Chiara Luce Badano: una luce che continua a parlare a giovani e famiglie
Incontro alla parrocchia Spirito Santo di Taranto, giovedì 29, per riscoprire questa straordinaria testimonianza di fede e di vita
Per riscoprire questa straordinaria testimonianza di fede e di vita, giovedì 29 ottobre la parrocchia Spirito Santo (Taranto 2) promuove un momento di preghiera e di incontro dedicato alla beata Chiara Luce Badano. Il programma prevede alle ore 18 la celebrazione della santa messa, seguita dalla preghiera per la canonizzazione e da un video-collegamento con Franz Coriasco, amico di Chiara, che condividerà la sua testimonianza e i suoi ricordi personali.
Ricordare Chiara Luce Badano non significa soltanto fare memoria di una giovane ragazza morta prematuramente, ma riscoprire una testimonianza di fede capace di parlare ancora oggi al cuore dei giovani, delle famiglie e dell’intera comunità cristiana. Chiara, scomparsa a soli diciotto anni nel 1990, ha vissuto la sua breve esistenza con una straordinaria semplicità, lasciandosi illuminare dall’amore di Gesù anche nel tempo doloroso della malattia. Il soprannome Luce, che le fu dato da Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei focolari, esprime bene ciò che la sua vita continua a essere: un segno luminoso di speranza, capace di attraversare il buio della sofferenza senza lasciarsene vincere.

Ai giovani, Chiara ricorda che la santità non è qualcosa di lontano, riservato a pochi o incompatibile con la vita quotidiana. Si può essere santi alla loro età, coltivando amicizie sincere, affrontando le difficoltà, facendo scelte coraggiose e imparando a mettere l’amore al centro della propria vita. Chiara non è stata una ragazza estranea alle domande e ai desideri dei suoi coetanei: li ha condivisi, vivendo però ogni esperienza alla luce del Vangelo. Alle famiglie, la sua storia consegna un messaggio altrettanto prezioso: la fede può diventare una forza che sostiene nei momenti più difficili, che aiuta a custodire la speranza e che insegna ad accompagnarsi reciprocamente anche quando non si hanno risposte a tutte le domande. La testimonianza dei suoi genitori mostra come l’amore familiare, pur attraversato dal dolore, possa diventare luogo di fiducia, di comunione e di affidamento a Dio.
La vita di Chiara ci invita, inoltre, a non confondere la felicità con l’assenza di problemi. La sua esperienza testimonia che la gioia cristiana non cancella la sofferenza, ma nasce dalla certezza di essere amati da Dio e di poter continuare ad amare anche nelle circostanze più difficili.
In questo cammino di conoscenza e di approfondimento si inserisce la testimonianza di Franz Coriasco, amico di Chiara che, nella serata di giovedì, attraverso i suoi ricordi aiuterà a incontrare non soltanto la beata, ma la ragazza concreta che è stata: la sua umanità, le sue relazioni, la sua freschezza e il suo modo di vivere la fede. La voce di chi l’ha conosciuta personalmente rende la sua storia più vicina e accessibile, soprattutto a quanti potrebbero pensare che la santità sia un ideale distante dalla vita reale. Sarà un’occasione preziosa per giovani, famiglie, educatori e per quanti desiderano lasciarsi interrogare da una vita che continua a parlare al nostro tempo, ricordandoci che la santità è possibile a ogni età e che l’amore, vissuto fino in fondo, può trasformare anche la sofferenza in una testimonianza di speranza.
Ricordare Chiara Luce significa, dunque, offrire alle nuove generazioni un esempio credibile e incoraggiante; significa aiutare le famiglie a riscoprire la bellezza di una fede vissuta insieme; significa, per tutta la comunità cristiana, tornare a credere che anche una vita breve può lasciare un segno profondo e duraturo. La sua testimonianza continua a rivolgerci una domanda semplice ed esigente: come possiamo fare della nostra vita un dono per gli altri? È forse questo il modo più autentico per ricordarla: non fermarsi alla commozione per la sua storia, ma lasciarsi provocare dalla sua fede e imparare, ogni giorno, a scegliere l’amore.




