e oltre.
“Sebbene non abbia alcuna autorità legale o dottrinale – precisano Cec e Ccee -, la sua forza risiede nell’impegno morale e spirituale delle Chiese a riceverla e ad applicarla liberamente e in modo congiunto”.

Il testo si divide in 4 paragrafi: il primo è dedicato al tema “Crediamo nella “una santa chiesa cattolica e apostolica” – “Chiamati insieme all’unità nella fede”. Il secondo ha per titolo “In cammino verso l’unità visibile delle chiese”, in cui i cristiani di tutte le Chiese sono invitati a “muoversi gli uni verso gli altri”; “Testimoniare insieme”, “Proseguire nel dialogo e agire insieme” e soprattutto a dare spazio ai “giovani nelle Chiese e nell’ecumenismo”. Il terzo paragrafo affronta i diversi “Ambiti di incontro in Europa”, esortando le Chiese a “partecipare alla costruzione dell’Europa in un mondo che cambia”, a “rafforzare le relazioni con gli ebrei e l’ebraismo”, “i musulmani e l’Islam” e a “interagire con altre religioni e visioni del mondo”. Nel quarto paragrafo vengono indicati i diversi “Ambiti di responsabilità e impegno condivisi in Europa”: impegno per la pace e la riconciliazione; salvaguardia del creato; migranti, rifugiati e sfollati; impegno con le nuove tecnologie.

Chiesa del martirio di San Paolo presso l’Abbazia delle Tre Fontane a Roma – ph Ccee


“Al centro di tutto – spiegano Cec e Ccee – c’è l’impegno a offrire una voce cristiana unita nella sfera pubblica, basata sulla compassione, sulla giustizia e sulla responsabilità condivisa per il futuro dell’Europa. Con uno spirito di umiltà e speranza – scrivono ancora i due organismi ecumenici europei -, la Charta aggiornata non esita ad affrontare le ferite del passato e i fallimenti istituzionali. Al contrario, offre una rinnovata chiamata alla guarigione, alla responsabilità e alla trasformazione, esortando i Cristiani a vivere la loro unità attraverso azioni e testimonianze concrete”.

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