Dipartita

Un ricordo di don Franco Bonfrate sacerdote dalla profonda umanità

I funerali saranno celebrati domani, martedì 8, alle ore 11 in Concattedrale dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero

foto G. Leva
07 Lug 2025

di Silvano Trevisani

La scomparsa di un sacerdote è sempre uno iato che si apre nel ‘dialogo’ della chiesa locale, nella storia e nella vita della gente con cui ha interagito. La scomparsa di don Franco Bonfrate è un momento doloroso per tutti, soprattutto per coloro che lo hanno conosciuto e frequentato, hanno compreso i suoi carismi e la sua singolarità di uomo e sacerdote. Io ho avuto la fortuna di crescere, in tutti i sensi, in quella parrocchia del Carmine di Grottaglie che fu (ma lo è rimasta fino ad oggi) fucina di vocazioni, umane e sacerdotali. In quella parrocchia, che aveva visto maturarsi, negli anni Sessanta, la vocazione di sacerdoti con don Fiorenzo Spagnulo, che ci ha lasciato a febbraio a 84 anni, maturavano, proprio in quegli anni, numerosi seminaristi, divisi tra il seminario minore, maggiore, tra Martina Franca e Taranto e il teologico di Molfetta. Alcuni coetanei di don Fiorenzo, li ricordo bene, si ritirarono quando erano ormai prossimi all’ordinazione, ma altri giunsero al sacerdozio. A Molfetta erano arrivati don Franco Bonfrate, don Salvatore Ligorio, futuro arcivescovo, e don Vincenzo Conserva, prematuramente scomparso.

La parrocchia centrale e vitale, guidata in quegli anni dal ‘mitico’ don Dario Palmisano, coadiuvato dall’altrettanto ‘mitico’ don Cosimo Occhibianco, era frequentata da centinaia di bambini, adolescenti, giovani, che allora si dividevano in: fanciulli cattolici, aspiranti, giovani, chierichetti, tarcisiani… E i seminaristi erano un punto di riferimento. Aspettavamo con ansia il loro ritorno per le vacanze, che coincidevano con i festeggiamenti della Madonna del Carmine, perché le serate si trascorrevano insieme. La calde sere d’estate si saliva tutti insieme, recitando il rosario, verso il santuario della Madonna del Rosario, con la guida di don Dario, per godere un po’ di fresco e ascoltare racconti e suggestioni.

Una vita semplice, in cui le gerarchie erano persino auspicate e i futuri sacerdoti per noi tutti giovani erano fratelli maggiori ed esempi tangibili, poiché la gran parte del tempo la si trascorreva in chiesa e nelle sale parrocchiali.

Ecco, don Franco, coetaneo di uno dei miei fratelli maggiori, era per me e per i miei amici, un fratello acquisito. Al quale ero orgoglioso di essere legato da una lontana parentela per parte di mia madre (una famiglia, la sua, che ha dato altri sacerdoti: i nipoti Giuseppe ed Eligio). Ci ammoniva e guidava e poi, divenuto sacerdote nel 1970, al suo primo incarico nella concattedrale appena inaugurata, con la sua prima macchinetta veniva prenderci a Grottaglie per portarci al mare. Oppure organizzava partite di calcio, tra grottagliesi e tarantini, nel campetto di San Pio X, dove intanto don Dario era stato trasferito.

Il legame non si è mai interrotto. Anche negli anni in cui scelse la strada della missione, negli anni Ottanta chiedendo di essere inviato in Africa, sacerdote fidei donum. Sempre austero, serio potrei dire, poco incline alle piaggerie, ha vissuto il sacerdozio con quell’umanità che lo sempre caratterizzato. Senza mai tirarsi indietro, anche nel suo delicatissimo incarico di esorcista, che ha svolto con competenza e dedizione fino alla fine. Proprio per il suo modo di essere, non era uso parlare con facilità delle esperienze, a volte modo delicate, maturate nella sua funzione, ma ricordo lucidamente alcune sue testimonianze, con le quali avvertiva di non sottovalutare l’insinuarsi del Maligno, che non va ridimensionato a un’accezione generica di “Male”, nella vita degli uomini.

La sobrietà, la misura, la serena cordialità mi permetto di ricordarle, assieme alla solida formazione, come sue straordinarie doti umane, che hanno lasciato un segno in chi ha potuto fruire della sua missione sacerdotale.

La messa esequiale per don Franco Bonfrate, deceduto domenica mattina all’ospedale ‘Miulli’ di Acquaviva delle Fonti all’età di 79 anni, sarà celebrata martedì 8 alle ore 11 in concattedrale Gran Madre di Dio dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero.
La salma attualmente è esposta nella chiesa inferiore dove sta ricevendo l’omaggio di numerosi fedeli.

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29 Set 2026