Diocesi

La comunità parrocchiale di San Roberto Bellarmino saluta il suo parroco, don Antonio Rubino

05 Gen 2026

di Lorenzo Musmeci

La Comunità parrocchiale di San Roberto Bellarmino ha voluto salutare con affetto don Antonio Rubino, il nostro parroco per ben venticinque anni.

Dal Giubileo del 2000 al Giubileo del 2025, tutta la vita pastorale della comunità di San Roberto è stata impostata all’insegna della sobrietà e della quotidianità, senza eccessi o ostentazioni, con un lavoro sempre continuo e costante.

La parrocchia è il nostro punto di riferimento per crescere nella fede e incontrare Dio.  Per questo, tutto quello che abbiamo vissuto come comunità è stato orientato sugli aspetti fondamentali della vita della Chiesa: la catechesi, la liturgia e la carità.

 

Far risuonare la Parola di Dio come esperienza di vita

L’attenzione per la catechesi non è mai mancata in questi anni sia per le famiglie dell’Iniziazione Cristiana sia per gli adulti dei gruppi parrocchiali. Progetti, convegni, incontri, momenti di riflessione e catechesi hanno sempre caratterizzato la quotidianità di una comunità costantemente sollecitata a educarsi e formarsi. E per una esperienza completa e integrale, non sono mai stati tralasciati momenti conviviali, di festa, di gioco, d’intrattenimento, finesettimana di spiritualità, viaggi organizzati, ciclopasseggiate e tanti altri momenti di vita comunitaria che i parrocchiani conserveranno nei loro ricordi.

Per una Liturgia più viva e autentica

Anche la liturgia ha sempre ricevuto il giusto rilievo che le ha permesso di risplendere per decoro, semplicità e ordine. L’anno liturgico ha incessantemente guidato i passi della comunità parrocchiale: dall’Avvento al Natale, dalla Quaresima alla Pasqua, senza tralasciare l’importanza del Tempo ordinario.

Merito di don Antonio è stato quello di conciliare arte e liturgia, come ricorda lui stesso: la liturgia manifesta la trasfigurazione della realtà e l’arte è capace di evocare questa trasformazione e di alludere a questo processo di metamorfosi che ha come soggetto lo Spirito Santo”.

È nata in quest’ottica la collaborazione tra don Antonio e il compianto maestro ceramista Orazio del Monaco. Nella convinzione che “l’architettura e l’arte non compiono una funzione puramente decorativa, ma sono parti integranti del culto”, sono state realizzate delle opere in ceramica che, nel corso di questi lunghi anni, hanno abbellito l’edificio chiesa. Le opere sono iniziate nel 2004 con la realizzazione dei bassorilievi del Presbiterio; sono proseguite nel 2007 con le decorazioni dell’Altare, dell’Ambone, del Battistero e del Cero pasquale; si sono arricchite nel 2012 con il rifacimento della Cappella del SS.mo Sacramento; e sono culminate nel 2017 con la realizzazione della Via Crucis.

Per una carità senza confini

La carità, inoltre, è stata un elemento essenziale nella vita della comunità parrocchiale. Le molteplici iniziative di solidarietà per i più bisognosi si sono unite al lavoro costante e continuo del centro di ascolto, sempre pronto ad accogliere i più bisognosi, a confortarli e a sostenerli spiritualmente e materialmente. Si riusciti ad aprire un canale speciale con il Burkina Faso con la costruzione di un pozzo e una lunga tradizione di aiuti umanitari. Non è mancata l’accoglienza ad un gruppo di ragazzi nigeriani che nel tempo sono stati preparati al lavoro, hanno ricevuto contratti di lavoro ed ora sono in varie parti d’Italia inseriti, sposati e con figli.

La generosità del parroco è stata di esempio per i parrocchiani che hanno imparato a donarsi con altruismo ai fratelli e a essere presenti nel momento del bisogno, accogliendo l’invito di Cristo stesso a “dare tutto ai poveri” per “avere un tesoro nel Regno dei cieli”.

Al servizio della diocesi

Don Antonio ha anche sviluppato un impegno molteplice verso la comunità diocesana. È stato segretario di S. E. mons. Guglielmo Motolese e del Card. Salvatore De Giorgi, insegnante di Religione presso il Liceo Archita, direttore della Scuola di Formazione Don Luigi Sturzo, parroco delle parrocchie San Pio X e San Roberto Bellarmino, docente di Liturgia e di Teologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, per 10 anni vicario foraneo della Vicaria Taranto Orientale II, membro del Consiglio diocesano per gli Affari economici, del Consiglio presbiterale, pastorale ed episcopale, direttore dell’Ufficio diocesano per le Vocazioni e per la Liturgia, assistente diocesano e regionale di Rinascita cristiana e del settore adulti di Azione Cattolica e, non ultimo, Vicario Episcopale per la pastorale della Cultura per oltre dodici anni.

Incontri culturali

I parrocchiani hanno avuto modo di sperimentare da vicino la ricchezza formativa proposta dall’ufficio Cultura della diocesi in questi lunghi anni. Le tematiche sono state varie e stimolati: dalla misericordia alla liturgia, dall’economia del bene alla carità, passando per personaggi di spicco quali Bartolo Longo, don Luigi Sturzo e don Lorenzo Milani. Non sono state tralasciate tematiche di attualità, legate al dibattito contemporaneo: le persecuzioni dei cristiani, le religioni del Mediterraneo, l’educazione sociale, il ruolo della famiglia e il rapporto tra scienza e fede, in particolare tra Bellarmino e Galileo.

Sono stati promossi, inoltre, tre corsi di formazione, tutti tracciati nel solco del magistero di papa Francesco: Popolo di Dio e fraternità dei popoli; L’umanesimo europeo per la fraternità dei popoli; I cristiani nel mondo, pellegrini di speranza.

L’attenzione di don Antonio per la cultura si è evinta anche dalle sue numerose pubblicazioni. La comunità di San Roberto ha saputo accogliere questi testi come materiale di riflessione, per crescere con consapevolezza e formarsi con dedizione. Ai tanti articoli pubblicati sui quotidiani Avvenire e Osservatore Romano, si sono aggiunti quelli pubblicati sulla rivista Fides et Ratio e l’ultimo articolo pubblicato nel 2024 in una Miscellanea: La Liturgia tra tempo dell’uomo e tempo di Dio.

La prima pubblicazione ha riguardato le confraternite: le confraternite laicali a Taranto dal XVI al XIX secolo. La liturgia è stato il tema centrale dei volumi: L’Anno liturgico.  Itinerario con Cristo nella Chiesa, L’uomo in Cristo Gesù creatura sanabile, La Liturgia. Una diakonia mistagogica e La Nube di Dio.

Il tema dell’arte e della liturgia è stato trattato diffusamente nei libri: San Roberto Bellarmino. Una lucerna posta sopra il candelabro, Andremo alla casa del Signore: Pellegrinaggio alla Chiesa parrocchiale, La Porta della fede: Pellegrinaggio alla Chiesa parrocchiale e La Via dolorosa. Celebrare e testimoniare. A queste si sono aggiunte: Sulla strada con Pinocchio, gli atti di un convegno sul tema della famiglia; Il Concilio Vaticano II e la partecipazione di mons. Guglielmo Motolese, pubblicato a cinquant’anni dal Concilio; e Mi racconto, un testo squisitamente autobiografico che ripercorre i trent’anni di vita di un uomo e di un sacerdote.

Con rammarico la comunità parrocchiale di San Roberto ha salutato il suo parroco, affidandolo alla Provvidenza e promettendogli la propria preghiera e vicinanza spirituale.

A don Antonio i saluti e gli auguri più cari e affettuosi di una comunità che ha ‘camminato insieme’, come lui ha sempre amato dire, e che si affida a Dio per impegnarsi a operare continuamentecon rinnovato afflato evangelico.

 

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