Diocesi

L’odinazione diaconale di don Roberto Carbotti e don Samuele De Vergiliis

ph Vincenzo Orlando
02 Mar 2026

di Francesco Mànisi

Nel cuore di Grottaglie, la parrocchia Maria Santissima del Monte Carmelo rappresenta da secoli un punto di riferimento spirituale e sociale per il territorio. Comunità viva e generativa, che ha visto nascere numerose vocazioni al sacerdozio e alla vita laicale impegnata. In questo solco fecondo si inserisce l’ordinazione diaconale di don Roberto Carbotti e don Samuele De Vergiliis, celebrata sabato 28 febbraio nell’antica chiesa carmelitana, parrocchia di origine dei due giovani.

La solenne celebrazione è stata presieduta dall’arcivescovo di Taranto, mons. Ciro Miniero. Concelebranti principali sono stati mons. Salvatore Ligorio, arcivescovo emerito di Potenza e nativo di questa stessa comunità parrocchiale, e il vicario generale mons. Alessandro Greco. Insieme a loro hanno concelebrato il parroco don Alessandro Giove, che ha rivolto un saluto introduttivo carico di commozione, i vicari parrocchiali don Cosimo Arcadio e don Eligio Bonfrate, alcuni formatori del Seminario Maggiore di Molfetta, in cui i diaconi sono stati accompagnati, e numerosi sacerdoti della diocesi.

La chiesa era gremita di fedeli che hanno voluto stringersi attorno a questi due giovani cresciuti nella vivace cittadina delle ceramiche. Particolarmente significativa è stata la presenza del gruppo giovanile “Giullari di Dio”, segno di un cammino condiviso che continua a portare frutto. Al termine della celebrazione, un momento di convivialità nei locali parrocchiali ha prolungato la gioia in un clima familiare e intensamente partecipato.

Durante il rito, dopo la presentazione e l’elezione dei candidati, don Roberto e don Samuele hanno espresso pubblicamente la volontà di assumere gli impegni propri del diaconato transeunte: il servizio della Parola, dell’altare e della carità, la preghiera quotidiana della Liturgia delle Ore, la scelta del celibato per il Regno di Dio e l’impegno di obbedienza filiale al vescovo. Con l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria, seguite dai riti esplicativi della vestizione con la dalmatica e dalla consegna del Libro dei Vangeli, la Chiesa ha confermato la chiamata del Signore su di loro. Il diaconato transeunte, tappa immediatamente precedente al presbiterato, configura gli ordinati al mistero di Cristo Servo, inviandoli a rendere visibile l’amore di Dio nella concretezza del servizio ecclesiale.

Nell’omelia, mons. Miniero ha salutato l’assemblea sottolineando il carattere familiare della celebrazione: «È una celebrazione veramente particolare, perché due giovani figli di queste famiglie, che hanno frequentato questa comunità per tanti anni, giungono oggi a questo passo». Ha ricordato il loro cammino di formazione, nato dal desiderio di «stare con Gesù per capire cosa il Signore chiedesse», fino alla piena adesione alla vocazione ricevuta.

Richiamando la liturgia della seconda domenica di Quaresima, l’arcivescovo ha meditato sul monte della Trasfigurazione come luogo di incontro tra Dio e l’uomo: spazio di luce e contemplazione che però conduce necessariamente alla discesa del servizio. «La contemplazione non è evasione – ha affermato il presule – ma esperienza che trasfigura il cuore e rimanda alla quotidianità, dove il volto luminoso di Cristo si rende presente nel volto spesso sofferente dei fratelli».

Forte anche il riferimento ad Abramo, chiamato a lasciare sicurezze e radicamenti per affidarsi totalmente alla promessa di Dio. Come il patriarca, anche i nuovi diaconi sono invitati a un cammino di fiducia e di abbandono, sostenuti dalla grazia dello Spirito e dalla comunione ecclesiale. «Da questa sera inizia il vostro cammino di amore, di servizio, di gioia, ma anche di sacrificio» – ha affermato il vescovo, esortando i giovani diaconi a rendere credibile, con la vita, l’amore di Dio per l’umanità. «La vostra missione sarà efficace se vi fiderete ciecamente della potenza dello Spirito e se conserverete il dono della comunione ecclesiale» – ha concluso mons. Miniero.

Insomma, ua serata di gioia che ha confermato come il Signore continui a chiamare e a far fiorire vocazioni nel cuore delle nostre comunità.

A don Roberto e a don Samuele l’augurio di vivere questo tempo di grazia con cuore umile e lieto, custodendo ogni giorno la bellezza della chiamata ricevuta.

 

Il servizio fotografico è stato curato da Vincenzo Orlando

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