Eventi formativi

Una riflessione sul cammino educativo per i giovani

Giornata formativa per gli educatori, sabato 17, al seminario ‘Poggio Galeso’

21 Gen 2026

di Valentina Franzese

Sabato 17 gennaio gli educatori della diocesi di Taranto hanno preso parte a un’intensa giornata di formazione al seminario arcivescovile, promossa dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile e vocazionale. Si è trattato di un’occasione preziosa di incontro, ascolto e riflessione condivisa, pensata per interrogarsi sul senso profondo dell’educare oggi e sullo stile con cui accompagnare i giovani nel loro cammino di crescita. L’incontro, dal titolo ‘Al passo dei giovani’, è stato guidato da don Davide Abascià, presbitero della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie e incaricato regionale di pastorale giovanile per la Puglia.

Fin dalle prime battute, la proposta formativa si è configurata come un invito a rallentare il passo, a mettersi in ascolto e a lasciarsi interrogare dalle storie, dalle domande e dalle fragilità dei ragazzi che abitano quotidianamente i contesti educativi del territorio. Un ascolto che non si riduca a una modalità ‘digitale’, frammentata e legata all’immediatezza dell’istante, ma che sappia diventare ‘analogica’: capace, cioè, di accogliere la complessità della persona, tenendo insieme le dimensioni caratteriali, biografiche, affettive e spirituali di ciascun giovane. Solo così diventerà possibile comprendere davvero chi si ha di fronte e accompagnarlo alla vita nel modo più autentico e rispettoso possibile. L’educazione è stata il cuore pulsante dell’intera giornata formativa. Un’educazione intesa come relazione viva, come presenza discreta e fedele, che non rincorre il ragazzo né lo precede, ma gli cammina accanto, condividendone passi, soste e fatiche. A ricordarcelo sono anche le parole di papa Leone XIV: «Educare è un atto di speranza e una passione che si rinnova perché manifesta la promessa che vediamo nel futuro dell’umanità. La specificità, la profondità e l’ampiezza dell’azione educativa è quell’opera di far fiorire l’essere, prendersi cura dell’anima. […] Educare è un compito d’amore che si tramanda di generazione in generazione, riducendo il tessuto lacerato delle relazioni e restituendo alle parole il peso della promessa».

Dopo i laboratori della mattina e del pomeriggio, il percorso formativo è proseguito con una riflessione condivisa sulle strategie più efficaci per accompagnare e guidare un gruppo. Dal confronto sono emerse tre chiavi essenziali per la relazione educativa: l’ascolto, la conoscenza e la comunicazione. L’ascolto, anzitutto, è chiamato ad essere autentico e profondo, esercitato con il cuore aperto e disponibile ad accogliere i vissuti personali di ciascuno. Un ascolto che sappia farsi osservante e meditativo, capace di cogliere i bisogni reali dei giovani, anche quando questi non vengono esplicitati a parole. In questa prospettiva, diventa necessario mettere da parte programmazioni e obiettivi eccessivamente rigidi, per lasciare spazio alla vita concreta che emerge nel gruppo. Seconda chiave fondamentale è la conoscenza, da incoraggiare attraverso incontri destrutturati in modo da promuovere un messaggio educativo che possa diventare anche leggero, basato sul dialogo informale e accessibile. Sarà soltanto in questi spazi e con queste modalità che all’educatore sarà possibile comprendere quale ruolo venga effettivamente occupato da ciascuno dei ragazzi all’interno del gruppo e, pertanto, poter promuovere un intervento educativo realmente efficace e mirato. Fondamentale, in questo senso, è il cosiddetto ‘metodo autobiografico’, richiamato da don Davide come strumento privilegiato per leggere in profondità l’esperienza dei giovani. Guardare a tutte le sfaccettature umane dei nostri ragazzi, leggere le parole scritte e le parole nascoste tra le righe, ci consentirà di avere una prospettiva effettivamente completa. Per fare ciò sarà fondamentale abbracciare l’intera storia personale di ciascuno, guardare tutto il quadrante, e dunque: seguire una mentalità analogica in grado di leggere e guardare al presente, al passato e al futuro, anziché una mentalità digitale portata a guardare esclusivamente all’immediato. Da questa postura nascerà anche un modo nuovo di comunicare. Agendo attraverso una comunicazione empatica, non accusatoria ma specchiata, il giovane sarà invitato ad aprirsi e a raccontarsi. La terza chiave essenziale, intrecciata e interconnessa alle precedenti, è la comunicazione. Essa coinvolgerà e chiamerà in causa in prima persona l’educatore, portandolo a mettersi in gioco con autenticità. Raccontandosi e mostrando le proprie debolezze, pur mantenendo un sano e giusto confine, l’educatore manifesterà la propria incoerenza di adulto in continua crescita e in continuo cammino, aiutando il ragazzo a scoprire che di fronte a sé ha degli esseri umani, adulti che non sono invincibili, ma persone reali che, come tali, potranno essere portate anche a sbagliare. Solo partendo dal presupposto della ‘non invincibilità’ , della ‘non onnipotenza’ gli eventuali conflitti nascenti all’interno del gruppo potranno diventare delle occasioni di crescita, cambiamento ed evoluzione.

La giornata ha, inoltre, ricordato a ciascun partecipante quanto fondamentale sia il ruolo della comunità educante «un ‘noi’ dove il docente, lo studente, la famiglia, i pastori e la società civile convergono per generare vita. Questo “noi” impedisce che l’acqua ristagni nella palude del ‘si è sempre fatto così’ e la costringe a scorrere, a nutrire, a irrigare». Questo perché ciascun educatore e formatore, laico o consacrato, non è un satellite ma parte di un’ampia rete viva e plurale, una rete fatta di cuori, mani e menti pronte a mettersi al servizio dei giovani. In questo senso, la comunità educante diventerà il frutto di molteplici costellazioni che rifletteranno ‘le proprie luci in un universo infinito. Come in un caleidoscopio, i loro colori si intrecciano creando ulteriori variazioni cromatiche. Le differenze metodologiche e strutturali non sono zavorre, ma risorse. La pluralità di carismi, se ben coordinata, compone un quadro coerente e fecondo. Ogni stella ha una luminosità propria, ma tutte insieme disegnano una rotta. Dove in passato c’è stata rivalità, oggi chiediamo alle istituzioni di convergere: l’unità è la nostra forza più profetica’.

 

Leggi anche
Ecclesia

Guarigione delle ferite della vita, ritiro alla S. Agostino

Domenica 14 giugno nella chiesa di Sant’Agostino (città vecchia) avrà luogo il ritiro spirituale sul tema ‘La guarigione delle ferite della vita’, predicato dal rettore don Désiré Mpanda. S’inizierà alle ore 9 con l‘esposizione del Santissimo Sacramento con possibilità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione, con benedizione eucaristica conclusiva; alle ore 9.45, celebrazione della santa […]

Sant’Antonio, il pane della carità che unisce ancora la comunità

Anche a Carosino, la festa liturgica rinnova una tradizione che intreccia fede, solidarietà e memoria collettiva

Fragagnano celebra Sant’Antonio nella cosiddetta ‘festa piccola’

Anche Fragagnano celebra Sant’Antonio, patrono della cittadina, nei giorni 12 e 13 giugno, i cui festeggiamenti vengono così annunciati da don Graziano Lupoli, parroco dell’Immacolata: “A 800 anni dal pio transito del beato Francesco, Antonio, il teologo francescano (Fonti francescane 251-252) con i suoi insegnamenti e la sua vita profondamente unita a Cristo, indossando il […]
Hic et Nunc

Aeroporto: un progetto per il cargo ma il territorio chiede voli di linea

Quale futuro per l’aeroporto di Grottaglie? La domanda, che vaga ormai da decenni senza esaurienti risposte, riprende senso dopo l’Open day del nuovo Terminal passeggeri dello scalo di Grottaglie, i cui lavori sono in fase avanzata. E anche dopo la recente presentazione fatta a Roma dal ministro Salvini del piano nazionale aeroporti, che attribuisce all’aeroporto […]

Urso inaugura i nuovi impianti Vestas ma non nasconde le difficoltà dell'ex-Ilva

“Taranto è la sfida più difficile”: lo ha detto il ministro Adolfo Urso che proprio a Taranto in mattinata ha inaugurato il nuovo edificio BLA5 di Vestas, per la finitura delle pale eoliche destinate agli impianti offshore. Ha avuto così occasione di lodare quanto di buono sta avvenendo nel territorio, ma non potendo esimersi dal […]

Leonardo, Natuzzi, porto, C&C: si teme per il futuro di molti posti di lavoro

Altro che record dell’occupazione! La Puglia, con Taranto in prima fila, sta collezionando migliaia di licenziamenti a fronte di poche decine di assunzioni. Ma a soffrire è un po’ tutto il paese. Alla crisi economica e commerciale si unisce una scellerata scelta di delocalizzare gli impianti, spesso anche in altri paesi europei, a partire dalla […]
Media
12 Giu 2026