Diocesi

Alla San Pasquale, il saio di fra Giuseppe Michele Ghezzi

ph G. Leva
14 Mar 2025

di Angelo Diofano

A Taranto, la parrocchia di San Pasquale Baylon dei frati francescani minori accoglierà venerdì 14 e sabato 15 marzo, la reliquia del saio del venerabile fra Giuseppe Michele Ghezzi, in un momento di profonda spiritualità e riflessione per l’intera comunità. L’iniziativa – spiega il parroco fra Vincenzo Chirico – rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire il carisma e l’insegnamento del frate, testimone di fede e dedizione a Cristo.

Il programma:

Venerdì 14: ore 18, il rito di accoglienza della reliquia sarà presieduto da fra Giancarlo Maria Greco, il quale alle ore 18.30 presiederà la celebrazione eucaristica; ore 19.30, Via Crucis (“È per la Croce che si va in Cielo”, ribadiva il frate).

Sabato 15: sante messe saranno celebrate alle ore 8 e alle ore 18.30.

Note biografiche

Michele Ghezzi nacque a Lecce il 19 agosto 1872 da una famiglia nobile. A sedici anni fu colpito da una grave malattia, da cui fu guarito per intercessione della Madonna di Pompei. Quindi si sentì spinto a vivere la carità verso i più poveri, col fondamentale appoggio, anche di natura economica, di sua madre. Quando entrambi i genitori morirono, Michele, che già era terziario francescano, chiese di essere ammesso tra i frati minori riformati (uniti, nel 1897, all’Ordine dei frati minori). Inizialmente egli fu respinto a causa della sua fragile salute e dell’età avanzata secondo i criteri dell’epoca. Il suo vescovo voleva che diventasse sacerdote diocesano, ma lui voleva restare un semplice fratello laico. Alla fine egli entrò in convento il 2 agosto 1906, poco prima di compiere 34 anni, professando i primi voti religiosi l’8 settembre 1909, col nome di fra Giuseppe. Il frate divenne noto come il ‘conte con la bisaccia’ per le sue instancabili questue, affrontate tra prove fisiche (gli fu amputato il mignolo di un piede) e consolazioni. Attraversò le due guerre mondiali, offrendo le sue sofferenze per i morti sui campi di battaglia. Dal Natale del 1954 le sue condizioni di salute si aggravarono: la gente iniziò a visitarlo, per ricambiare l’amore che aveva avuto per loro. Fra Giuseppe morì quindi il 9 febbraio 1955, nella sua cella del convento di Sant’Antonio a Lecce. Fu dichiarato Venerabile col decreto promulgato il 18 novembre 2000. I suoi resti mortali riposano nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio a Fulgenzio, a Lecce.

 

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