Angelus

La domenica del Papa – Non abbiamo bisogno di “surrogati di felicità”

ph Vatican media-Sir
19 Gen 2026

di Fabio Zavattaro

Siamo ancora lungo le rive del fiume Giordano e nuovamente incontriamo, nel quarto Vangelo, Giovanni che “vede venire verso di lui” un uomo che “mi è passato avanti, perché era prima di me”. Non è più semplicemente il Battista, ma è colui che, pur confessando per due volte di non conoscere Gesù, lo riconosce e testimonia che è “l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”, è “il figlio di Dio”. Si è manifestato in modo impensabile, ovvero in mezzo ai peccatori per essere battezzato come loro, anzi per loro. Giovanni è stupito, sconcertato; ma poi capisce che Gesù si è manifestato “non con la potenza di questo mondo bensì – affermava papa Francesco – come Agnello di Dio, che prende su di sé e toglie il peccato dal mondo”. Da ricordare che l’agnello era e è l’alimento centrale del pasto pasquale che nella tradizione ebraica, faceva memoria dell’uscita del popolo dalla schiavitù dell’Egitto, l’arrivo nella terra promessa e la fine della migrazione. Giovanni ci presenta Gesù come il figlio di Dio, come colui che avrà un ruolo determinante nel cammino di liberazione di tutti gli uomini. Riconosce che è il Salvatore, afferma all’Angelus Leone XIV “ne proclama la divinità e la missione al popolo di Israele” ma poi “si fa da parte”. Giovanni Battista è un uomo amato dalle folle e temuto dalle autorità di Gerusalemme; per lui sarebbe stato facile sfruttare questa fama, afferma il Papa, e invece “non cede per nulla alla tentazione del successo e della popolarità. Davanti a Gesù, riconosce la propria piccolezza e fa spazio alla grandezza di lui. Sa di essere stato mandato a preparare la via al Signore, e quando il Signore viene, con gioia e umiltà ne riconosce la presenza e si ritira dalla scena”.

Nel commentare questo passo il vescovo di Roma parla di testimonianza importante anche per i nostri giorni: “all’approvazione, al consenso, alla visibilità viene data spesso un’importanza eccessiva, tale da condizionare le idee, i comportamenti e gli stati d’animo delle persone, da causare sofferenze e divisioni, da produrre stili di vita e di relazione effimeri, deludenti, imprigionanti”. Sono “surrogati di felicita”, afferma papa Prevost, di cui non abbiamo bisogno; non servono “illusioni passeggere di successo e di fama” perché “la nostra gioia e la nostra grandezza” si fondano sul “saperci amati e voluti dal nostro Padre che è nei cieli”. Anche oggi il Signore è presente nell’umanità che non lo conosce, ricordava undici anni fa Papa Francesco, e come Giovanni ci viene chiesto di “riconoscerlo” nell’umanità, nelle culture e nella storia; ci viene chiesto di incontrarlo nel volto di chi soffre, dei poveri, dei migranti, di coloro che sono senza voce.

Ancora oggi, dice Leone XIV, Gesù “viene tra noi non a stupirci con effetti speciali, ma a condividere la nostra fatica e a prendere su di sé i nostri pesi, rivelandoci chi siamo realmente e quanto valiamo ai suoi occhi”. Non lasciamoci trovare “distratti al suo passaggio” afferma il Papa, “non sprechiamo tempo ed energie inseguendo ciò che è solo apparenza”, ma manteniamo “vigile lo spirito, amando le cose semplici e le parole sincere, vivendo con sobrietà e profondità di mente e di cuore, accontentandoci del necessario”. L’invito di Leone è “fare deserto”, ovvero “fermarci in silenzio a pregare, riflettere, ascoltare” per “incontrare il Signore e stare con lui”.

Nelle parole che pronuncia dopo la recita dell’angelus, il Papa ricorda che in questa domenica ha inizio la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – che si concluderà il 25 gennaio festa della conversione di San Paolo – e invita a pregare “per la piena unità visibile”.

Una celebrazione che ha una storia antica e già Leone XIII, nel 1894, incoraggiava questo tempo di preghiera. Nel 1908 si celebra il primo ottavario di preghiera per l’unità. Quest’anno il tema guida è il versetto della lettera agli Efesini “Un solo corpo e un solo Spirito, come una sola è la speranza a cui siete stati chiamati” e le meditazioni sono state curate dalla Chiesa armena apostolica.

Un impegno questo per l’unità, afferma ancora papa Prevost, che “si deve accompagnare coerentemente con quello per la pace e per la giustizia nel mondo”. Così ricorda le “grandi difficoltà” della popolazione dell’est della Repubblica democratica del Congo, “costretta a fuggire dal proprio Paese, specialmente verso il Burundi, a causa della violenza e ad affrontare una grave crisi umanitaria. Preghiamo affinché tra le parti in conflitto prevalga sempre il dialogo per la riconciliazione e la pace”.

Leggi anche
Leone XIV

Le chiavi del cuore: Martina Franca in pellegrinaggio giubilare da Leone XIV

Non sono solo manufatti di ferro e bronzo, ma segni tangibili di una custodia spirituale che dura da secoli. Le antiche chiavi dei portali della Basilica Collegiata di San Martino, restaurate e restituite al loro originario splendore, hanno ricevuto la benedizione di papa Leone XIV durante un’intensa udienza giubilare in piazza San Pietro. Un momento […]

La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell’altro

In occasione della Giornata del malato 2026 che sarà celebrata l’11 febbraio in Perù, papa Leone XIV ha divulgato un messaggio che riportiamo testualmente:   Cari fratelli e sorelle! La XXXIV Giornata mondiale del malato sarà celebrata solennemente a Chiclayo, in Perù, l’11 febbraio 2026. Per questa circostanza ho voluto riproporre l’immagine del buon samaritano, […]
Hic et Nunc

Parcheggi: nuove proteste e tensioni Ne parliamo con l'assessore Cataldino

Non c’è pace per i parcheggi! Risolta la questione della gratuità del parcheggio per i disabili, che però rivendicano altre questioni, ora si passa all’annullamento del pass gratuito per i residenti delle zone D/E/F/G. In segno di protesta, domani, sabato 14, dalle 10 alle ore 12, Adoc Taranto e Uil Taranto scenderanno in piazza per […]

Oggi, venerdì 13, la Madonna di Fatima in processione

Si avvia alla conclusione la tappa tarantina della peregrinatio della Madonna di Fatima, la cui immagine da venerdì 6 febbraio è esposta nella chiesa del Sacro Cuore, in via Dante. «In un tempo segnato da inquietudini, paure e ferite profonde – dice il parroco don Francesco Venuto – Maria ci indica la strada: tornare al […]

Domani, venerdì 13, a Latiano una giornata speciale per San Bartolo Longo

Domani, venerdì 13 febbraio, a Latiano, la città natale di San Bartolo, sarà celebrata una giornata speciale in occasione del 185° anniversario del battesimo del fondatore del santuario di Pompei, avvenuto esattamente l’11 febbraio 1841, nella parrocchia di Santa Maria della Neve, nella natia Latiano, in provincia di Brindisi. Alle 17, nella chiesa matrice, l’arcivescovo […]
Media
16 Feb 2026