Eccellenza, dal campionato alla Coppa Italia: il Taranto resta in corsa
Ci sono scoppole e scoppole. Alcune possono essere considerate incidenti di percorso, che a tutti capitano, o possono capitare; altre sono capaci di pregiudicare l’andamento di una intera stagione. Quella rimediata due domeniche fa dal Taranto a Canosa è stata frutto di tre circostanze: un eurogoal, non evitabile, e due calci di rigore. A preoccupare però più del risultato era stata la performance. Domenica scorsa i rossoblu sono stati chiamati a riscattarsi, tra le mura amiche di uno stadio meraviglioso: a dimostrare che quella sconfitta pesante è stata proprio un incidente di percorso.
Il riscatto è arrivato con una vittoria rotonda. Al netto del risultato, 3-1 sull’Ugento, e della classifica (grazie alla sconfitta dello Squinzano, la distanza dalla vetta si è accorciata a quattro punti), i motivi di soddisfazione sono stati altri per mister Tiozzo, il quale ha visto una squadra unita anche nei momenti di sofferenza. Che in realtà sono stati pochi. Perché oltre al goal della bandiera, peraltro fortuito, il tiro-cross di Flavio Becerri, l’Ugento ha creato poco.
La Coppa Italia
Il match di ieri è stato una mezza sorpresa nel pre gara. Nel senso che gli ionici avrebbero dovuto giocarlo in casa, allo stadio Iacovone, come da programma, l’andata del secondo turno della Coppa Italia: le due società, Taranto e Atletico Acquaviva, hanno concordato l’inversione dei campi – ritorno in riva allo Jonio il 29 ottobre. I tifosi si aspettavano la continuità. Ovvero un’altra prova solida, in vista della trasferta di campionato contro il Brilla Campi, in programma all’inizio della prossima settimana.
Ogni gara però è una battaglia a sé stante. E può essere condizionata anche dagli episodi, come dall’espulsione di Bruno Perretta al 56’ (rosso diretto, opinabile), per cui gli ionici hanno dovuto giocare in inferiorità numerica fino al minuto 80 (parità ristabilita con l’espulsione di Michele Fucci per doppia ammonizione), subendo il goal dell’Acquaviva firmato da Goncalo Cabral; dimostrando carattere, hanno acciuffato il pari all’extratime, al sesto minuto di recupero con Fabio Delvino. Se avessero vinto, i padroni di casa non avrebbero affatto demeritato: più pericolosi in attacco, nel primo tempo in particolare, quando il Taranto ha faticato nel trovare gli spazi, e la porta avversaria. Il verdetto dunque è rimandato.
La vera arma del Taranto
Undici giocatori cambiati: la squadra che ha giocato in Coppa Italia è stata rivoluzionata. E questo può spiegare la prestazione e le difficoltà incontrate. Luca Tiozzo è stato costretto al turnover anche per motivi precauzionali, perché quando si gioca ogni due o tre giorni l’infortunio è sempre dietro l’angolo, ha spiegato. La qualità dell’organico, con meccanismi da oliare, può fare la differenza nel prosieguo del campionato e della Coppa Italia. C’è poi un giocatore insostituibile. Il dodicesimo, si suol dire: il pubblico e lo stadio, per cui c’è da scommettere che lo Iacovone diventerà un fortino inespugnabile. O quanto meno, nelle partite decisive, un alleato formidabile.
Taranto – Ugento, l’ultimo match allo Iacovone nel racconto fotografico di Giuseppe Leva











