Tracce

Chi è la più realista del reame?

Stefano Carofei / ipa-agency.net / Avvenire
24 Mar 2025

di Emanuele Carrieri

Chi voleva un vero “dibattito”, nella due giorni parlamentare sulle comunicazioni di Meloni in vista del Consiglio europeo, è rimasto deluso. La risoluzione, approvata dalla maggioranza, è l’effetto di una mediazione fra le diverse posizioni dei partiti: risulta, quindi, così fiacca da apparire irrilevante. La maggioranza ha dato prova di compattezza, ma il dibattito è stato abbastanza insignificante, con le divisioni nella maggioranza nascoste con enormi difficoltà e i leader della minoranza costretti ai volteggi per evitare intoppi interni e mal di pancia nell’elettorato. Un aspetto va sottolineato: Meloni ha una modalità argomentativa quasi consolidata, che si fonda su tre assi primari: il vittimismo, la deresponsabilizzazione e il ribaltamento della prospettiva. Si esibisce sempre aggredita, trova sempre scuse esterne a errori o contrasti e attacca sempre controparti di qualunque tipo. Una strategia che funziona, anche perché manda fuori gioco le opposizioni, che spesso accettano di seguirla nel campo delimitato dalla sua narrazione. Questa volta, consapevole di essere di fronte a un punto cruciale, le cose sono state diverse. Non sui punti specifici del Consiglio europeo, ovvio. Meloni ha mostrato quale è la linea che seguirà in politica estera. Quella di Trump e dell’establishment statunitense, a iniziare dalla questione dazi, non all’ordine del giorno del vertice del Consiglio europeo, come pure ha ricordato Meloni nel suo intervento. Però, ha ritenuto irrinunciabile far sapere al “globo terracqueo” che lei considera sbagliata la decisione dell’Europa di porre dei contro – dazi sui prodotti americani, adoperando la parola “rappresaglie”. Ma i dazi li ha messi Trump, non è una decisione dell’Ue e questa versione del porgi l’altra guancia dinanzi a chi ti schiaffeggia non sembra la sua. È veramente singolare che venga utilizzata come arma per contestare l’Ue, mentre sta cercando di tutelare anche la produzione italiana, usando una specie di modello deterrenza per fare pressione sugli statunitensi. Sull’Ucraina, Meloni è contro il progetto di Starmer e Macron, si è detta indisponibile al diretto coinvolgimento dei militari italiani, ha esternato delle perplessità sul ruolo dell’Ue nella conclusione della crisi, ha manifestato una assoluta fiducia nell’iniziativa di Trump per un cessate il fuoco in Ucraina e per l’avvio dei negoziati con Putin. Ma dopo, Meloni ha fatto di più: ha stroncato apertamente il Manifesto di Ventotene. “Su questo punto ti sentiremo un’altra volta” dissero gli ateniesi a san Paolo. Forse neanche Trump sperava di poter ottenere tanto da una alleata. Non c’è una mossa di Meloni che non si sposi con la linea dell’establishment americano o che non sia funzionale ai piani nel medio e lungo periodo di Trump. È questo l’aspetto da sorvegliare: il progetto di Trump implica un cambiamento totale, culturale, politico e ideologico. È un mondo nuovo, quello spinto dall’ultradestra MAGA e esaltato dai turbocapitalisti che affollano lo Studio Ovale della Casa Bianca. All’orizzonte, vi è uno scenario globale egemonizzato da autocrazie, che facilitano, agevolano o non ostacolano l’operato dei grandi potentati economici che più o meno aderiscono al nuovo modello di società e che facilitano a determinarlo. In questo quadro, uno degli ostacoli è l’Europa, sia come modello di società che come entità politica. Non solo quel che l’Europa potrebbe essere e diventare, ma quello che l’Europa è già, con tutti i suoi limiti. È da sottolineare che la disgregazione dell’Europa, intesa come entità politica coesa e attore forte sulla scena internazionale, sia uno degli obiettivi più chiari di Trump e del suo amico Musk. Va in questo senso il sostegno ai movimenti sovranisti ed euroscettici nel Vecchio Continente, va in tal senso la lotta alla burocrazia europea, va in tal senso la battaglia contro una serie di modelli di welfare e di collaborazione pubblica, va in tal senso l’impostazione intransigente sull’immigrazione, va in tal senso la cancellazione di accordi e patti multilaterali. È chiaro? In tale contesto, Meloni è, per Trump, la migliore alleata in Europa. È in definitiva più realista del re, o meglio, più trumpiana di Trump. “Restituiteci la Statua della Libertà!”. A chiederlo, nei giorni scorsi il socialista francese Raphael Glucksmann, secondo cui la Francia dovrebbe riprendersi la statua perché gli Usa non rappresentano più i valori che hanno spinto la Francia al regalo. Un bontempone ha detto che è di Musk il colpo di genio: “È brutta! Restituiamola! Mettiamo quella di una alleata! Mettiamo quella di una italiana!”.

Leggi anche
Editoriale

La donna, il serpente e il sospetto: una nuova caccia alle streghe nell’era dell’indignazione

Può una domanda diventare una negazione? Può una precisazione esegetica essere trasformata in una dichiarazione contro la fede? E può accadere che una riflessione dedicata alla donna finisca per sottoporre a giudizio proprio la donna che l’ha formulata? È quanto sembra essere avvenuto intorno all’articolo Il serpente, la donna e il frutto. E Satana?, pubblicato […]

Quello scontro sulla grazia

In ogni Stato di diritto, in qualsiasi Stato di diritto, vige un confine insuperabile, che non dovrebbe mai essere oltrepassato: è quello che fa da palizzata fra il diritto e la convenienza politica. Tuttavia, nel dibattito sulla inconcepibile concessione della grazia a Mario Roggero, – il gioielliere di 72 anni di Grinzane Cavour (in provincia […]

Soldi, armi e cortesie

Al vertice della Nato di Ankara, Trump è passato, in men che non si dica, dalla tragedia della ripresa della guerra contro l’Iran, degli insulti agli alleati e della minaccia alla Spagna di rompere subito ogni relazione commerciale, all’idillio del siamo tutti d’accordo su tutto e dell’amore ostentato alla fine dei lavori. L’altalena dei suoi […]
Hic et Nunc

Al Museo un mostra sui “Giochi”: dall'Atleta di Taranto a Iacovone

“L’arte della vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo” è il titolo della mostra che celebra l’atletismo ma anche la virtù dello sport come elemento di costruzione di pace, cooperazione e dialogo. Presentata dalla direttrice Stella Falzone, la mostra 25 luglio al 10 gennaio 2027, celebra i Giochi del Mediterraneo, a poche settimane, tra l’altro, dal […]

Autonomia: il governo ci riprova ma accentra la gestione di porti. Con gravi rischi

Fra poco meno di un mese avranno inizio i Giochi del Mediterraneo, ma tra circa un mese e mezzo i Giochi termineranno e l’entusiasmo per un evento la cui portata sarà dimostrata dai fatti, lascerà il posto alla realtà del “dopo”. Qualche impianto sportivo nuovo, di cui la città aveva uno “storico” bisogno, non potrà […]

San Lorenzo da Brindisi, un pieno di energia d’amore

Martedì 21 luglio, memoria di san Lorenzo da Brindisi, nell’eucarestia presieduta dal ministro provinciale dei frati cappuccini di Puglia, fra Ruggiero Doronzo, è stata evidenziata l’organizzazione mentale del santo frate, formatasi attraverso lo studio capillare della Glossa ordinaria, un commentario biblico composto di rimandi.  Una rete di collegamenti biblici che, grazie anche alle sue capacità […]
Media
26 Lug 2026