Editoriale

E dopo l’informazione, a chi tocca?

(Foto di archivio)
09 Gen 2023

di Emanuele Carrieri

“L’Europa per il mondo è come il quartiere Paolo sesto per Taranto.” La frase avrebbe tramortito chiunque. Feci una espressione simile a quella di Mimmo, il ragazzotto patologicamente legato alla nonna del film Bianco, rosso e Verdone. Mi limitai a una domanda: “In che senso?”. La risposta fu lapidaria: “Troppo distante, lontano, separato, staccato, nello spazio, nel tempo, nell’importanza, nel carattere, … e pure nell’aspetto.” Dieci anni fa non era certo una ragazzotta, non è mai stata una ragazzotta. Aveva appena finito la scuola superiore in England e già padroneggiava sei lingue straniere: stava per iniziare gli studi in un college negli States. Essendo per un quarto tarantina, per via della nonna materna, è tornata nella nostra città nelle feste di Natale. Adesso ha un lavoro di grande rilevanza in una emittente televisiva statunitense all-news e padroneggia pure l’hindi, l’arabo, il russo e il cinese. Così, davanti a una tazza di caffè, mi ha detto con tono serio: “Ci sono alcune cose che non capisco della vostra realtà”. E dopo dieci anni, ho rifatto la stessa domanda: “In che senso?”. Mi ha spiegato che, per deformazione professionale, continua ancora e sempre a leggere i quotidiani: americani, europei, e, nella speranza di annusare la situazione, anche locali. Così mi ha spiegato di avere avuto una sorpresa quando l’edicolante al quale si era rivolta gli ha candidamente dato dei quotidiani stranieri vecchi di una settimana e soltanto un quotidiano locale, dicendo che questo è quasi l’unico in Puglia. Parzialmente vero, ovviamente, non solo perché, pur se in maniera ridotta, ci sono le pagine locali dei quotidiani nazionali, ma perché, esclusa la carenza di carta stampata, c’è ancora una residua vivacità editoriale online, anche se affaticata. Tuttavia il suo stupore è rimasto intatto malgrado le mie esegesi, perché non si aspettava che un’area cosi culturalmente ricca non esprimesse una maggiore vivacità editoriale. Ma le sue domande non si sono limitate: da vera professionista, ha subito premesso che il suo giudizio era senz’altro parziale, dato che aveva sfogliato solo per qualche giorno il giornale locale. “Ho notato – ha detto – che il racconto della condizione della città e della regione in generale, è dipinto in maniera positiva, quasi funzionale all’attuale gestione politica. Ciò non è sempre vero, non è vero per tutto e per tutti, chiaramente!”. La sua affermazione era ingenua, perché non sapeva che la nostra regione da molto tempo sta sfogliando una margherita e ogni petalo è legata una domanda: “Decaro?” o “Emiliano?”. È, di conseguenza, cominciato fra me e lei un appassionante scambio di opinioni sulla qualità del giornalismo italiano. Il punto di arrivo definitivo è stato che “saltare e tenersi sul carro dei vincitori” è uno sport malevolo che si può registrare anche a livello nazionale. Una sorta di spoils system opaco che scimmiotta quello politico, cioè la possibilità di un nuovo esecutivo di nominare persone di fiducia al vertice della pubblica amministrazione, come stabilito dalla riforma Bassanini alla fine degli anni Novanta e dalla legge Frattini sul riordino della dirigenza statale. Un procedimento che prevede che gli incarichi di funzione dirigenziale, come i vertici dei ministeri o delle agenzie, cessino novanta giorni dopo il voto di fiducia del governo. A questo punto la domanda sorge spontanea: ma che c’azzecca lo spoils system con i giornali? Sì, c’entra eccome, se si considera che tutto ciò si verifica ormai da tempo, soprattutto nell’informazione televisiva. Ai fruitori dell’informazione più accorti non sarà, infatti, sfuggito come nei palinsesti dei diversi talk show e non solo della Rai, siano cambiate in poche settimane molte facce, con l’apparizione di nuovi commentatori, certe volte non di qualità, la cui ripetizione di comparsate è esplicitamente orientata al nuovo corso politico. Una concezione di merito che di certo smaschera, se non altro per assonanza, anche la reale valenza del nuovo ministero “dell’istruzione e del merito” che non proprio poche perplessità ha suscitato. “Certo ci vorrebbe maggiore stile e trasparenza”, ha detto amareggiata la fanciulla. Ma in realtà lei sa bene che la stampa non è mai “neutrale”: onestà intellettuale vorrebbe che si palesassero in modo chiaro gli orientamenti, senza raccontare di essere portatori di verità e non di opinioni, prendendo in giro i lettori, magari con la sempre verde quanto falsa favola del “sentiamo le due campane”. Affermazione autoassolutoria che può andare bene per descrivere le liti di condominio e non certo la complessità dell’azione politica, amministrativa, giudiziaria e perfino sportiva. È vero: qualche volta la verità giornalistica non è quella reale ma quella che appare, anzi che si vuol far apparire. Invertire questo andazzo sarebbe troppo … “A schermare dietro a un velo di disinformazione la deriva malefica, ci pensano i talebani dell’informazione … ora, qui, ce ne sono molti, troppi!” ha concluso la fanciulla.

Leggi anche
Editoriale

Quale voto, impreparati o zero?

È come uno sversamento di greggio in mare: inarrestabile, quasi incontenibile. Non è il greggio di cui si scrive: è l’impreparazione, che si mostra con il dilettantismo, la faciloneria, l’inconsistenza. E l’impreparazione si sta sempre più espandendo: non esonera più alcun campo, alcun ramo, alcuna sfera, neanche la politica. Basta esaminare i comportamenti e le […]

Ribelle per amore

Il primo incontro non fu granché. Aveva appena terminato il suo recital di poesie. Decine di poesie, una dietro l’altra, commentate a una a una. L’ultima fu “Frei Tito”. Gli si parò davanti un ragazzo, di circa venti anni, e gli domandò: “A padre Tito de Alencar Lima è dedicata l’ultima poesia?”. Gli occhi severi […]

Nuovi mercati, nuovi ‘amici’

Il mondo – e non solo quello economico – sembra essersi ribaltato nell’ultimo anno, che (fatalità) coincide con l’inizio della presidenza Trump negli Usa. L’applicazione di dazi alle merci in entrata da parte del maggior partner commerciale di mezzo mondo, qual è l’America, ha scosso fino alle fondamenta il libero mercato planetario. Anche perché i […]
Hic et Nunc

Parcheggi: nuove proteste e tensioni Ne parliamo con l'assessore Cataldino

Non c’è pace per i parcheggi! Risolta la questione della gratuità del parcheggio per i disabili, che però rivendicano altre questioni, ora si passa all’annullamento del pass gratuito per i residenti delle zone D/E/F/G. In segno di protesta, domani, sabato 14, dalle 10 alle ore 12, Adoc Taranto e Uil Taranto scenderanno in piazza per […]

Oggi, venerdì 13, la Madonna di Fatima in processione

Si avvia alla conclusione la tappa tarantina della peregrinatio della Madonna di Fatima, la cui immagine da venerdì 6 febbraio è esposta nella chiesa del Sacro Cuore, in via Dante. «In un tempo segnato da inquietudini, paure e ferite profonde – dice il parroco don Francesco Venuto – Maria ci indica la strada: tornare al […]

Domani, venerdì 13, a Latiano una giornata speciale per San Bartolo Longo

Domani, venerdì 13 febbraio, a Latiano, la città natale di San Bartolo, sarà celebrata una giornata speciale in occasione del 185° anniversario del battesimo del fondatore del santuario di Pompei, avvenuto esattamente l’11 febbraio 1841, nella parrocchia di Santa Maria della Neve, nella natia Latiano, in provincia di Brindisi. Alle 17, nella chiesa matrice, l’arcivescovo […]
Media
15 Feb 2026