A Martina Franca due settimane con FotoArte 2026
Torna “FotoArte” il Festival internazionale di fotografia nato dall’esperienza del circolo fotografico Il Castello odv, realtà che da oltre trent’anni opera nella diffusione della cultura fotografica attraverso corsi, mostre, incontri, workshop e attività dedicate alla lettura e alla conoscenza dell’immagine.
Nel tempo FotoArte è cresciuto insieme al Circolo, diventando un appuntamento dedicato alla fotografia come linguaggio, ricerca e strumento di conoscenza; l’idea che anima il Festival è semplice: portare la fotografia fuori dai soli ambienti specialistici e farla incontrare con le persone, con i luoghi e con il territorio.
FotoArte 2026 si svolgerà, dal 18 settembre al 4 ottobre, a Martina Franca con il Palazzo ducale come luogo principale; tutti gli eventi, ad eccezione del workshop, sono ad ingresso libero e gratuito, in location accessibili (info: info@fotoartefestival.it).
Il Festival FotoArte, giunto quest’anno alla 23ª edizione, è promosso e realizzato con il contributo finanziario dell’assessorato al Turismo e dell’assessorato alle Attività culturali della città di Martina Franca e con il patrocinio morale della amministrazione provinciale di Taranto e del Csv Taranto ets.
Il programma di FotoArte 2026 costruisce differenti modi di raccontare e interpretare la città.
“Abitare lo sguardo”di Franco Sortini: le fotografie realizzate durante la residenza artistica a Martina Franca propongono una lettura personale del paesaggio urbano, fatta di architetture, geometrie, luce, superfici e silenzi.
“La città invisibile” di Marcello Nitti: uno sguardo che cerca ciò che normalmente rimane ai margini della nostra percezione e restituisce una città meno evidente, lontana dalla semplice rappresentazione documentaria.
“Tracce urbane” collettiva dei fotoamatori martinesi: la città raccontata da chi la vive quotidianamente. Frammenti, dettagli, architetture e presenze costruiscono un ritratto necessariamente plurale di Martina Franca.
“La città oltre lo sguardo” collettiva dei partecipanti al workshop di Franco Sortini: il risultato di un’esperienza nella quale il workshop diventa occasione per rimettere in discussione il proprio modo di osservare e fotografare lo spazio urbano.
“La notte di pietra” Circolo Fotografico Il Castello: Martina Franca attraversata durante le ore notturne. La pietra, le architetture, le ombre, le luci artificiali e le presenze umane restituiscono una città diversa da quella che conosciamo durante il giorno.
“Martina franca antica” Archivio Clementino: Venti immagini storiche riportano lo spettatore nella Martina Franca di un altro tempo. La fotografia diventa qui memoria, documento e soprattutto incontro fra due sguardi lontani nel tempo: quello di chi fotografò e quello di chi oggi osserva quelle immagini.
Accanto alle mostre nel prossimo weekend, sabato 19 e domenica 20 settembre – tornano le letture portfolio di FotoArte. È uno dei momenti nei quali emerge maggiormente la dimensione partecipativa del Festival: gli autori possono presentare i propri progetti, confrontarsi con lettori ed esperti e discutere non soltanto delle singole fotografie, ma della costruzione e dello sviluppo di un lavoro fotografico. La lettura portfolio diventa così uno spazio di confronto e di crescita, ma anche un’occasione per individuare e valorizzare nuovi autori.
Una fotografia che crea relazioni. Alla base di FotoArte c’è infine una convinzione: una fotografia non vive isolatamente. Entra continuamente in relazione con altre immagini, con i luoghi nei quali viene esposta, con la memoria e soprattutto con chi la osserva. Per questo FotoArte vuole essere prima di tutto uno spazio d’incontro. Tra fotografia d’autore e fotografia amatoriale. Tra memoria e contemporaneità. Tra chi realizza le immagini e chi le guarda. Tra fotografia e territorio. Perché un festival fotografico non dovrebbe limitarsi a mostrare fotografie. Dovrebbe creare le condizioni perché, dopo averle viste, guardiamo diversamente anche ciò che ci circonda.





